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Agevolazioni in treno per non vedenti: c'è parecchio da rivedere
Superando.it del 30-09-2009
Agevolazioni in treno per i non vedenti: c'è parecchio da rivedere
Ed ora, un po' di pubblicità
:Perché gli sportelli riservati alle persone con disabilità presenti nelle
grandi stazioni ferroviarie non rilasciano ai non vedenti le tessere
attestanti lo stato di cecità civile, ma solo quelle attribuite alle altre
categorie di invalidi? E perché se un non vedente si rivolge a Trenitalia
per richiedere la tessera, viene obbligatoriamente dirottato alle Sezioni di
un'unica associazione (l'UIC)? Se lo chiede perplesso un rappresentante
dell'RP-Sardegna (Associazione Ciechi Ipovedenti Retinopatici), proponendo
anche alcune soluzioni a questi problemi, che allontanino ogni sospetto,
oltre a migliorare la qualità stessa del servizio.
I ciechi civili usufruiscono, da moltissimi anni, di uno sconto sui
biglietti ferroviari (Concessione III) che consente le seguenti
agevolazioni: se il non vedente viaggia da solo, uno sconto del 20%; se il
non vedente viaggia con un proprio accompagnatore, quest'ultimo può ottenere
il biglietto gratuito, mentre il cieco paga l'intera tariffa. Per poter
godere di tali agevolazioni, occorre presentare alla biglietteria una
tessera attestante lo stato di cecità civile. E qui nascono i problemi.
Innanzitutto - prima incomprensibile assurdità - gli sportelli riservati
agli invalidi presenti nelle grandi stazioni ferroviarie non rilasciano le
tessere per i non vedenti, ma solo quelle attribuite alle altre categorie di
invalidi. Perché? Inoltre - seconda incomprensibile assurdità - se un non
vedente si rivolge a Trenitalia per richiedere la tessera, viene
obbligatoriamente dirottato alle Sezioni dell'UIC (Unione Italiana dei
Ciechi e degli Ipovedenti). Perché?
Provando a indagare e ad approfondire il caso, ci si trova inevitabilmente
davanti ad un "muro di gomma" fatto di imbarazzati silenzi o di rimandi ad
altri uffici, che regolarmente non sanno dare spiegazioni. Sorge legittimo,
a questo punto, il sospetto di qualche clientelismo o tacito favoritismo.
Sta di fatto che in molti casi, quando il non vedente si rivolge alle
Sezioni dell'UIC, funzionari di quell'associazione cercano (è umano) di
indurre il disabile ad iscriversi lasciando intendere che la concessione sia
dovuta in quanto Socio di un'organizzazione e non in quanto portatore di
handicap.
Questa situazione appare assai grave e proverò a spiegarne i motivi:
a) Le agevolazioni sui biglietti ferroviari sono concesse su esplicita
previsione normativa, come ad esempio le esenzioni dal pagamento dei pedaggi
autostradali. Il fatto che il servizio ferroviario sia attualmente gestito
da una Società per Azioni non elimina in tal senso il carattere di
pubblicità del servizio medesimo.
b) Il cittadino con disabilità ha il sacrosanto diritto di aderire
spontaneamente a un'associazione o a un'altra, senza per questo dover patire
delle discriminazioni sul piano dei propri diritti.
c) Il fatto che Trenitalia abbia istituito sportelli specifici a favore
degli invalidi, riservando invece un trattamento diverso ai ciechi lascia
francamente perplessi e interdetti.
Cosa chiediamo a questo punto? Le soluzioni possono essere due. Quella più
logica sarebbe che le Ferrovie rilasciassero anche le tessere per i non
vedenti. Così si eliminerebbero i sospetti e si stempererebbero i contrasti
fra le associazioni. Se inoltre si decidesse di offrire il rilascio dei
cartellini di autorizzazione a livello decentrato (stazioni provinciali), si
realizzerebbe un'ulteriore qualità del servizio, perché questo avvicinerebbe
l'operazione di rilascio a cittadini spesso in difficoltà negli spostamenti.
In alternativa non si capisce perché il potere di rilascio delle
summenzionate tessere non possa essere esteso anche ad altre associazioni
che ne presentino domanda e si assumano le responsabilità connesse.
Alfio Desogus