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Le notti degli amanuensi web "Copiamo i libri per l'eternità

da la repubblica del 20\11\2009.

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IL CASO
Le notti degli amanuensi web
"Copiamo i libri per l'eternità"
Pensionati e operai passano allo scanner il sapere dell'uomo per metterli a
disposizione delle biblioteche digitali italiane. Tutti volontari
di ALESSANDRO LONGO

ROMA - I nuovi amanuensi sono un popolo variegato: studenti, pensionati,
professori universitari. Paolo, operaio stagionale, lavora sui tetti. Quando
piove deve restare a casa, quindi può dedicarsi alla sua vera passione:
digitalizza libri, passandoli in uno scanner. Ornella, studentessa di Lettere,
ha un libro nel cassetto che sta limando da molti anni, forse troppi. In attesa
di completare la sua opera, copia quelle degli altri. Mentre Riccardo,
pensionato dalle lenti spesse, è lo specialista nella messa a fuoco delle
copertine a colori.

Il frutto del loro lavoro e di qualche notte insonne finisce nella collezione
delle biblioteche online che - legalmente - rendono poi i libri accessibili a
tutti, gratis. Come "Liber Liber", tra i primissimi progetti italiani (dal 1993)
di biblioteche digitali, voluto da Marco Calvo. Il fenomeno è arrivato adesso al
suo apice nel mondo, grazie al forte impegno di colossi come Google e di
istituzioni come l'Unione Europea nel creare biblioteche di libri sulla Rete.
Crescono anche i lettori, mezzo milione al mese sui testi di "Liber Liber".

Dietro, c'è il lavoro di un piccolo esercito di volontari, circa 2 mila in
Italia, che si coordina via telefono o e-mail. Lavorano nel tempo libero, circa
due ore al giorno, per dare una vita eterna, in forma digitale, ai libri che
amano. "Liber Liber" ha una sede fisica a Roma e una piccola redazione che
supervisiona il lavoro, con una collezione di 2mila testi, di cui sono scaduti i
diritti d'autore. "Ci sono chicche come l'audiolibro del Pinocchio con un
accompagnamento musicale donatoci dal musicologo francese Eric Montbel. La
nostra edizione della Bibbia ha richiesto un lavoro di quattro anni di dieci
persone. Abbiamo una delle edizioni migliori del Corano", dice Calvo.

L'amore per i libri poi può portare a sorprese: "Volete sapere chi ci ha donato
l'edizione digitale del Manifesto del Partito Comunista, rinunciando a far
valere i diritti d'autore? La Silvio Berlusconi Editore", aggiunge. Duemila
opere possono sembrare poca cosa, al confronto con il monumentale progetto di
Google, che ha già messo online 10 milioni di libri (anche coperti da diritto
d'autore, in accordo con biblioteche o editori). Ma tra questi non è facile
trovare testi in italiano, su cui invece si concentra il lavoro di progetti come
"Liber Liber", dove i volontari peraltro impaginano con cura certosina e
rispetto filologico il testo originale. A volte lo arricchiscono con musiche e
interpretazioni di attori.

Altre biblioteche digitali italiane sono il progetto Manuzio (associazione no
profit), con centinaia di testi; e la Biblioteca Italiana (BibIt), gestita
presso l'Università della Sapienza (1.700 testi). Gli archivi di libri italiani
cresceranno nei prossimi anni, grazie a progetti come Arrow (dell'Associazione
italiana editori), che aprirà al pubblico a maggio; e Europeana (dell'Unione
Europea), che mira a 10 milioni di opere entro il 2010 (libri, foto, film e
altro). Ora ne ha 4,6 milioni, di cui però solo 100 mila italiane (quasi tutte
immagini).

Intanto, mentre maturano i progetti internazionali, i volontari italiani
continuano a lavorare. Con pazienza e precisione, perché "se ci vogliono 10 ore
per digitalizzare un libro, poi la fase di verifica e di impaginazione per
pubblicarlo online prende molto più tempo. Da 2 mesi a 2 anni in media per un
libro", dice Calvo.