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Articolo sull'offensiva contro la pirateria
postato da Francesco melis su smanettando, 14\01\2010, h. 20.31.
Tratto dal sito di "Repubblica" di oggi 14/01/2010
INTERNET
Peer to peer, nuova offensiva
nel mirino Telecom e utenti
La Federazione anti pirateria audio visiva chiede alla compagnia
telefonica di denunciare chi scarica file coperti da copyright. Ma
l'azienda si oppone e accusa: "Avete violato la privacy dei nostri
utenti". A giorni via al processo di A. LONGO
Ed ora, un po' di pubblicità
:GLI UTENTI e i siti peer to peer italiani sono al centro di una contesa
giudiziaria che segna una svolta nella guerra alla pirateria online. La
Fapav (Federazione anti pirateria audio visiva) ha chiesto al Tribunale
civile di Roma di imporre a Telecom Italia alcune misure straordinarie:
primo, obbligare la compagnia telefonica a denunciare alle autorità
giudiziarie chi nella propria rete si macchia di pirateria; secondo,
impedire l'accesso ad alcuni notissimi siti collegati, anche
indirettamente, al peer to peer; terzo, battersi, d'ora in avanti, in
prima linea contro il fenomeno.
Se dovesser accettare le richieste di Fapav, quindi, Telecom dovrebbe
scoprire quali utenti scambiano file pirata e fare pressioni perché
smettano. Nel ricorso d'urgenza presentato da Fapav si legge anche
un'accusa alla compagnia: non aver fatto abbastanza finora per
dissuadere i propri utenti peer to peer, perché a Fapav risultano
"centinaia di migliaia di utenti Telecom" che hanno scaricato film
recenti. La Federazione ha addirittura fatto una classifica dei film più
scaricati illegalmente: in testa Baaria (600 mila file scambiati),
seguito da Il Grande Sogno (300mila), Amore 14 (200mila), Bruno
(180mila), Basta che funzioni (178 mila), La Doppia ora (100 mila) e
Viola di Mare (60mila).
Fatto sta che Telecom si sta opponendo alle richieste. Non solo: nella
propria difesa presentata al Tribunale, accusa a sua volta Fapav di aver
monitorato le connessioni degli utenti Telecom, violandone la privacy.
Soltanto con questi mezza la Federazione avrebbe potuto ottenere i dati
sui film più scaricati. Secondo l'operatore, è una vicenda simile a
quella di
Peppermint (azienda discografica tedesca che aveva fatto incetta di dati
degli utenti peer to peer italiani). Un caso che si era concluso nel
2007 con la condanna dei discografici, al Tribunale di Roma e da parte
del Garante della Privacy. Non si sa in che modo Fapav abbia monitorato
il traffico peer to peer, ma forse si è servita di un software ad hoc
(Peppermint utilizzava quello di Logistep).
La data dell'udienza non è stata ancora fissata (a differenza di quanto
riportato da altri organi di informazione), perché all'ultimo momento è
stato cambiato il giudice (adesso è Antonella Izzo). Poiché si tratta un
procedimento d'urgenza, però, dovrebbe essere questione solo di pochi
giorni.
Un'eventuale condanna cambierebbe di molto le abitudini di navigazione
degli italiani. Primo, perché sono milioni gli utenti peer to peer
nostrani (8 milioni solo quelli di eMule, secondo Nielsen). Secondo,
perché i siti che Fapav vuole oscurare solo molto popolari: c'è The
Pirate Bay e poi un gran numero di indirizzi italiani: Italianshare,
ItalianSubs, Vedogratis, Youandus, Italianstreaming, 1337x, Dduniverse,
Angelmule, Italiafilm, Ilcorsaronero. Alcuni di questi permettono di
vedere direttamente film pirata, altri solo di trovarli (a mo' di motore
di ricerca). Ma c'è anche il caso di ItalianSubs, che si limita a
fornire sottotitoli in italiano a film inglesi che l'utente si deve
procurare altrove. Se scaricare e condividere un file pirata è illegale,
non è così scontato che lo siano anche tutti quei siti. Solo The Pirate
Bay è stato condannato per aver favorito la pirateria: da un tribunale
svedese e poi di recente anche dalla Cassazione italiana, secondo la
quale è corretto impedire l'accesso a siti che facilitano il download di
file pirata. La sentenza della Cassazione forse aprirà la strada a una
campagna di denunce, contro siti collegati al peer to peer. Questa della
Fapav potrebbe essere solo la prima di una lunga serie.