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Leggendo PcCiechi non s'era assopito il programmatore!

ascolta la simpatica parodia de il pescatore di De Andrè

La quinta parodia di Pc_Ciechi è un simpatico sfottò della tribolata vita del programmatore sulle indimenticabili note di uno dei piu' grandi successi dell'indimenticabile chansonnier ligure.
Dopo il riepilogo delle precedenti parodie puoi apprezzare il testo dell'inno del programmatore e della famosa "il pescatore di Fabrizio De Andrè.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Di seguito ti ricordo l'argomento delle precedenti 4 parodie:
fascicolo 15 del 2009
Ma Luca è ancora gay!
parodia di Carmine di Pancrazio del brano di Povia
fascicolo 21 del 2008
Non ti scordar di Gegè!
- parodia di Luca sepe del brano di Giusy ferreri non ti scordar mai di me.
fascicolo 08 del 2006.
'o zappatore nun se more 'è famme!
Federico Salvatore fà la parodia a Mario Merola
fascicolo 16 del 2006
i due ragazzi della via gluck
(brano di celentano e la risposta al ragazzo della via gluck di Giorgio Gaber.

testo il pescatore di Fabrizio De Andrè
All'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

Venne alla spiaggia un assassino
due occhi grandi da bambino
due occhi enormi di paura
eran gli specchi di un'avventura.

E chiese al vecchio dammi il pane
ho poco tempo e troppa fame
e chiese al vecchio dammi il vino
ho sete e sono un assassino.

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
non si guardò neppure intorno
ma versò il vino e spezzò il pane
per chi diceva ho sete e ho fame.

E fu il calore di un momento
poi via di nuovo verso il vento
davanti agli occhi ancora il sole
dietro alle spalle un pescatore.

Dietro alle spalle un pescatore
e la memoria è già dolore
è già il rimpianto di un aprile
giocato all'ombra di un cortile.

Vennero in sella due gendarmi
vennero in sella con le armi
chiesero al vecchio se lì vicino
fosse passato un assassino.

Ma all'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito il pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

testo inno del programmatore
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Enrico Colombini
La ballata del programmatore

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Ascolta la canzone nell'arrangiamento di Marco Di Francesco, cantata da Domenico Agostino.

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A Chiara, Musa ispiratrice (nonché programmatrice)

(sulla musica de "Il pescatore" di F. De André)

All'ombra dell'ultimo sole
si addormentò un programmatore
tra le sue braccia un manuale
sognando il mare tropicale

Venne alla ditta un committente
con un progetto inconsistente
delle richieste da far paura
"prima di ieri perché ho premura"

E domandò un lavoro immane
con le specifiche più strane
"io voglio tutto e pago niente
ho fretta sono un committente"

Gli occhi dischiuse il softwarista
un video l'unica sua vista
dall'alba grigia fino a sera
incatenato alla tastiera

Battendo i tasti a mo' di ossesso
e trascurando cibo e sesso
riuscì un bel giorno a consegnare
una release preliminare

E si sentiva ormai contento
ma fu sollievo di un momento
già richiamava quel cliente
"qui non funziona un accidente"

Ricominciò il programmatore
a faticar per ore ed ore
sopra un problema assai intricato
nascosto dentro ad un listato

Venne di nuovo il committente
disse "così è meglio che niente
è tuttavia per me importante
fare una piccola variante"

Ma all'ombra dell'ultimo sole
dormiva già il programmatore
tra le sue braccia un manuale
sognando il mare tropicale

Erix

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