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blog di Masoni Mariarosa

La fata Luce. 15esimo ed ultimo capitolo.

Dopo alcuni istanti cominciò la cerimonia nuziale. Tutto attorno era silenzio e pace, tanto che anche il piccolo Karol, che si trovava nel suo passeggino, con Clarissa, aveva smesso di giocherellare col suo sonaglino ed aveva in quel tepore del sole estivo, preso sonno. Giada veniva accompagnata all’altare da suo padre Alessio che la teneva sotto braccio e la rassicurava dicendole di stare tranquilla, che era bellissima e che tutto sarebbe andato bene. Giada era tanto nervosa e suo padre le disse che era normale era il giorno delle sue nozze, guai se non fosse stato così.

La fata Luce. Capitolo 14

Otto mesi dopo in quel regno già così gioioso accadde qualcosa di meraviglioso, Clarissa diede alla luce un bel maschietto. Il parto andò bene, e non ci furono intoppi, di sera si trovava già seduta nel letto col bimbo tra le braccia a parlare con Alessio E chiese incuriosita: “Hai visto tesoro che meraviglia di piccino? Non sono mai stata così felice!”. Lui rispose mentre guardava moglie e figlio con amore immenso: “Non sono mai stato così felice!

La fata Luce. Capitolo 13

Dopo alcuni istanti apparve sul lettino del figlio di Edoardo, una bellissima stella, il piccino che aveva già un po’ Gli occhi socchiusi, ebbe davanti allo sbalordimento più totale, la forza di alzarsi e mettersi seduto nel lettino, e guardandosi attorno riconobbe sua madre e suo padre e disse con voce forte e articolando bene le parole: “Mamma, papà, ho fame!”. La gioia in quel momento era incontenibile, Giada era tornata dai suoi genitori, ed era tornata cambiata e migliorata. In più il piccino aveva riacquistato la salute.

La fata Luce. Capitolo 12

Quando il mattino dopo si svegliò il sole brillava già in cielo, ed era già tarda mattina, si trovava su di un albero tra i rami più grandi erano morbidi come un materassino, e improvvisamente si ricordò che lì, era stata con la fata luce il secondo giorno, dopo aver salvato la vita del passero. Così si rese conto che non era più molto lontana da casa sua.

La fata Luce. Capitolo 11

All’improvviso una splendida musica partì, i due ragazzini si trovarono a danzare liberi e leggeri come nuvole, Giada non tribolò nemmeno per un attimo, ma era come se avesse sempre danzato, tutto ciò le piacque molto, tanto che lei ormai era convinta che da lì non se ne sarebbe andata più. Invece mentre discorreva con la fata luce, quest’ultima le disse: “Lo sai che nel tuo regno devi tornare vero? Questo se vorrai portar la luce hai tuoi genitori Loro adesso ti credono morta, e soffrono tanto, in oltre tu non puoi diventare ancora fata, Perché sei troppo piccola!”.

La fata Luce. Capitolo 10

Una immensa nuvola di fuoco inondò la quarta porta ed anche le altre tre, Ma la piccola Giada chiese alla sua bacchetta magica: “Bacchetta cara amica mia, spegni questo fuoco ardente!
E che il bruto contro di noi non possa più niente!”.
Il fuoco si spense e tutto ciò che la ragazzina aveva fatto, era rimasto intatto. La fata luce che non ne poteva più di quel uomo che le aveva rovinato la vita da ormai sette anni disse: “Ne hai fatta una di troppo vecchio stregone,
che diventi di sasso la tua gamba sinistra ed il tuo spadone!”.