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Discorso sul braille
G. Di Grande su biblos-group, 10\12\2009, h. 19.39.
Ascolta anche l'allegato mp3 che contiene una versione ampliata di questo discorso e una sorpresa finale.
(mp)
Ed ora, un po' di pubblicità
:Io sono una persona troppo meticolosa, e non sono disposto a buttare via
tempo.
Pertanto, questo di seguito è ciò che mi ero preparato per parlare di
Braille... purtroppo ho potuto solo accennare a Biblos.
Questi sono miei concetti di base da cui, forse, farò un articolo completo.
Saluti
***
Nel novembre 2007 ho iniziato a inserire l'ambiente Braille in Biblos.
Nei gruppi di discussione in internet notavo la difficoltà degli utenti a
utilizzare le proprie stampanti Braille.
Perché il sistema Braille, così accessibile a tutti con una semplice
tavoletta e punteruolo,
in materia di stampa con le nuove tecnologie diventava così inaccessibile?
Non era possibile che l'informatica, piuttosto che facilitare le cose,
dovesse complicarle.
L'usabilità di stampare in Braille dove si era persa?
Così pensai ad un sistema innovativo che soddisfacesse le mie esigenze di
non-vedente.
Volevo che, così come per le stampanti a inchiostro, le stampanti Braille si
potessero utilizzare con la stessa facilità.
Così fu, e da allora Biblos ha sviluppato una poderosa sezione per la stampa
in Braille.
Il Braille fu un sistema che partì dal basso dalle capacità di innovazione
di una persona.
Tutti voi sapete che il papà di Luigi era un sellaio, un artigiano che
faceva finimenti per cavalli.
Le idee di Luigi, estensioni naturali di quelle del suo amico Charles
Barbier,
così semplici e allo stesso tempo così geniali, non furono accolte bene.
Ci si fermi a riflettere su quei sei puntini a rilievo.
Cosa pensate quando vi capitano sotto le dita?
Non si tratta certo di asperità della carta.
Noi tramite quei sei punti combinabili tocchiamo vocali, consonanti e
punteggiatura.
Noi sappiamo interpretare le combinazioni di quei sei puntini:
un insieme di combinazioni in informatica si chiama codice.
Un codice è formato da una serie di simboli e serve a rappresentare un
insieme di informazioni interpretabili.
Noi interpretando le combinazioni di quei sei punti del codice Braille,
accediamo a parole, frasi, interi documenti del nostro linguaggio naturale.
Di più: accediamo a tutti i linguaggi naturali o artificiali di cui abbiamo
conoscenza, competenza e capacità.
Accediamo insomma a informazioni, cultura, sapere.
Il Braille dunque non è solo un codice,
esistono al mondo molte codifiche Braille, per vari ambiti di utilizzo.
Non è solo un linguaggio, perché altrimenti sarebbe una entità fredda e
inefficace.
Possiamo senz'altro dire che è un sistema, fatto di codici, linguaggi,
metodi e strutture.
E possiamo affermare che è un meraviglioso strumento al servizio dell'uomo
per accedere al sapere universale.
Il Braille è filosofia, è amore per il sapere.
Sono sei semplici puntini che a distanza di due secoli si sposano
felicemente con le nuove tecnologie.
Quando appare una nuova tecnologia, alcuni, negativamente o
entusiasticamente, preconizzano la fine del Braille.
Non si riesce a capire che il Braille non può sparire.
Ad essere dimenticati potranno essere in futuro le tavolette, le stampanti,
gli attori e gli strumenti che oggi producono Braille,
quegli enti e quelle tecnologie che, pur facendo storia,
completano più o meno velocemente il loro arco di vita.
Il Braille no, non può sparire.
Il Braille si trasforma, si adatta, si sposa con tutte le tecnologie.
Perché non è una tecnologia, ma è un sistema che,
mediante una tecnologia qualsiasi, ci permette di soddisfare il nostro amore
per il sapere.
Il Braille è filosofia!
Ed è una filosofia che parte dal basso e che tutti possono fare!
Si pensi a come Luigi fu osteggiato e deriso dalle mentalità ristrette del
suo tempo.
Lui caparbio seppe cogliere i mutamenti tecnologici del suo secolo,
e con esse mettere in pratica la sua geniale idea.
Luigi era il vero cittadino del suo tempo!
Gli altri avevano solo paura del nuovo, della modernità.
Oggi si teme l'avanzata degli schermi a tocco, i cosiddetti touchscreen.
La paura del nuovo non va d'accordo né con la tecnologia né col Braille.
Noi abbiamo a disposizione molteplici strumenti e periferiche informatiche
in cui i sei puntini del Braille continuano ad essere utilizzati
felicemente.
Domani la ricerca tecnologica integrerà nei touchscreen anche altre
caratteristiche
I touchscreen diventeranno schermi con proprietà aptiche.
Gli schermi aptici modificheranno e incresperanno la loro superficie,
dinamicamente.
Uno schermo da cui si ha un riscontro tattile, oltre che visivo,
non pensate che sarà un meraviglioso ambiente in cui il Braille si esprimerà
felicemente?
Non si devono pertanto temere le nuove tecnologie.
Con questo pensiero ho sviluppato l'ambiente Braille in Biblos.
dove credo di aver restituito al sistema Braille parte di quella semplicità
che aveva perso.
Il sistema Braille appartiene alla gente.
In informatica diremmo che il Braille è di pubblico dominio.
E Biblos è proprio uno strumento software che dà autonomia alla gente
comune.
Mese dopo mese, e si consideri che il sistema Braille in Biblos è presente
solo da due anni,
le persone hanno riconosciuto l'importanza di questo strumento,
e alcune di loro hanno collaborato attivamente allo sviluppo.
Ritengo sia molto importante ricevere la collaborazione delle persone,
perché Biblos è uno strumento partito, sviluppato e amato dal basso.
E Biblos è un progetto pieno di vitalità, come il Braille!
Il software ha molte altre caratteristiche,
come l'ambiente per fare videoscrittura, quello per produrre audiolibri mp3
e daisy,
i servizi internet utili per lo studio,
le mappe di tastiera per scrivere in altre lingue,
l'analizzatore ortografico per correggere libri digitali,
la possibilità di produrre disegni e grafici tattili,
e il sistema per fare Braille.
E non si tratta di progetti per il futuro,
caratteristiche che dovranno essere ancora sviluppate,
bensì sono realtà utilizzabili sin da subito da ogni persona, vedenti e
non-vedenti.
Sì, anche la produzione di grafici tattili, settore con Biblos utilizzabile
in autonomia anche dai non-vedenti.
In conclusione vorrei descrivere alcune caratteristiche del sistema Braille
di Biblos,
e al contempo ringraziare alcune persone che hanno in questi anni
collaborato.
Il sistema Braille di Biblos è interamente personalizzabile da ogni utente.
Infatti dispone già di oltre venti tabelle Braille per stampare documenti
anche in altre lingue,
come spagnolo, tedesco, francese, inglese di grado 1 e 2, portoghese,
rumeno, esperanto ecc..
Per gli stimoli a produrre sempre più tabelle di stampa Braille,
per il sostegno, per la stima e l'amicizia, ringrazio Pedro Zurita.
Grazie alla flessibilità di Biblos, Fabrizio Alberti di Massa,
ha sviluppato la tavola Braille che permette a Biblos di stampare,
sempre in autonomia, documenti in codice stenografico italiano,
quella stessa stenografia italiana compilata da Umberto Trani.
Ringrazio anche il presidente dell'Unione Ciechi di Massa,
Carlo Piccini, per il sostegno incondizionato.
Voglio ringraziare Massimo Vettoretti,
la persona che in questo periodo si sta occupando della sezione Braille
per la lettura, la scrittura e la stampa Braille di testi in greco antico.
Il sistema sta ricevendo molti consensi.
con la facilità che gli è propria, Biblos produce testi Braille in greco
antico di ottima qualità.
Inoltre con Massimo stiamo pertanto preparando nuove cose che presto saranno
a disposizione di tutti.
Una caratteristica di Biblos è quella di poter avere una anteprima Braille
davvero funzionale.
L'anteprima Braille l'ho pensata in tre forme diverse.
Una visualizzazione mostra il testo pronto per la stampa, con i prefissi
Braille colorati.
Questa visualizzazione è utile per le persone vedenti, come ad esempio gli
insegnanti.
Il secondo tipo di anteprima è quello leggibile con una barra Braille,
e mostra esattamente il testo Braille come verrà stampato su carta.
La terza visualizzazione di anteprima è destinata a chi ci vede e
viene mostrato il documento in Braille, con i grafici dei punti Braille,
così come una persona vedente vede con gli occhi il Braille stampato su
carta.
Per questa caratteristica ringrazio Giovanni Cellucci del CISAD di Bologna
che mi ha fornito il font Braille.
Ringrazio poi Franco Vignali, presidente del movimento apostolico ciechi di
Volterra.
E ancora Peppino Gargiulo, uno dei primissimi sostenitori del progetto
Biblos.
E Raffaella Giordano, e lei sa perché.
Poi Ricardo Abad, per la localizzazione spagnola del programma,
e Elio Medici, per quella francese.
L'elenco sarebbe ancora lungo, per questo vi prego di perdonarmi se
ringrazio in una sola volta tutto il gruppo degli utenti e tutti i
sostenitori di Biblos,
compresi quei rappresentanti delle Unioni locali e centrali che mi
sostengono.
Ringrazio due componenti dell'Unione di Siracusa: Biagio Morelli, presidente
onorario, e Carmelo Di martino, vicepresidente.
Saluto l'avvocato Castronovo, il dott. Pino Nobile e tutti i ragazzi della
stamperia regionale Braille di Catania,
per cui, dopo qualche piacevole incontro,
sto sviluppando una versione di Biblos adatta per le esigenze della
stamperia.
Ringrazio tutti voi, per avermi ospitato e i webascoltatori per avermi
ascoltato.
E a tutti auguro un sereno natale e un ottimo 2010 all'insegna comune del...
Braille!
Per ultimo, e so che mi stai ascoltando, grazie a te, Luigi,
per quella forza che mi trasmetti in quei giorni neri in cui la voglia di
abbandonare tutto è davvero forte.
Luigi, vinceremo!