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o.t. PcCiechi è chiuso con effetto immediato. ecco le due campane.

Nessuna risposta
il cameriere de...
Non in linea
Iscritto: 14/03/2009
Punti: 128

cari amici,
sottopongo al vostro giudizio l'ultima presa di posizione del comune di Giugliano con la lettera che pubblico e che precede la mia risposta.
La sofferta decisione di chiudere immediatamente PcCiechi è conseguenziale.
Spero comprendiate che questo è per me un momento molto difficile, alleviato soltanto da una solidarietà della quale non Vi ringrazierò mai abbastanza e che l'amministrazione giuglianese, invece, interpreta come provocazione e come causa di tensione tra i suoi dirigenti.
Vi prego di scusarmi ancora;ma il sacrificio del giornale non mi consente di aggiungere altro.
se credete, potete inviare al comune di Giugliano il seguente testo,o quello che riterrete di vostra personale stesura con annessi indirizzi di posta elettronica:
sindaco@comune.giugliano.na.it
rossella.grasso@comune.giugliano.na.it
maria.galiano@comune.giugliano.na.it
tel sindaco 081 895 62 46
tel segretaria generale 081 895 62 40
tel dirigente Maria Galiano 081 895 62 60
fax sindaco 081 895 63 47
fax protocollo generale
081 330 15 42

Siete già sotto inchiestee condanne di varia natura per i piu' disparati motivi come apprendiamo dai giornali: ne volete un'altra?La piu' vergognosa di tutte!
Ebbene, l'avrete!
Siete talmente arroganti che ve la siete cercata.
Cordiali saluti.
***
a)trascrizione fedele della comunicazione dal comune
città di Giugliano in campania
provincia di Napoli
giugliano 4\02\2010 prot n. 234

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Al dipendente Mario Palma
sede
p.c.
sindaco
pc
segretario generale
Oggetto: riscontro diverse note.

Continuano a pervenire a questo ente, da parte di diversi soggetti e con cadenza pressochè quotidiana, lettere di protesta per lo piu' fotocopia circa una presunta chiusura della rivista denominata pcCiechi, recanti tutte lo stesso oggetto:
"protesta disparità trattamento dottor Mario Palma".
Corre l'obbligo di farle rilevare, nuovamente, che non si riscontra nè negli atti, nè nei comportamenti di questo ente alcun fatto discriminatorio nei suoi confronti.Risulta invece vero, il contrario in quanto sono ampiamente documentati gli sforzi compiuti dall'amministrazione per consentirle un inserimento nel contesto lavorativo come possono testimoniare diversi funzionari e dipendenti.
Purtroppo alcune sue richieste non possono essere soddisfatte per una serie di vincoli normativi mai per un deliberato intento discriminatori ocome anche la dott.ssa Anna Pugliese ha cercato di chiarire a lei e agli interlocutori telefonici levatisi a sua difesa.
Circa la vicenda del pcCiechi anche il sindaco, riconoscendole il valore sociale ha avuto modo di rappresentarle tutte le intenzioni di agevolarla nello svolgimento dell'attività, beninteso a titolo personale anche attraverso un apposito finanziamento qualora richiesto.
Inoltre risulta che sull'argomento la s.v. abbia già avviato un contenzioso tuttora pendente. E' auspicabile, pertanto, anche nelle more dell'esito del contenzioso, che la s.v. sensibilizzi i suoi sostenitori, al fine di evitare che le loro buone intenzioni si traducano in una sorta di ingiustificata pressione nei confronti della responsabile del servizio da cui ella dipende, che non giova alla serena dialettica dei frapporti gerarchici.
dirgente del settorepersonale è 2a. cg
dott.ssa Maria Galiano
b)la mia risposta
Al dirigente Affari generali dott.ssa Maria Galiano
E p.c.
Al sindaco.
Al segretario\direttore generale.
All’assessore alle politiche sociali.
Comune di Giugliano
Loro sedi

Oggetto: riscontro diverse note; "rif.Sua in prot. 234 del 4 febbraio 2010.".
Gent.ma Dott.ssa,
la chiusura di pcCiechi non è presunta. Con la presente, infatti, Le comunico formalmente l'immediata cessazione delle pubblicazioni di PcCiechi "quindicinale telematico di informazione tecnica dedicata ai servizi sociali per l'han dicap negli enti locali".
La responsabilità come Lei sà benissimo è da addebitarsi all'ostilità del comune di Giugliano e in particolare al segretario\direttore generale che, con adombrato procedimento disciplinare in prot. n. 341/agdel 25 luglio 2009 , mi ha impedito di continuare ad occuparmene durante l'orario di lavoro essendo di pubblico dominio che la notoria delicatissima situazione familiare mi avrebbe impedito un gravoso impegno a domicilio al di fuori del canonico orario di servizio.

L'amministrazione ha avuto a disposizione nove lunghissimi anni per dimostrare concretamente di voler favorire a costo aggiuntivo zero nongià lo scrivente; ma un servizio sociale apprezzatissimo da decine di utenti nel giuglianese e migliaia in tutta Italia.

Riguardo alla distinta Sua del 4c.m., prot. 234, devo chiarire preliminarmente che il testo unico delle lettere e dei Fax di protesta inoltrato al Comune di Giugliano è stato sottoposto dai suoi estensori al vaglio e all'approvazione di quanti lo hanno fatto proprio in difesa della rivista telematica PcCiechi" e del legittimo diritto-dovere al lavoro, che mi viene precluso. Che mi viene negato. Che non mi si consente di svolgere da interminabili anni.
Questo è il nòcciolo del problema che le singole persone stanno affrontando unitamente alle associazioni categoriali di patrocinio e che l'Amministrazione giulianese continua a eludere, adducendo pretesti tecnici e non meglio specificati, criptici "vincoli normativi"
Ci sono invece vincoli normativi chiarissimi, i quali prescrivono che i disabili debbano essere dotati della strumentazione tecnologica adeguata e necessaria per l'espletamento delle mansioni loro affidate.
Perciò reputo opportuno additare per l'ennesima volta alla personale attenzione del dirigente responsabile il D.P.R. 216/2003, la Legge 4/2004 con sottolineato regolamento attuativo, la Legge 67/2006, il vigente Statuto comunale e la disciplina recata in materia dai contratti collettivi nazionali di lavoro dei vari comparti.

La normativa richiama in proposito le responsabilità di varia natura imputabili al dirigente inadempiente.

Questo è il fulcro della mia irrinunciabile rivendicazione giuridica, umana e sociale, nella quale centinaia e centinaia di persone svantaggiate si riconoscono con una protesta pacifica, identitaria, civile e civilizzante. Sono le donne e gli uomini che hanno usufruito per nove anni gratuitamente del servizio d'informazione promosso e curato dalla rivista "PcCiechi," di cui Lei conosce le origini, l'esistenza e gli scòpi.
Lei n'era talmente a conoscenza che aveva già predisposto e comunicatomi formalmente l'attivazione del telelavoro e la cura della rassegna-stampa con lettera del 28 luglio 2009 prot. 1166,
lettera d'inntento piu' che mai apprezzata! Lettera morta e defunta a distanza di circa un anno, parimenti all'impkiego di un computer sconfigurato a far tempo dal 28 dicembre 2009.
Le procedure avviate per la "promozione" e la "diffusione" della cultura tra i non vedenti, con relativa mappatura sul territorio come ogni mio altro sforzo di essere positivo ed operativo, sono stati bloccati senza darmene comunicazione alcuna, nè sono stato mai designato responsabile di qualsivoglia procedimento.

Le firmatarie e i sottoscrittori del testo unico, non fotocopia, sono le ragazze, i ragazzi, le persone mature, così come nella terza età, che si oppongono alla dilagante presunzione per cui il cieco incapace d'intendere, di volere e di agire nei comuni àmbiti professionali. Non si possono comprendere il significato, la valenza e l'impegno di certe battaglie se non vissute in prima persona. Le pubbliche istituzioni hanno l'obbligo morale e giuridico di promuoverle e di sorreggerle, invece di frapporre barriere burocratiche, finanziarie e tecniche all'emancipazione dei portatori d'handicap. Sarebbe meglio che ci fosse meno compassione, anzi, che non ci fosse affatto e che la caritas pelosa venisse sostituita dal trattamento paritetico del disabile in ogni contesto.
Ho dato forma e sostanza al giornale perché in qualche modo dovevo pur supplire all'inattività cui l'Amministrazione mi costringe e all'applicazione pratica delle disposizioni ricevute senza gli strumenti per poterle eseguire. Ho perduto il conto e il filo cronologico dei documenti rimessi all'Amministrazione per esporre quanto mi si costringe a ribadire inutilmente di volta in volta. Insieme con gli amici Salvatore Giannetto ed Eugenio Leoncino, rappresentante U.I.C.I. di 7 comuni campani, Giuliano compreso, ho presentato un progetto e formulato proposte tutt'ora in attesa di riscontro, o già parzialmente respinte per non so quali asserite difficoltà.
Gent.ma Dott.ssa Galiano: la prego di non sussumere un'ironia inesistente, anche se ne avrei ampio motivo; ma sarei grato a lei e a chiunque spiegasse a me e agli altri disabili cosa dovrebbe fare una donna, o un uomo, nella mia indesiderata e coercitiva posizione?
Che ne penserebbe il ministro competente di un lavoratore costretto ad essere "fannullone" dal datore di lavoro e per giunta pubblico?
Lei sostiene che nei miei riguardi non v'è fatto discriminatorio alcuno. Allora Le chiedo: perché l'Amministrazione non costringe i funzionari e i dipendenti che Lei chiama in favore delle Sue tesi a stare senza far niente come me?Debbo proprio ricorrere ad un gesto estremo per sensibilizzare le autorità periferiche e centrali su una vicenda che offende in primo luogo me stesso e la mia famiglia?

La strumentazione tecnologica e l'accesso reale ai piani produttivi che ho ripetutamente chiesto per iscritto non costituiscono privilegi, come qualche voce insensibile e peggio ancora razzista pretenderebbe che io volessi; bensì precisi adempimenti normativi.
Lei invita i miei sostenitori e gli interlocutori telefonici che la contattano per assistermi a non esasperare il contenzioso con i loro interventi e a non creare tensioni; ma questo non è uno scontro tra tifoserie da stadio. gli argomenti del confronto sono ben altri. Sono temi che investono l'etica,l'eguaglianza, la socialità e i principii basilari della Costituzione italiana. Le mie tensioni di fannullone obbligato non hanno valore, nè contano le insostenibili ripercussioni sulla vita pubblica, personale e familiare. Tuttavia, non ho mai trascurato l'occasione della totale disposizione d'animo ad appianare la controversia, prospettando perfino soluzioni tecnico-operative d'approfondire e da concertare con gli esperti del Comune.
Credo sia logico e naturale che un tecnico debba recepire le intrinseche necessità di un disabile per adottare sistemi di efficienza e di funzionalità. Ma le opzioni tecniche debbono essere supportate dalla volontà politica e amministrativa, che reputo ancora la sede migliore e più consona alla rimozione della conflittualità tra prestatori d'opera e datori di lavoro.
Nell'accludere alla presente il modulo integrativo delle richieste avanzate con duplice nota del6 novembre e del18 novembre2009 Le porgo i miei più distinti saluti

Giugliano, 8 febbraio 2010

Con osservanza
(mario Palma)
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