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Linux, il pinguino per tutti! O quasi . . .

Viaggio nei meandri del pinguino ma non solo

Cosa è Linux?

Linux è un sistema operativo che viene sviluppato da varie comunità ed è un software di tipo open source, ciò significa che il codice sorgente è disponibile liberamente sul web e chiunque può modificare e ridistribuire il programma a patto che includa i relativi sorgenti di modo che sia disponibile a tutti.
La filosofia dell’open source si contrappone a a quella del software proprietario in termini di licenza e di sorgenti.
Infatti, il software proprietario viene distribuito in forma binaria, quindi è software “closed source” e, sia che si tratti di software gratuito sia di software commerciale quando lo si scarica o acquista viene concessa una licenza d’uso, a solo uso personale e non commerciale, ne tanto meno deve essere installato su di una macchina che non appartiene all’acquirente della licenza.
Il software libero invece permette non solo l’uso ma anche la modifica dello stesso mediante i sorgenti.
Attenzione, piccola nota chiarificativa: Software libero non significa che è per forza gratuito. Esistono infatti programmi non gratuiti che però una volta acquistati potete modificarli o comunque non avete troppe restrizioni.

Tornando a Linux, c’è da dire che esistono diverse edizioni del programma, chiamate distribuzioni.
Ognuna viene sviluppata da una comunità e i vari progetti vengono mantenuti in vita da varie società o dalla pubblicità.
Riflettendoci bene non è che Linux sia un qualcosa di tipo no profit ma dai tempi di Torvalds sono cambiate molte cose . . .
Ad ogni modo il più delle distro sono gratuite e libere per gli utenti finali.

Pregi e difetti di Linux

Uno dei pregi da annoverare per ciò che riguarda Linux riguarda la sicurezza, infatti ogni user account che si imposta nel sistema del pinguino richiede obbligatoriamente una password detta password di amministratore o root, proprio per proteggere il sistema da attacchi esterni, ma poi, la sicurezza è data pure dal fatto che gli acher sono interessati ad attaccare i sistemi Windows piuttosto che preoccuparsi di attaccare quel numero di utenti che usa il pinguino.
Altro pregio non da poco, la presenza di un parco software abbastanza ampio che va dalle applicazioni per ufficio, a strumenti di gestione delle reti, allo sviluppo software, multimedia, giochi insomma, è abbastanza ricco di programmi, e inoltre riconosce un vasto parco hardware.
Un’altra cosa interessante e secondo me importante è la possibilità di provare il sistema operativo direttamente dal CD o DVD senza danneggiare le partizioni ove risiedono Windows e i propri file, tali distribuzioni sono dette Live, appunto perché sono operative subito senza installazione.

Talvolta Linux però presenta dei limiti non indifferenti, a cominciare dal fatto che molte operazioni bisogna farle da riga di comando, cosa che scoraggia l’utente medio a provare questo sistema operativo.
Un altro limite è rappresentato dalla macchinosità delle operazioni da compiere per configurare una periferica o una connessione di rete, perché non è proprio tutto così immediato e talvolta bisogna intervenire pure sui file e quindi una notevole perdita di tempo.
Un limite da non trascurare specie perché si tratta di rendere accessibile Linux anche agli utenti non vedenti, è rappresentato proprio dal limite di distro usabili dai minorati della vista e il parco software ridotto accessibile con gli screen reader, per non parlare poi del fatto che specie in ambiente grafico lo screen reader si pianta, rallenta il sistema e si zittisce improvvisamente, tuttavia invito a provarlo perché è fatto abbastanza bene.
A quanto si è visto però, i limiti di Linux non solo tra i non vedenti suscitano qualche perplessità ma anche chi vede è restio a provare questo tipo di sistema, però il vedente rispetto a chi non vede ha più possibilità di utilizzarlo.

Tipi di distribuzioni

Nel corso degli anni Linux ha conosciuto la formazione di nuovi e numerosi gruppi che hanno sviluppato diverse distribuzioni. Esistono attualmente più di 300 distro che vanno da quelle per ambiente server, alla manutenzione per pc, distro per pc vecchi, sistemi operativi interi insomma, la scelta è ampia.
Esistono distro con ambiente grafico e distro con solo ambiente testo, queste ultime di solito vengono usate in ambito server.

In Linux vengono usati diversi ambienti grafici, i più famosi sono Gnomee KDE, poi ci sono Xfce, Fluxbox, icewm e altri che ora non ricordo.
L’ambiente che prenderemo in considerazione è Gnome, perché è l’unico che contiene gli strumenti di accessibilità che rendono possibile, almeno parzialmente, la navigazione nel sistema operativo da parte dei non vedenti.
Alcune delle distro che presentano questo ambiente grafico sono:

Tra quelle elencate ho scelto Ubuntu per le info su questo post, tuttavia le distro che ho elencato più o meno hanno la stessa filosofia di utilizzo, solo che Ubuntu ci da la possibilità di avere uno screen reader funzionante gia al primo avvio.

Ubuntu è una delle distro che possiamo usare senza installarla, quindi una Live, anche le altre elencate fanno parte della filosofia prova e se ti piace installa.

Iniziamo

Come avevo detto, iniziamo il nostro cammino verso la prova di un sistema operativo GNU Linux con Ubuntu, una delle distribuzioni più utilizzate in ambito linuxiano e che è quella che meglio si adatta alle esigenze di chi non vede, se non altro perché possiamo avere il sistema parlante gia all’avvio.

L’ultima versione stabile è la 9.04, uscita ad aprile di quest’anno.

Download

Prima di tutto scarichiamo l’immagine del disco da qui:
http://releases.ubuntu.com/9.04
Attenzione, abbiamo diversi tipi di immagine a seconda del tipo di pc e in base alle esigenze.
Abbiamo tre versioni della distro: Desktop (che è quella che ci serve), server e alternate.
In base all’architettura del processore abbiamo I386 e AMD64.
Scarichiamo la versione Desktop, una iso di quasi 700 mb, la salviamo e attendiamo la fine del download.
Il limite che caratterizza la distro ordinaria su CD è rappresentato dal fatto che non ci sono i pacchetti per ogni lingua ma viene tradotta solo una parte del sistema, questo per motivi di spazio. Se invece vogliamo avere una live interamente in lingua dobbiamo scaricare il DVD da qui:
http://cdimages.ubuntu.com/releases/jaunty/release/
Da notare però che nel DVD non è presente Wubi, il programma che installa Ubuntu da Windows ma come vedremo più avanti il CD è più che sufficiente a tale scopo.

Come utilizzare l'immagine Iso

La ISO che abbiamo scaricato è un’immagine cd che tramite programmi come Nero Burning Rom, Burnaware o altri programmi di masterizzazione viene scritta su di un supporto fisico, appunto, un CD-ROM.
Tuttavia possiamo pure decidere di non bruciare un cd e quindi provare il sistema direttamente da windows.
Possiamo farlo in due modi:

Utilizzare un emulatore di macchine virtuali, come VirtualBox, VMWare, Virtual PC e simili, creando una nuova macchina virtuale da dentro il programma che abbia le seguenti caratteristiche:
Ram almeno 384 mb
Hard disk almeno un 5-6 gb, se è possibile fatelo ad espansione dinamica di modo che vi occupa solo lo spazio del programma attualmente installato, nel caso di Ubuntu vi occuperà un 2.5 gb.
Memoria video da almeno 64 mb

Queste sono le indicazioni sommarie per una configurazione ottimale di una VM per farci girare Ubuntu, poi tutto dipende dal programma che usate per il resto.
Una volta creata la macchina caricate la iso nell’iso manager del vostro programma di macchine virtuali o usate programmi come Daemon Tools per caricare la iso come unità CD virtuale del sistema e farla vedere come unità host dal vostro programma di VM.

Dalla versione 8.04 di Ubuntu è stato creato un programma chiamato Wubi, il quale installa Ubuntu come una normale applicazione Windows e quindi senza intaccare le partizioni dei vostri dischi fissi ma limitandosi a creare una cartella con tutti i file necessari al suo funzionamento. Quando si avvia il sistema vi chiede quale sistema operativo volete che parta, se volete che sia Windows basta premere invio, invece per avviare Ubuntu scendete con la freccia giu di una posizione e date invio.