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Mostra\Vite non degne di essere vissute

art. postato da Angela Delicata su incensuraty, 26\01\2010, h. 19.35.

"Vite non degne di essere vissute" è il titolo della mostra inaugurata
all'ospedale S. Giovanni-Addolorata di Roma dall'assessore Di Liegro.
"Dobbiamo continuare a domandarci come tutto questo sia stato possibile,
per evitare nuovi razzismi"

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:

Dal Redattore Sociale

ROMA -- "Quando si parla di Shoa, il primo pensiero va al popolo
ebraico. Ma non tutti sanno che le prove generali di quello sterminio si
fecero sulla pelle delle persone disabili. Furono in tutto 270 mila le
persone con disabilità uccise, delle quali 70mila utilizzando il
programma T4, solo perché considerate indegne di vivere. Oggi dobbiamo
continuare a domandarci come tutto questo sia stato possibile, per
evitare nuovi razzismi e nuove pratiche di segregazione". Con queste
parole l'assessore regionale alle Politiche sociali e delle sicurezze
del Lazio, Luigina Di Liegro, ha inaugurato questa mattina a Roma la
mostra "Vite non degne di essere vissute", organizzata all'ospedale S.
Giovanni-Addolorata di Roma nell'ambito della Giornata della memoria,
che si svolgerà il 27 gennaio prossimo per ricordare tutte le vittime
dello sterminio nazista. "Chi soffre di problemi psichici è un essere
umano come ogni altro e come diceva Primo Levi 'l'uomo deve essere sacro
all'uomo, dovunque e sempre'-continua Di Liegro-. Troppi anche oggi
vorrebbero tornare indietro, riportare le persone nelle cliniche e
negargli la capacità di vivere autonomamente. Come assessorato ci siamo
impegnati e ci impegneremo sempre più a far rispettare non solo i
diritti sanitari ma anche sociali di queste persone".

Obiettivo della mostra ripercorre le varie tappe del difficile percorso
affrontato, negli ultimi sessant'anni dalle persone con disagio
psichico, a partire dalla Shoa fino alla legge 180 e l'impegno di Franco
Basaglia. "Sui disabili furono sperimentate le camere a gas e il
programma Action T4, un progetto di eugenetica che puntava a eliminare
dalla società le persone non produttive e che inquinavano la razza. A
questo esperimento è dedicata la prima parte della mostra- sottolinea
Walter Galletta, direttore dell'Uoc dell'ospedale San Giovani e
organizzatore dell' iniziativa. Poi abbiamo voluto raccontare la
rivoluzione di Basaglia e le varie strade intraprese per il
reinserimento di queste persone nella società". Tra le opere esposte
anche i disegni e gli elaborati di scrittura creativa realizzati dai
pazienti del reparto psichiatrico.

Nel corso della giornata è stato anche presentato il libro "Chi ha paura
della follia? La 180nella scuola: roba da matti!"di Luigi Attenasio,
Mariella Ciani e Angelo Di Gennaro. Un progetto realizzato all'interno
delle scuole per superare lo stereotipo del "matto". "La manicomialità è
il modo di rapportarsi agli altri presente negli ospedali e che vige
ancora come atteggiamento culturale nella società- spiega Attenasio,
direttore del dipartimento mentale dell'Asl Roma C- È quindi necessario
un cambiamento a partire dalle giovani generazioni. Per questo siamo
andati nelle scuole a parlare coi ragazzi e abbiamo deciso di portarli a
conoscere queste persone. Gli studenti hanno risposto splendidamente,
sono nati rapporti di familiarità e amicizia". A portare il suo saluto
per la Giornata della memoria anche Sergio Mellina che nel 1978, dopo la
riforma psichiatrica, lasciò insieme a Antonino Lo Cascio l'ospedale S.
Maria della Pietà di Roma, per dar vita al reparto Spdc del San
Giovanni. "Ho creduto molto nella legge che ha portato alla chiusura dei
manicomi. È stata un avventura importante- ricorda Mellina-. La follia è
una dimensione tipica della natura umana, che va compresa, spiegata,
capita". Tra le altri ospiti presenti all'iniziativa, il consigliere
Augusto Battaglia che ha ricordato la sua lunga esperienza come
operatore sociale nel periodo successivo alla legge 180. Ed Enzo Foschi,
della commissione regionale della sanità, che ha invitato a non
abbassare al guardia sui nuovi fenomeni di intolleranza, a partire dal
razzismo negli stadi. (ec)