Salta al contenuto principale

Biblos, strategie su come valorizzare i campi di un servizio

G. Di grande su biblos-group, 29\10\2009, h. 10.04.

Tratto dal manuale di Biblos

Ed ora, un po' di pubblicità

:

(testo lungo)

***

STRATEGIE SU COME VALORIZZARE I CAMPI DI UN SERVIZIO

Inserire un nuovo servizio internet o modificarne uno non sono operazioni
semplici da effettuare, perché bisogna avere una certa padronanza del codice
HTML. Pertanto il primo consiglio che possiamo dare è quello di approfondire
le proprie conoscenze di HTML, in specifico della struttura del codice per i
tag FORM e INPUT.

Affinché un servizio internet porti a compimento la sua funzione, ossia
quella di essere un tramite tra il documento e il servizio internet ad esso
associato, è necessario trascrivere tutte le informazioni del modulo del
servizio presenti nel codice HTML della pagina di origine.

Per ricavare i dati corretti da inserire, la primissima operazione da fare è
quella di avviare il proprio browser preferito e aprire la pagina contenente
il modulo del servizio desiderato. Per esempio nel caso di Google sarà la
prima pagina del famoso motore di ricerca. Oppure nel caso di un dizionario
online sarà la pagina contenente il campo editazione dove inserire il lemma
da cercare. Dopo aver raggiunto il modulo desiderato, si individui qualche
scritta significativa vicino ad esso. Questo testo ci servirà nel prossimo
passaggio, quando andremo ad analizzare il codice HTML della pagina.

Con le funzioni apposite del browser utilizzato, ora si visualizzi il codice
HTML della pagina. Per esempio, con Internet Explorer 6 e 7 questa funzione
si trova all'interno del menù Visualizza e si chiama "HTML". Con Internet
Explorer 8 la funzione si trova sempre nello stesso menù e si chiama
"Origine". In Firefox si trova sempre nel menù Visualizza e si chiama
"Sorgente pagina". Con altri browser si cerchi qualcosa di simile
all'interno dei relativi menù, principali o contestuali.

La struttura del codice HTML per i neofiti potrebbe sembrare assai
complessa, ma dopo aver compreso la funzione dei tag (leggendo magari uno
dei tanti corsi HTML di base che si trovano in internet), tutto diventerà
più chiaro.

L'operazione da effettuare a questo punto è quella di individuare tra i tag
HTML il modulo a noi necessario, da cui dobbiamo ricavare i dati utili per
compilare il nostro servizio internet. Utilizziamo dunque la funzione di
ricerca del testo, funzionalità disponibile nella finestra del codice in cui
ci troviamo. Cerchiamo quella scritta significativa che prima abbiamo avuto
cura di memorizzare o appuntare. Se la ricerca ha buon esito, la finestra ci
mostrerà l'intorno vicino al modulo del nostro servizio. Se il testo non
viene trovato probabilmente ci verrà segnalato un errore di ricerca. In
questo ultimo caso il primo consiglio è quello di restringere il testo da
cercare, oppure di utilizzare un testo più significativo.

Una strategia inversa per individuare il modulo è quella di cercare il suo
tag iniziale. L'unico inconveniente che potrebbe verificarsi è quello che
potremmo trovarne altri, non di nostro interesse. Ogni modulo inizia sempre
col tag "FORM" e finisce sempre con la chiusura del tag "/FORM". Sappiamo
che un tag HTML viene inserito sempre tra i simboli di "<" (minore di) e ">"
(maggiore di). Siccome il tag iniziale "FORM" necessita sempre di parametri
aggiuntivi, effettuiamo la ricerca di qualsiasi tag di modulo utilizzando la
stringa "

Oppure un altro esempio potrebbe essere questo:

All'interno del tag "FORM" potrebbero essere presenti altre informazioni.
Quelle che a noi interessa individuare sono solo e soltanto queste due:
"ACTION" e "METHOD".

Il primo dato da ricavare è l'indirizzo, che ci servirà per valorizzare il
relativo campo del servizio internet. L'indirizzo è contenuto nel parametro
"ACTION", e la parte utile è quella inserita tra virgolette. Ad esempio,
prendiamo il seguente parametro:

ACTION="http://www.digrande.it/ricerca.asp"

L'indirizzo da copiare e incollare nel campo del servizio internet è:

http://www.digrande.it/ricerca.asp

È ora necessario fare una distinzione tra indirizzi assoluti e indirizzi
relativi. Nell'esempio precedente abbiamo utilizzato un indirizzo assoluto.
Ma come facciamo a capire se un indirizzo è assoluto o relativo? Un
indirizzo assoluto non necessita mai di altri riferimenti e descrive sempre
univocamente un indirizzo della rete internet. è dunque un dato che non
necessita di ulteriori interpretazioni e/o manipolazioni per essere
utilizzato. È importante conoscere la struttura di un indirizzo, in gergo
chiamato URL. Per avere ampie informazioni in merito si utilizzi Wikipedia
selezionando il seguente testo:

Uniform Resource Locator

La corretta lettura di un indirizzo è indispensabile per capire se sia esso
assoluto o relativo. Si tenga sempre presente che il nostro servizio
internet necessita di indirizzi assoluti e mai relativi. La maggior parte
dei siti internet utilizza indirizzi relativi. Un indirizzo relativo è
formato dalla sola parte che punta alla risorsa interna del sito. Invece la
parte riguardante il dominio viene omessa, poiché implicitamente completata
dal browser durante l'utilizzo. Un semplice esempio che possa farci capire
meglio la differenza tra indirizzi assoluti e relativi è questo:

abbiamo due abitazioni, e ognuna di esse possiede una cucina. Gli indirizzi
assoluti delle due cucine sono:

casa1/cucina

casa2/cucina

Univocamente in questo modo sappiamo quale indirizzo punta alla cucina di
una determinata abitazione. L'indirizzo relativo di ogni cucina invece sarà
sempre uno:

/cucina

La parte di indirizzo che riguarda l'abitazione viene omessa. È naturale
comprendere che un indirizzo relativo può essere utilizzato solo se ci
troviamo all'interno dell'ambiente che vogliamo esplorare. Così come un
indirizzo assoluto può essere utilizzato da qualsiasi ambiente in cui ci
troviamo.

Nel caso dell'esempio internet di prima, l'indirizzo relativo di
"http://www.digrande.it/ricerca.asp" è solo la parte che punta alla risorsa,
ossia "/ricerca.asp".

È assolutamente necessario che si distingua un indirizzo assoluto da uno
relativo. Se abbiamo un indirizzo assoluto ci basterà inserirlo così com'è
nel campo del nostro servizio internet. Se invece siamo in presenza di un
indirizzo relativo sarà necessario ricostruire il corretto indirizzo
assoluto.

Per ottenere l'indirizzo assoluto partendo da un indirizzo relativo, è
sufficiente analizzare la barra degli indirizzi del browser utilizzato. Tale
barra contiene l'indirizzo assoluto della pagina che stiamo visitando. A
questo punto ci basterà scorporare l'indirizzo relativo di questa pagina e
inserirvi l'indirizzo relativo del nostro modulo (quello trovato nel
parametro ACTION). Un esempio chiarirà meglio la procedura.

Ipotizziamo che nella barra degli indirizzi abbiamo quello della pagina del
modulo che stiamo analizzando:

http://www.digrande.it/biblos/pagina.asp

Scorporiamo l'indirizzo relativo in due parti, ottenendo:

Parte assoluta: http://www.digrande.it

Parte relativa: /biblos/pagina.asp

Prendiamo il caso che l'indirizzo specificato nel parametro ACTION del
modulo che stiamo analizzando sia:

/biblos/ricerca.asp

L'indirizzo assoluto da inserire nel servizio internet sarà quindi composto
dalla "parte assoluta" dell'indirizzo di base, più l'indirizzo relativo del
modulo:

http://www.digrande.it/biblos/ricerca.asp

Per approfondire le regole sulla costruzione dei percorsi, si consiglia di
effettuare una ricerca su Wikipedia e/o con Google.

Il parametro "metodo" è facile da individuare. Presente sempre nella stessa
linea del modulo, può avere solo due valori: "GET" o "POST". Dunque, nella
finestra del nuovo servizio internet, si imposterà il medesimo valore
presente nel modulo.

Il campo successivo da impostare è quello della codifica con cui i dati
saranno inviati al servizio in internet. La codifica può essere di due tipi:
"ANSI" o "UTF8". Solitamente il tipo di codifica dei caratteri è un dato
individuabile nei "metatag" della pagina HTML che si sta analizzando. Per
non complicare ulteriormente le cose, suggeriamo di impostare questo campo
effettuando empiricamente delle prove. Una codifica errata, nella pagina di
risultato che il servizio produrrà, mostrerà in modo errato eventuali
lettere accentate o eventuali simboli particolari. Se si dovesse verificare
questo, si torni nelle proprietà del servizio internet e si scelga l'altra
codifica.

Sappiamo che un modulo inizia sempre con il tag "". Tra questi tag di apertura e chiusura ce ne possono
essere tanti altri, che variano in base al tipo e all'aspetto del modulo.
Tutti i tag da individuare e analizzare, indispensabili per il nostro
servizio internet, sono quelli che iniziano con la parola chiave
"

Come notiamo in questo esempio, oltre ai parametri a noi utili, c'è un
ulteriore parametro: "TYPE". Il parametro di "tipo" indica il tipo di campo.
A seconda del tipo di campo i parametri all'interno del tag INPUT variano.
Comunque i parametri sempre presenti, o quasi, sono quelli suddetti: "NAME"
e "VALUE".

Individuati i parametri di un tag INPUT, provvediamo a inserirli come dati
del nostro servizio. Spostiamoci dunque nella lista dei dati e aggiungiamone
uno nuovo. Notiamo che i due valori richiesti sono proprio quelli di "nome"
e "valore". Inseriamo quindi nel campo "nome" il parametro "NAME"
individuato nel tag e come "valore" il parametro "VALUE". Questa operazione
di inserimento va fatta per ogni tag INPUT presente nel modulo.

I tipi di campi sono diversi e, per alcuni, non è necessario inserire i dati
nel servizio internet. Suggeriamo di approfondire l'argomento avvalendosi di
uno dei tanti corsi HTML di base che si trovano su internet. Brevemente,
questi sono i "tipi" possibili:

1.. TEXT: indica la presenza di un campo di editazione in cui è possibile
digitare dei valori. Se presente è necessario inserire il dato nel servizio
internet. Se il valore di questo campo è utilizzato come campo di ricerca,
nel nostro dato è possibile avvalersi della variabile "%text", che in fase
di utilizzo del servizio viene sostituita dall'effettivo testo su cui il
cursore è posizionato;

2.. RADIO: indica un campo a scelta multipla. Se questo tipo di campo è
presente nel modulo, molto probabilmente più tag INPUT sono riuniti sotto lo
stesso "NAME". Nel servizio internet si deve inserire solo il dato di nostra
preferenza. Ad esempio:

Vediamo che il parametro NAME è uguale per entrambi i campi, proprio
perché l'utente può scegliere solo una di queste due opzioni. Nel nostro
servizio internet, in base alla nostra scelta, inseriamo solo uno di questi
tag;

3.. CHECKBOX: indica un campo di tipo booleano, cioé una casella di
controllo a scelta doppia "vero/falso", "attivato/disattivato" ecc.. Nel
caso di questi tipi di campo, si inserisce il dato solo se si vuole attivare
la scelta;

4.. HIDDEN: indica un campo nascosto. È necessario inserire il dato nel
servizio internet;

5.. PASSWORD: indica un campo di tipo password. È Simile al campo di tipo
TEXT.

Esistono altri "tipi di campo", ma non è necessario esaminarli poiché
ininfluenti per il nostro servizio internet.

Oltre al tag INPUT un modulo può ospitare altri due campi particolari:
"TEXTAREA" e "SELECT". Il tag TEXTAREA indica un campo di editazione
multilinea, ossia un campo in cui è possibile scrivere un testo esteso su
più righe. È indispensabile inserire il dato nel servizio internet. Il campo
SELECT indica un elenco contenente un valore da scegliere. A questo campo
sono associati tanti tag OPTION contenenti i valori di scelta. In questo
caso bisognerà inserire il dato utilizzando il "nome" all'interno del tag
SELECT e uno dei valori contenuti nei tag OPTION.

Concludiamo questo capitolo con la consapevolezza di non essere stati
esaustivi su diversi punti. Però si deve comprendere che per tale argomento
l'operatore non può prescindere dalla conoscenza, anche basilare, del codice
HTML. Perciò consigliamo ancora una volta di consultare qualche corso in
merito, argomento che in questo caso esula dal tema di base di questo
manuale.