Alfabeto, numeri e simboli

Vengono qui proposte alcuni sezioni nelle quali si cerchera' di spiegare nel dettaglio la struttura dell'alfabeto braille, con riferimenti sia a quello classico, sia a quello denominato informatico o contratto.

L'Alfabeto Braille: le lettere

I non vedenti leggono e scrivono con l'alfabeto Braille, che è in rilievo sulla pagina. È composto da 6 o 8 punti che vengono rappresentati in un rettangolo in posizione verticale che, a propria volta, a seconda della quantità di detti punti nel casellino e della loro posizione in esso, rappresenta il singolo carattere di una riga a prescindere da quale strumentazione si usi per la lettura e scrittura.Il metodo di lettura/scrittura dei non vedenti inventato nel XIX secolo da Louis Braille, rappresenta lettere e numeri, segni di interpunzione e musicali, attraverso combinazioni di 6 o 8 puntini a rilievo che il non vedente legge passandovi sopra il polpastrello.

Qui sotto potete vedere le lettere dell'alfabeto Braille con in parentesi la rappresentazione numerica dei punti che le identificano.

Lettera a (punto 1);
lettera b (punto 1,2);
lettera c punto (1,4);
lettera d (punto 1,4,5);
lettera e (punto 1,5); lettera f (punto 1,2,4);
lettera g (punto 1,2,4,5);
lettera h (punto 1,2,5);
lettera i (punto 2,4);
lettera j (punto 2,4,5);
lettera k (punto 1,3);
lettera l (punto 1,2,3);
lettera m (punto 1,3,4);
lettera n (punto 1,3,4,5); 
lettera o (punto 1,3,5); 
lettera p (punto 1,2,3,4);
lettera q (punto 1,2,3,4,5);
lettera r (punto 1,2,3,5);
lettera s (2,3,4);
lettera t (punto 2,3,4,5);
lettera u (punto 1,3,6);
lettera v (1,2,3,6);
lettera w (punto (2,4,5,6);
lettera x (1,3,4,6);
lettera y (1,3,4,5,6);
lettera z (punto 1,3,5,6).

Le vocali accentate

A completamento della segnografia alfabetica, mancano le vocali accentate che, anche in braille, possono mantenere la differenziazione dei vari tipi di accento (acuto, grave e circonflesso) come accade per la normale segnografia in nero. È da notare che i segni braille che identificano le vocali accentate, sono segni doppi quindi vanno adattate, al fine di attribuire loro un esatto significato, al contesto in cui ci si trova.

Lettera a con accento acuto (punto 3,4,5);
lettera con accento grava (punto1,2,3,5.6);
lettera a con accento circonflesso (punto 1,6);
lettera e con accento acuto (punto 1,2,3,4,5,6);
lettera e con accento grave (punto 2,3,4,6);
lettera e con accento circonflesso (punto 1,2,6);
lettera i con accento acuto (punto 1.2.4.5.6);
lettera i con accento grave (punto 3,4);
lettera i con accento circonflesso (punto 1,4,6);
lettera o con accento acuto (punto 2,4,6);
lettera o con accento grave (punto 3,4,6);
lettera u con accento acuto (punto 1,2,5,6);
lettera u con accento grave (2,3,4,5,6).

Le vocali maggiormente in uso, ad ogni modo, sono le seguenti e quindi sono da tenere in maggiore considerazione:

lettera a con accento grave (punto 1,2,3,5,6);
lettera e con accento grave (punto 2,3,4,)6;
lettera i con accento grave (punto 3,4);
lettera o con accento grave (punto 3,4,6);
lettera u con accento grave (punto 2,3,4,5,6).

La maiuscola

L’effettuazione della Maiuscola in braille, non essendovi altri segni che possano identificare le vocali o consonanti specificamente maiuscole, si regola nel modo che segue: esiste un segno, rispondente ai punti Braille 4,6, che si antepone innanzi a vocali e consonanti che, grazie alla presenza di tale segno, senza che vi sia alcuno spazio fra esso e il simbolo alfabetico, sono da intendersi maiuscole. Se, ad esempio, vogliamo scrivere la lettera C maiuscola, dovremo inserire in un casellino il simbolo Braille 4,6 e in quello successivo il simbolo alfabetico che vogliamo maiuscolo (in questo esempio la lettera C) e, quindi, si potrà continuare a scrivere regolarmente.

I segni di interpunzione

I segni di interpunzione, in Braille, vengono rappresentati come segue tenendo comunque conto delle semplici regole che spiegheremo al termine dello schema:

Punto esclamativo (punto 2,3,,5);
punto interrogativo (punto 2,6);
due punti (punto 2,5);
trattino (punto 3,6);
punto fermo (2,5,6);
virgola (punto 2);
punto e virgola (punto 2,3);
apostrofo (punto 3);
apertura virgolette (punto 2,3,6);
chiusura virgolette (3,5,6);
parentesi (punto 2,3,5,6);
asterisco (punto 3,5).

Come già accade per il simbolo di maiuscola, si deve fare attenzione a non lasciare spazio fra l’ultima parola del periodo che il segno di interpunzione disciplina e il simbolo stesso; per quanto concerne la formazione di un discorso diretto, l’unico spazio va interposto fra i due punti e l’apertura delle virgolette (punto 2,3,6) dopo la quale si continua a scrivere regolarmente; diversamente dalla scrittura in nero, il trattino può essere inserito, allorquando si deve effettuare una separazione in sillabe, sia nel rigo in cui si trova la parola da separare che nel rigo successivo senza, naturalmente, lasciare alcuno spazio. È da dire che tutti i simboli di interpunzione, come già sottolineato per le vocali accentate, hanno una doppia valenza che spiegheremo allorquando parleremo della simbologia matematica.

LA FORMAZIONE DEI NUMERI E I RELATIVI SIMBOLI MATEMATICI

La formazione della simbologia numerica Braille, può ottenersi secondo diverse modalità a seconda del tipo di Braille che si intende utilizzare. Secondo il Braille standard, un po quello che tutti conosciamo, il simbolo numerico si forma in modo simile alla lettera maiuscola. Avremo perciò la presenza di un segno particolare, che è denominato segnanumero (punto 3,4,5,6), anteposto ai simboli alfabetici, dalla lettera a alla j, che solo in questo caso rappresenteranno numeri. Se ad esempio dovessimo trascrivere il numero 2, seguiremo questo procedimento:

inserimento del segnanumero (punto 3,4,5,6);
inserimento della lettera b che, quale seconda lettera dell’alfabeto rappresenta in questo caso il simbolo numerico 2.

È da notare che per ciò che concerne la trascrizione di cifre superiori ad una unità, si usa solo un segnanumero davanti all’unità, quindi, avremo che se dobbiamo trascrivere il numero 1234567890, seguiremo la seguente procedura: segnanumero abcdefghij (la lettera j rappresenta lo zero). La situazione muta allorquando andremo ad effettuare operazioni matematiche, infatti, inseriremo il segnanumero davanti ad ogni fattore di esse. Attenzione ulteriore va prestata nella trascrizione dei decimali, infatti, dopo la virgola decimale il segnanumero va omesso poiché il decimale fa parte del numero intero e l’immissione del simbolo in oggetto potrebbe dare l’idea che la cifra che va a rappresentare sia facente parte di fattori diversi.

Possiamo ora passare ad analizzare i segni matematici con l’avvertenza che la similitudine che si riscontrerà in relazione a segni precedentemente citati, è dovuta al fatto che, come anticipato, molti segni sono doppi e, quindi, va dato loro l’esatto significato rispetto al contesto in cui si collocano.

Oltre al sistema con il segnanumero, il Braille, al fine di risparmiare un casello di spazio, utilizza il metodo che prevede per la trascrizione dei simboli numerici l’abbassamento del punto braille 1 di un livello. Ciò significa che, ad esempio, il numero 1, invece di trascriversi con il segnanumero e la lettera a, verrà evidenziato con il punto braille 2, il numero 2, verrà evidenziato con i punti 2.3 e così via.Il sistema, è poco usato, ma, comunque presente e si riscontra spesso nei testi meno recenti ed in alcuni applicativi informatici per non vedenti di generazione anch’essa meno recente.

Il terzo sistema, che poi è quello più conosciuto da chi utilizza i software informatici più vicini a noi è il cosiddetto sistema della contrazione che predispone per i simboli numerici l’aggiunta alla lettera che identifica un determinato numero del punto braille 6. Ne consegue, ad esempio, che il numero 1, sarà effettuato con i punti braille 1.6. In ogni modo riprenderemo quest’argomento fra poco quando ci occuperemo del Braille Contratto.

Possiamo passare ora alla elencazione dei singoli simboli che identificano i segni matematici utili all’effettuazione delle diverse operazioni:

segno di addizione (punto 2,3,5);
segno di sottrazione (punto 3,6);
segno di moltiplicazione (2,3,6);
segno di divisione (punto 2,5,6);
virgola decimale (punto 2);
segno di uguaglianza (punto 2,3,5,6);
segno di elevazione a potenza )1,6);
segno di proporzione (sta) (punto 1,3);
parentesi tonda aperta (punto 2,6);
parentesi tonda chiusa (3,5);
parentesi quadra aperta (punto 1,2,3,5,6);
parentesi quadra chiusa (2,3,4,5,6);
parentesi graffa aperta (punto 1,2,3,4,6);
parentesi graffa chiusa (punto 1,3,4,5,6);
segno di maggiore di (punto 4.5);
segno di minore di (5.6).