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LIBERTA' DI CURA: ELUANA UN ANNO DOPO

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Francesco La Mancusa
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Iscritto: 19/05/2009

     

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adesioni
primi firmatari e motivazioni
causa su facebook - 120.000 adesioni

LIBERTA' DI CURA: ELUANA UN ANNO DOPO

"Si tratta di un problema di libertà individuale che non può non essere
garantito dalla Costituzione quello cioè di affermare che non possono
essere imposte obbligatoriamente ai cittadini pratiche sanitarie". Aldo
Moro, dibattito sull'articolo 32 della Costituzione, Commissione per la
Costituzione della Repubblica Italiana, 28 gennaio 1947

Il 9 febbraio 2009 Eluana Englaro, dopo 17 anni passati senza coscienza
in un letto, divenne finalmente libera. Direi liberata, dall'impegno
civile di un padre esemplare e dal sussulto democratico di una parte
del Paese che non tollerava l'illecita invadenza dello Stato
nell'imporre ad una persona terapie non volute per prolungarne
l'agonia.

Il dibattito sul testamento biologico fu allora travolto e nell'Aula
del Senato si arrivò all'approvazione di una legge contro la libertà di
scelta, calpestando il principio dell'autodeterminazione
dell'individuo.

Oggi vi scrivo per ribadire, ad un anno dall'appello sul sito
www.appellotestamentobiologico.it
che
vi
ha visti firmatari,
insieme a personalità del mondo giuridico, della cultura, dello
speacolo, dello sport (da Gustavo Zagrebelsky a Marcello Lippi, da
Eugenio Scalfari a Luciana Littizzetto): non permettiamo che venga
dato il via libera a una legge contro la libertà di scegliere.

La legge approvata dalla destra al Senato lo scorso marzo è adesso
all'esame della Camera dei Deputati che la renderà presto definitiva.
Si tratta di una norma contro la libertà individuale nella scelta delle
terapie. Di fatto impone a tutti noi l'obbligo di terapie mediche quali
la nutrizione e l'idratazione artificiali, anche se siamo contrari ad
esse, anche se servono solo a prolungare una irreversibile agonia.

La strada da percorrere è un confronto aperto e libero da
condizionamenti ideologici, per una legge che tutti condividano. Il
presidente della Camera Gianfranco Fini ha mostrato aperture in tal
senso, ma il Governo sembra voler utilizzare la propria forza per
imporre un voto ideologico sul testamento biologico, contro le evidenze
scientifiche e la libertà individuale.

Il mio impegno su questi temi continua più forte di prima.

Per questo chiedo a voi, donne e uomini liberi e laici, di esercitare i
vostri diritti di cittadini, promuovendo un'azione di pressione sulla
Camera dei Deputati.

E' il momento di fare sentire la nostra voce: scriviamo al Presidente
Fini, utilizzando un modello di lettera che vi allego oppure scrivendo
un testo diverso. Se saremo in tanti riusciremo a fare "massa critica"
e non resteremo inascoltati.

Per scrivere a Gianfranco Fini manda un'email a: fini_g@camera.it

Ignazio Marino

Presidente Fini,

sono un sostenitore dell'appello per il testamento biologico
(www.appellotestamentobiologico.it)
promosso
dal
senatore
Ignazio Marino e da numerose personalità del mondo giuridico,
scientifico e culturale italiano.

La legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, approvata dal
Senato sarà presto all'esame dell'Aula della Camera dei Deputati.

Le scrivo per invitarLa a non ignorare la mia voce.

Chiedo una legge per il diritto alla salute ma contro l'obbligo alle
terapie.

Chiedo una legge laica, tracciata nel solco dell'art. 32 della nostra
Costituzione.

Mi auguro che il Suo contributo sia determinante nell'aprire una nuova
fase di riflessione e condivisione su un testo che attualmente è contro
le evidenze scientifiche e la libertà individuale.

Un confronto che consenta di uscire da un'impostazione ideologica,
rendendo la legge utile per le persone in modo che ciascuno possa
scegliere liberamente a quali terapie sottoporsi e a quali rinunciare.

Grazie

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