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Fw: [1437] Falsi ciechi, truffa gestita dal clan

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vincenzo gramuglia
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Iscritto: 25/02/2009
Punti: 246

Press-IN anno II / n. 1437La Repubblica del 01-06-2010Falsi ciechi, truffa gestita dal clan Proiettile e minacce a Chiosi, nello scandalo spunta la camorra. Busta al presidente dalla Municipalità Il Pdl si schiera polemiche politiche sulla solidarietà

NAPOLI. Ottavo piano di un edificio di Posillipo. La camorra consegna a domicilio il secondo messaggio. Fabio Chiosi, presidente della I Municipalità, esce di casa e trova una busta. Dentro: un proiettile con due iniziali (F.C.) e una lettera di consigli. «Allora non hai capito che devi fare gli affari tuoi. Non te lo dico più. Veniamo da tutte le parti». Come dire: sappiamo dove cercarti. Lo dimostra la busta. Chiosi è il politico Pdl che ha denunciato lo scandalo dei falsi ciechi, girando ai carabinieri il rapporto di una dirigente dell´ufficio.
Le indagini contano oltre 60 arresti, ma il nuovo invio di minacce e proiettili accredita una pista più ampia. «Il mercato dei falsi invalidi è gestito dalla camorra. Affare di svariati milioni. Chiosi ha messo le mano su un settore che scotta», dice Amedeo Laboccetta nella conferenza di ieri, accanto c´è proprio Fabio Chiosi, sereno. Con i consiglieri Piero Diodato, regionale, Claudio Renzullo, comunale. L´unico di San Giacomo. Luigi Cesaro, presidente della Provincia, è bloccato da un altro impegno. Si avvertono ance le tensioni interne del partito a Napoli, onda lunga delle divisioni romane con i finiani.
Laboccetta si offre come scudo a Chiosi con un comizio. «Gli uomini del centrodestra la battaglia contro le mafie e la illegalità non solo predicano, ma la combattono. Se siamo compatti, la camorra non entra nei Palazzi. Stavolta il Comune è sotto tiro e mi dispiace che il sindaco Iervolino, al contrario di Caldoro, non sia andata alla Municipalità, limitandosi ad una pelosa solidarietà». Il deputato Laboccetta, che oggi sarà dal questore Giuffré «per chiedere una protezione adeguata a Chiosi e ai suoi familiari», sollecita Pisanu, «che non ha ancora fissato una riunione dell´antimafia Napoli». Tanto per affondare in politica, osserva: «Neanche lo scrittore Saviano ha speso una parola, forse perché Chiosi è di centrodestra». La Iervolino ha rinnovato «la piena, forte solidarietà. Le minacce disonorano la nostra città per colpa di pochi malviventi». Pochi?
Accertati quasi 70 finti ciechi e 400 finti pazzi. Con una sola regia, secondo le prime indagini. Salvatore Alajo, eletto con 1912 voti alla I Municipalità nella lista di Forza Italia, arrestato il 12 dicembre. A lui gli arretrati, circa 13mila euro, ai finti invalidi le mensilità. Al Pallonetto di Santa Lucia il 7 dicembre i carabinieri di Posillipo, con il comandante Tommaso Fiorentino, arrestarono le prime 59 persone. Sono ancora in carcere il padre di Alajo, Luigi. La moglie, Alexandra Danaro, impiegata alla Commissione anticamorra della Regione, parente di Ciro Mazzarella, esponente del clan. Il cognato Aniello Danaro, coinvolto anche nelle indagini sul sequestro di Luigi Alajo, costretto a svuotare una cassaforte di Mantova.
Il pool guidato dal procuratore Francesco Greco e i carabinieri del colonnello Mario Cinque sono andati oltre. Numerosi i pentiti, si moltiplicano capi d´accusa e indagati. Non si comprende che cosa possa fare o dire Chiosi. È forse un messaggio trasversale per intimidire chi sta parlando. Non solo i finti ciechi, più misterioso il filone dei finti pazzi. I certificati compiacenti attenuano condanne e detenzioni tra i camorristi. L´inchiesta punta su camorra, psichiatri e funzionari Asl. La voragine di soldi truffati allo Stato con pensioni illegali ha appena scosso governo e Inps.

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Antonio Corbo
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