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Dibattiti\...Ma davvero il computer archivia il braille?
articolo ampiamente commentato di italia oggi del 07\01\2010
Polemiche per il declino dell'utilizzo della lingua dei non vedenti a favore delle nuove tecnologie
La postazione informatica manda in disuso l'alfabeto
Ed ora, un po' di pubblicità
:Il computer che dialoga con una speciale tastiera, fornito di semplici programmi di scrittura che parlano, mostra oggi quant'è complessa e forse superata, agli occhi di molti non vedenti, la pratica dell'alfabeto Braille. Una lingua morente, forse in via d'estinzione? Eppure i componenti delle varie associazioni internazionali e nazionali di persone cieche nel mondo, gli specialisti del settore ancora non si sentono di darlo per spacciato, il sistema inventato due secoli fa dal francese Louis Braille. Ma certo il suo apprendimento e il ricorso sistematico al suo impiego, risultano caduti un po' in disuso. E talvolta, è il caso del fenomeno registrato nei paesi occidentali più ricchi, quelli con una sensibilità più diffusa ai bisogni del cittadino che non vede, impara il Braille per filo e per segno (alla vecchia scuola delle scuole d'istruzione per ciechi) chi ancora non può permettersi l'installazione di una postazione informatica, direttamente presso il proprio domicilio. Alt rimenti, l'analfabeta si può fare benissimo una cultura, sperimentando l'interazione facilitata con il suo personalissimo pc. Equipaggiato con una tastiera e con un mouse appena modificati. Mentre a tutto il resto pensa una guida vocale: il processo di memorizzazione dell'associazione tra tasto e suono prodotto, in conseguenza della digitazione di una certa lettera, pare funzionare benissimo. Nel frattempo i software e gli altri supporti digitali concepiti per essere sfruttati appieno, dal loro utente non vedente, stanno per essere ulteriormente affinati e potenziati dai programmatori delle case americane e inglesi. Le più all'avanguardia nel presentare sussidi di questo tipo, offerti per una prova prodotto a organizzazioni non profit. O ancora a istituti scolastici e a enti di servizio pubblico.Su questa tendenza a disimparare il Braille, c'è però chi non manca di segnalare le controindicazioni. Due le principali. La prima è di ordine pedagogico: il computer facilita al massimo la scrittura, e però sminuisce il valore della lettura. Da questo punto di vista, la tecnologia sembra ferma alla scoperta e alla somministrazione dell'audiolibro. La seconda è di ordine psicologico: studiare, apprendere e applicare il Braille incoraggia la proattività, stimola l'intelligenza della persona e la gratifica con l'accesso al medesimo repertorio d'informazioni, disponibile anche a colui che vede. E che legge senza fare ricorso al senso del tatto. Da questo punto di vista, la biblioteca universale di libri in Braille (alimentata dai circuiti locali per la diffusione della lettura dei ciechi) rappresenta un patrimonio che sarebbe un peccato disperdere. I sette volumi della saga di Harry Potter, firmati dalla scrittrice inglese J. K. Rowling, sono i romanzi che vanno per la maggiore anche tra i topi di biblioteca che tastano con le dita i punti in rilievo sul cartonato. Appassionandosi di magia e di avventura, sfogliando le pagine di un'opera tradotta in 56 volumi: l'alf abeto braille si deve prendere i suoi spazi, su stampa.Infine, tra brailliani e antibrailliani c'è pure chi propone l'adattamento di una soluzione terza, tecnologica e pedagogicamente corretta. Il Braille Computer Monitor brevettato recentemente negli Usa, rappresenterebbe dunque un sistema misto funzionale per l'apprendimento il più rapido possibile, dell'alfabeto messo a punto da un inventore francese. Nel 2010, i non vedenti meritano un'opportunità in più.
Francesco Vergani
il commento di Giuseppe Di Grande su biblos-group.
Buongiorno,
ho letto il suo articolo che riguarda il Braille pubblicato su Italia Oggi.
Sono non-vedente e mi permetta di dirle che lei ha scritto parecchie
inesattezze.
Sono un produttore di un software utilizzato anche per stampare documenti
digitali in Braille. La sua percezione del Braille e delle tecnologie è
sbagliata, poiché Braille e tecnologie vanno perfettamente d'accordo e non
si escludono a vicenda.
Perché invece non scrive un articolo su un software prodotto da un
non-vedente, utilizzabile anche da lei poiché si tratta di un software di
videoscrittura, con cui non solo è possibile stampare perfettamente in
codice Braille (no lingua e nemmeno alfabeto come lei scrive), ma si riesce
a produrre disegni e grafici tattili, si riesce a scrivere, leggere e
stampare testi di greco antico, anche in Braille e anche con le sintesi
vocali, si riesce a produrre audiolibri, è connesso direttamente con
internet e con i molteplici servizi di enciclopedie, dizionari, motori di
ricerca, si riesce ad analizzare e correggere copie digitali dei libri che
siamo costretti a scannerizzare (perché a detta degli editori l'ebook non
rende). Insomma è uno strumento, lo chiamiamo "tiflodidattico", con cui il
Braille si esprime meravigliosamente.
Le propongo di intervistarmi, così come hanno già fatto altri giornalisti, o
di scrivere di sua iniziativa un articolo a favore dell'operosità e del
saper fare dei non-vedenti in questa società tecnologica, in cui il Braille
è anch'esso un protagonista. In questo ultimo caso vorrei però controllare
ciò che scrive, sia per prevenire eventuali inesattezze che potrebbero
ledere la sua professione di giornalista e la mia di programmatore.
Questa che le inserisco di seguito è una mappa concettuale di un mio
intervento radiofonico a sostegno del Braille. Può prendere diversi spunti.
La mia proposta di un articolo non è una provocazione, tanto meno uno
scherzo. Renda merito alla realtà dei fatti e della sinergia tra Braille e
nuove tecnologie. E se vuole legga la mia storia nel mio sito e ci scriva su
qualcosa di positivamente vero.
Cordiali saluti
Giuseppe Di Grande
Tel. 0931/563939
***
Nel novembre 2007 ho iniziato a inserire l'ambiente Braille in Biblos.
Nei gruppi di discussione in internet notavo la difficoltà degli utenti a
utilizzare le proprie stampanti Braille.
Perché il sistema Braille, così accessibile a tutti con una semplice
tavoletta e punteruolo,
in materia di stampa con le nuove tecnologie diventava così inaccessibile?
Non era possibile che l'informatica, piuttosto che facilitare le cose,
dovesse complicarle.
L'usabilità di stampare in Braille dove si era persa?
Così pensai ad un sistema innovativo che soddisfacesse le mie esigenze di
non-vedente.
Volevo che, così come per le stampanti a inchiostro, le stampanti Braille si
potessero utilizzare con la stessa facilità.
Così fu, e da allora Biblos ha sviluppato una poderosa sezione per la stampa
in Braille.
Il Braille fu un sistema che partì dal basso dalle capacità di innovazione
di una persona.
Tutti voi sapete che il papà di Luigi era un sellaio, un artigiano che
faceva finimenti per cavalli.
Le idee di Luigi, estensioni naturali di quelle del suo amico Charles
Barbier,
così semplici e allo stesso tempo così geniali, non furono accolte bene.
Ci si fermi a riflettere su quei sei puntini a rilievo.
Cosa pensate quando vi capitano sotto le dita?
Non si tratta certo di asperità della carta.
Noi tramite quei sei punti combinabili tocchiamo vocali, consonanti e
punteggiatura.
Noi sappiamo interpretare le combinazioni di quei sei puntini:
un insieme di combinazioni in informatica si chiama codice.
Un codice è formato da una serie di simboli e serve a rappresentare un
insieme di informazioni interpretabili.
Noi interpretando le combinazioni di quei sei punti del codice Braille,
accediamo a parole, frasi, interi documenti del nostro linguaggio naturale.
Di più: accediamo a tutti i linguaggi naturali o artificiali di cui abbiamo
conoscenza, competenza e capacità.
Accediamo insomma a informazioni, cultura, sapere.
Il Braille dunque non è solo un codice,
esistono al mondo molte codifiche Braille, per vari ambiti di utilizzo.
Non è solo un linguaggio, perché altrimenti sarebbe una entità fredda e
inefficace.
Possiamo senz'altro dire che è un sistema, fatto di codici, linguaggi,
metodi e strutture.
E possiamo affermare che è un meraviglioso strumento al servizio dell'uomo
per accedere al sapere universale.
Il Braille è filosofia, è amore per il sapere.
Sono sei semplici puntini che a distanza di due secoli si sposano
felicemente con le nuove tecnologie.
Quando appare una nuova tecnologia, alcuni, negativamente o
entusiasticamente, preconizzano la fine del Braille.
Non si riesce a capire che il Braille non può sparire.
Ad essere dimenticati potranno essere in futuro le tavolette, le stampanti,
gli attori e gli strumenti che oggi producono Braille,
quegli enti e quelle tecnologie che, pur facendo storia,
completano più o meno velocemente il loro arco di vita.
Il Braille no, non può sparire.
Il Braille si trasforma, si adatta, si sposa con tutte le tecnologie.
Perché non è una tecnologia, ma è un sistema che,
mediante una tecnologia qualsiasi, ci permette di soddisfare il nostro amore
per il sapere.
Il Braille è filosofia!
Ed è una filosofia che parte dal basso e che tutti possono fare!
Si pensi a come Luigi fu osteggiato e deriso dalle mentalità ristrette del
suo tempo.
Lui caparbio seppe cogliere i mutamenti tecnologici del suo secolo,
e con esse mettere in pratica la sua geniale idea.
Luigi era il vero cittadino del suo tempo!
Gli altri avevano solo paura del nuovo, della modernità.
Oggi si teme l'avanzata degli schermi a tocco, i cosiddetti touchscreen.
La paura del nuovo non va d'accordo né con la tecnologia né col Braille.
Noi abbiamo a disposizione molteplici strumenti e periferiche informatiche
in cui i sei puntini del Braille continuano ad essere utilizzati
felicemente.
Domani la ricerca tecnologica integrerà nei touchscreen anche altre
caratteristiche
I touchscreen diventeranno schermi con proprietà aptiche.
Gli schermi aptici modificheranno e incresperanno la loro superficie,
dinamicamente.
Uno schermo da cui si ha un riscontro tattile, oltre che visivo,
non pensate che sarà un meraviglioso ambiente in cui il Braille si esprimerà
felicemente?
Non si devono pertanto temere le nuove tecnologie.
Con questo pensiero ho sviluppato l'ambiente Braille in Biblos.
dove credo di aver restituito al sistema Braille parte di quella semplicità
che aveva perso.
Il sistema Braille appartiene alla gente.
In informatica diremmo che il Braille è di pubblico dominio.
E Biblos è proprio uno strumento software che dà autonomia alla gente
comune.
Mese dopo mese, e si consideri che il sistema Braille in Biblos è presente
solo da due anni,
le persone hanno riconosciuto l'importanza di questo strumento,
e alcune di loro hanno collaborato attivamente allo sviluppo.
Ritengo sia molto importante ricevere la collaborazione delle persone,
perché Biblos è uno strumento partito, sviluppato e amato dal basso.
E Biblos è un progetto pieno di vitalità, come il Braille!
Il software ha molte altre caratteristiche,
come l'ambiente per fare videoscrittura, quello per produrre audiolibri mp3
e daisy,
i servizi internet utili per lo studio,
le mappe di tastiera per scrivere in altre lingue,
l'analizzatore ortografico per correggere libri digitali,
la possibilità di produrre disegni e grafici tattili,
e il sistema per fare Braille.
E non si tratta di progetti per il futuro,
caratteristiche che dovranno essere ancora sviluppate,
bensì sono realtà utilizzabili sin da subito da ogni persona, vedenti e
non-vedenti.
Sì, anche la produzione di grafici tattili, settore con Biblos utilizzabile
in autonomia anche dai non-vedenti.
In conclusione vorrei descrivere alcune caratteristiche del sistema Braille
di Biblos,
e al contempo ringraziare alcune persone che hanno in questi anni
collaborato.
Il sistema Braille di Biblos è interamente personalizzabile da ogni utente.
Infatti dispone già di oltre venti tabelle Braille per stampare documenti
anche in altre lingue,
come spagnolo, tedesco, francese, inglese di grado 1 e 2, portoghese,
rumeno, esperanto ecc..
Per gli stimoli a produrre sempre più tabelle di stampa Braille,
per il sostegno, per la stima e l'amicizia, ringrazio Pedro Zurita.
Grazie alla flessibilità di Biblos, Fabrizio Alberti di Massa,
ha sviluppato la tavola Braille che permette a Biblos di stampare,
sempre in autonomia, documenti in codice stenografico italiano,
quella stessa stenografia italiana compilata da Umberto Trani.
Ringrazio anche il presidente dell'Unione Ciechi di Massa,
Carlo Piccini, per il sostegno incondizionato.
Voglio ringraziare Massimo Vettoretti,
la persona che in questo periodo si sta occupando della sezione Braille
per la lettura, la scrittura e la stampa Braille di testi in greco antico.
Il sistema sta ricevendo molti consensi.
con la facilità che gli è propria, Biblos produce testi Braille in greco
antico di ottima qualità.
Inoltre con Massimo stiamo pertanto preparando nuove cose che presto saranno
a disposizione di tutti.
Una caratteristica di Biblos è quella di poter avere una anteprima Braille
davvero funzionale.
L'anteprima Braille l'ho pensata in tre forme diverse.
Una visualizzazione mostra il testo pronto per la stampa, con i prefissi
Braille colorati.
Questa visualizzazione è utile per le persone vedenti, come ad esempio gli
insegnanti.
Il secondo tipo di anteprima è quello leggibile con una barra Braille,
e mostra esattamente il testo Braille come verrà stampato su carta.
La terza visualizzazione di anteprima è destinata a chi ci vede e
viene mostrato il documento in Braille, con i grafici dei punti Braille,
così come una persona vedente vede con gli occhi il Braille stampato su
carta.
Per questa caratteristica ringrazio Giovanni Cellucci del CISAD di Bologna
che mi ha fornito il font Braille.
Ringrazio poi Franco Vignali, presidente del movimento apostolico ciechi di
Volterra.
E ancora Peppino Gargiulo, uno dei primissimi sostenitori del progetto
Biblos.
E Raffaella Giordano, e lei sa perché.
Poi Ricardo Abad, per la localizzazione spagnola del programma,
e Elio Medici, per quella francese.
L'elenco sarebbe ancora lungo, per questo vi prego di perdonarmi se
ringrazio in una sola volta tutto il gruppo degli utenti e tutti i
sostenitori di Biblos,
compresi quei rappresentanti delle Unioni locali e centrali che mi
sostengono.
Ringrazio due componenti dell'Unione di Siracusa: Biagio Morelli, presidente
onorario, e Carmelo Di martino, vicepresidente.
Saluto l'avvocato Castronovo, il dott. Pino Nobile e tutti i ragazzi della
stamperia regionale Braille di Catania,
per cui, dopo qualche piacevole incontro,
sto sviluppando una versione di Biblos adatta per le esigenze della
stamperia.
Ringrazio tutti voi, per avermi ospitato e i webascoltatori per avermi
ascoltato.
E a tutti auguro un sereno natale e un ottimo 2010 all'insegna comune del...
Braille!
Per ultimo, e so che mi stai ascoltando, grazie a te, Luigi,
per quella forza che mi trasmetti in quei giorni neri in cui la voglia di
abbandonare tutto è davvero forte.
Vainer Broccoli su smanettando.
ho letto anche io questo articolo, dove il solito giornalista idiota, sottolineo, idiota, scrive delle corbellerie immani.
a prescindere che il braille, per chi non vede, deve essere imparato, non c'è da discutere, l'uso più o meno intenso, poi, è questione soggettiva, ma leggere ancora di tastiere, amici, tastiere dedicate, speciali ecc...
mi fa ingastrire e, sopratutto, l'approssimazione con cui questi giornalai, non giornalisti, giornalai, si documentano, bhe, è angosciante.
hai voglia, tu, a fare siti, a cercare di far passare un messaggio dove fai capire che le macchine non sono speciali, ma normali computer dotati di programmi e periferiche che li rendono accessibili, ma si pensa al cieco davanti al pc come ad un marziano...
uffa!
Simone Dal Maso su smanettando.
ogni tanto qualche giornalista si inventa di riscrivere sempre le stesse
cose.
Ma e' cosi' difficile il concetto?
il braille è fondamentale in ambiti specifici, vedi ad esempio uno che deve
studiare musica, lo sfido a farlo con la sintesi vocale! O nella
programmazione, facilita di gran lunga il compito, sebbene presumo che i più
bravi riescano a cavarsela anche con la sola sintesi vocale.
Quando si legge un libro effettivamente leggerlo in braille dà più
soddisfazione, ci metti 2 mesi invece che due settimane, e io sono un
lettore decisamente rapido.
Se poi c'e' ancora chi gestisce la sua posta elettronica soltanto col
braille, be, sono scelte, non capisco perche' una persona debba impiegare 7
volte il tempo necessario, ma tant'e'.
Personalmente sono passato da un utilizzo totale del braille, 1998, ad un
utilizzo pressoche' nullo, 2010, eccezion fatta per quando uso il
braillesense.
faccio le cose in meno tempo e sono più produttivo.
ma in questo tipo di cose, il braille non e' mai indispensabile!
Angela Delicata su smanettando.
Oh, finalmente qualcuno che osa dire la verità... Il Braille è decisamente
piu' lento, ma onestamente io non riuscirei a farne a meno... Mi dà piu'
concentrazione, mentre se uso il solo sintetizzatore vocale, ad un certo
punto, perdo il filo del discorso... C'e' da aggiungere che per leggere
l'inglese, ad esempio, preferisco il braille... Anche se riesco a leggerlo
anche con il solo uso della voce, ma sono meno produttiva, forse...
Quanto alla posta elettronica. personalmente, i messaggi brevi e concisi, li
leggo quasi solo con la sintesi vocale, anche se tengo sempre la riga
Braille sotto controllo. Non saprei fare senza... Non molto tempo fa, usavo
il solo display Braille: i risultati non erano ottimali; infatti, non
navigavo in rete, ma mi limitavo ad usare il PC come si farebbe con una
vecchia macchina da scrivere. Da qui, la mia poca dimestichezza con i mezzi
informatici..
Silvano Pasquini su biblos-group.
Cogliendo al volo il suggerimento di wainer Broccoli ho provveduto ad inoltrare al giornalista un risentito messaggio, ammantato di quel tanto di dabbenaggine che, a mio avviso, tanto si addice a gente così.
Silvano Pasquini
Sent: Friday, January 08, 2010 12:47 PM
Subject: A proposito di Braille e Computer
Egregio dr. Vergani, non sono certo scandalizzato per le inesattezze presenti sul suo ultimo articolo in oggetto in quanto, per disquisire di sistema Braille in modo competente, servono conoscenze molto profonde e rapporti prolungati con chi lo usa per lavorare e per informarsi. Non è certo bastevole un rapporto privilegiato con le Istituzioni Speciali che si occupano di istruzione e di tutela dei ciechi che, come Lei ben sa, spesso speculano sull'attenzione dei giornalisti per ingrandire ed abbellire la propria immagine, per argomentare in modo conforme al vero sulla gestione e sul destino del loro modo di leggere e scrivere.
Ciò che invece mi sconvolge (e mi sorprende in una intelligenza acuta e sensibile come la Sua), è il tono di sufficienza e di superficialità con cui ha data risposta al dr. Di Grande, sviluppatore del Braille nell'evolversi del sistema informatico, riconosciuto e stimato anche a livello internazionale. Scrive, infatti:
"Grazie per l'attenzione.E buone pedalate sulle strade del siracusano: le
capita mica di incrociare anche il suo omonimo, ex corridore
professionista?Saluti e complimenti. FV"
Per l'uso di cui mi avvalgo dei programmi da lui ideati e prodotti in quanto non vedente, e per il senso che da cittadino ho per la dignità della persona, mi permetto di dirLe che ha persa una grandissima occasione per divulgare notizie davvero utili al processo culturale e d'integrazione dei ciechi italiani e non solo, e, contestualmente, un'occasione altrettanto grande per ribadire quella signorilità di cui, fino ad ora, avevo sempre apprezzato nel suo modo di essere e di fare il giornalista.
Mi scuso per la franchezza dovuta alla grande stima che continuo ciò nonostante a tributarLe e nel ringraziarLa per l'attenzione accordatami, invio cordiali e distinti saluti.
Silvano Pasquini