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L'elettricità è senza fili

Antonio Ferrazza su smanettando, 15\01\2010, h. 15.27.

fonte "lastampa" del 15 gennaio 2010

Ed ora, un po' di pubblicità

:

BRUNO RUFFILLI TORINO Quest'anno sulla Terra ci saranno sette miliardi
di uomini e dodici tipi di spine elettriche. Ancora di più, in realtà, visto
che le tensioni, le frequenze, gli standard sono diversi da Paese a Paese,
come ben sa chi è spesso in viaggio, per lavoro o per divertimento. Quando
l'elettricità arrivò nelle case, agli inizi del Novecento, lampade e
apparecchi erano connessi direttamente all'impianto; solo successivamente
cominciarono a diffondersi spine e prese, per disconnettere dalla rete
apparecchi guasti o non utilizzati. Così alla differenza della tensione (110
volt per gli Stati uniti, 240 per gran parte dell'Europa) si aggiunse anche
quella fisica della forma della presa: ma gli apparecchi portatili non erano
molti e il problema all'inizio non si pose nemmeno. Tuttavia, già nel 1934,
l'International Electrotechnical Commission cercò di riunire i propri membri
per stabilire uno standard unico. Scoppiò la Seconda guerra mondiale, passò
e arrivò la Guerra Fredda, ma prese e spine continuavano a moltiplicarsi.
Oggi - spiegano alla Iec - non c'è speranza di arrivare ad un accordo e per
questo la Commissione concentra i propri sforzi sulla connessione Usb per
gadget e apparecchi a bassa potenza. Per tutti gli altri, finora l'unica
soluzione è armarsi di pazienza e adattatori, ma dal Consumer Electronic
Show di Las Vegas che si è appena chiuso arrivano i primi apparecchi che
adottano connessioni elettriche senza fili. La cinese Haier, ad esempio, ha
presentato un televisore che ricava l'energia di cui ha bisogno
letteralmente dall'aria, convertendo le onde elettromagnetiche in corrente.
Il principio è vagamente simile a quello per cui un tubo al neon si illumina
se viene posto in prossimità di un campo elettromagnetico (come quello
creato da una linea ad alta tensione). La tecnologia si evolve La tv
Haier è per ora un prototipo, e non sa ancora se e quando verrà
commercializzata, ma è intanto il segno che la tecnologia progredisce
rapidamente. Già un paio di anni fa, Intel aveva dimostrato come fosse
possibile trasmettere senza fili energia sufficiente per una lampada da 60
Watt (più o meno la potenza utilizzata da un computer portatile), mentre di
recente il professor Marin Soljacic del Mit è arrivato nei suoi esperimenti
addirittura a 3000, più che sufficienti per uno scaldabagno. Soljacic è tra
i fondatori di «Witricity» un'azienda che fornisce tecnologie e risorse ai
produttori per integrare nei loro apparecchi la trasmissione wi- reless di
energia. Ed è nato anche il Wireless Power Consortium per definire gli
standard del sistema: ne fanno parte, tra gli altri, Nokia, Philips Rim
(quella del Blackberry), ma pure produttori di batterie come Duracell ed
Energizer. Dopo la radio, la tv, il telefono e Internet, in futuro anche
la corrente viaggerà attraverso l'etere: è il sogno di Nikola Tesla che si
realizza, oltre un secolo dopo i suoi primi esperimenti. Famoso per essere
stato uno degli inventori della radio e della corrente alternata, lo
scienziato serbo era già riuscito a far accendere una lampadina usando il
principio dell'induzione elettromagnetica nel 1894. All'epoca l'esperimento
fu considerato come la trovata di un genio stravagante (e così è ricordato
Tesla in canzoni e videogiochi, e pure nel film «Prestige», dove ha il volto
di David Bowie); oggi la sua intuizione potrebbe aprire le porte ad una
generazione di apparecchi rivoluzionari. Automobili elettriche che si
caricano da sole quando sono parcheggiate in prossimità di un trasmettitore
di energia, lampade installabili ovunque, elettrodomestici a prova di acqua
e di bambino (senza prese non ci sono pericoli di scosse). E poi computer
ultraportatili, cellulari superpotenti perché al posto della batteria usano
chip più grandi e performanti, mobili e tavoli con piani per ricaricare ogni
tipo di apparecchio, perfino pacemaker e protesi acustiche che non
necessitano di manutenzione. Sarà un vantaggio anche per l'ecologia, con
meno trasformatori e cavi elettrici. Presente e futuro I problemi da
superare sono parecchi: prima di tutto, limitare la dispersione nell'ambiente
delle onde elettromagnetiche, che potrebbero essere dannose per la salute,
in secondo luogo incrementare l'efficienza (una parte dell'energia viene
infatti persa nella duplice conversione da elettrica in elettromagnetica e
viceversa). Per ora in commercio non c'è molto, ma in Italia si vende già il
«Powermat», per ricaricare gadget di ogni tipo senza contatto elettrico:
basta inserirli in un adattatore e appoggiarli sulla base; funziona bene,
anche con più apparecchi contemporaneamente, ma il prezzo è ancora piuttosto
elevato. Fra qualche mese dovrebbe arrivare nei negozi un'altra novità
presentata al Ces: «Airenergy», un apparecchietto capace di trasformare
l'energia delle onde Wi-fi in corrente. Così, se al vicino non si riuscirà a
scroccare la connessione Internet, almeno si potrà usarla per ricaricare la
batteria del cellulare.