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L'ESPRESSO NUMERO 41, 12 OTTOBRE 2009

di ALESSANDRO GILIOLI Foto di Andrea Frazzetta per L'espresso
Nati otto anni fa come diari on line, nel tempo si sono selezionati e
sono cresciuti. Fino a diventare canali Web di informazione, satira e
cultura

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Per Beppe Grillo, che ogni tanto sostiene di parlare in nome "della
Rete", non è andata benissimo: alla Blogfest di Riva del Garda
quest'anno ha vinto solo il premio per "il miglior blog andato a
puttane". Segno di un declino del comico genovese? Non necessariamente:
soltanto un'ulteriore prova che "la Rete" è per sua natura plurale,
multiforme, quindi nessuno può metterci sopra il cappello. E così,
naturalmente, anche gli ottomila e passa utenti di Internet che hanno
votato on line gli 'Oscar dei blog' (tecnicamente: Macchianera Blog
Awards) non rappresentano altro che una fetta di realtà. Tuttavia anche
dai loro umori - così come da altri indicatori - si può trarre qualche
tendenza utile a capire l'evoluzione di un fenomeno, quello dei blog,
che al suo esplodere è stato di gran moda (sei o sette anni fa) e che
adesso è diventato un po' più adulto.

Chi ha seguito i dibattiti e i barcamp della Blogfest, ad esempio, si è
accorto subito che una delle polemiche più vivaci attorno a cui si
bisticciava nel 2001-2002 pare piuttosto superata. è quella che
riguardava il concetto di 'fuffa': i blog, dicevano parecchi, non sono
altro che un mare di idiozie, con gente che scrive quel che ha mangiato
a colazione, fa commenti pesanti sulla compagna di classe o al massimo
scopiazza i giornali aggiungendo un parere da bar. Bene: grazie alla
diffusione dei social network, questo corpaccione di diari (un po'
troppo) personali e minimalisti si è in gran parte riversata su Facebook
e simili. Inevitabile: gli adolescenti aprivano i blog per ragguagliare
gli amici su se stessi e cazzeggiare con loro, cosa che ora possono fare
molto più comodamente all'interno della cerchia del social network.

Quali sono allora le caratteristiche dell'attuale blogosfera italiana?
Intanto, come si diceva, la biodiversità dei suoi protagonisti. Per un
Beppe Grillo o un Marco Travaglio che hanno successo on line anche
grazie alla loro notorietà precedente o esterna al Web, ci sono blog
emersi invece solo in Internet, grazie alla creatività dei loro
curatori. Il simbolo di questi ultimi è probabilmente Spinoza.it, sito
che alla Blogfest ha fatto incetta di premi e che conta ormai su 200
mila lettori a settimana: parecchi di più di diverse testate cartacee.
Per qualcuno è un po' il 'Cuore' dell'era digitale, in realtà è un
aggregatore di aforismi e satira politica. Qualche esempio: "69
parlamentari di centrosinistra assenti: più governo ombra di così".
Oppure: "Berlusconi dice: è inaccettabile che la Rai inviti una
prostituta. Il conduttore di Unomattina aggiunge: presidente, questa è
casa sua". E ancora: "Un confronto fra i leader del Pd? Più che un
moderatore servirà un animatore". "Pd, Mediaset promette un dibattito
imparziale. Riservandosi tuttavia di inserire le risatine". "Il Pd va
nella direzione giusta. Grazie alla forza di gravità". "Berlusconi
candidato al Nobel per la pace. Il Dalai Lama può consolarsi col
Telegatto". Tutte opera della stessa mano? No, e questo è spesso tipico
dei blog: il curatore del sito (Stefano Andreoli, 30 anni, di Cesena) ha
iniziato a spararne qualcuna da solo, poi è stato sommerso dalle
proposte dei lettori. E così nel giro di pochi mesi la macchia d'olio si
è allargata a centinaia di coautori che inviano le loro battute sia al
sito sia sulla pagina Facebook di Spinoza. Insomma, un caso esemplare di
'contenuti generati dagli utenti', come dicono i teorici del Web 2.0. Ma
Andreoli seleziona e fa l'editing di tutti i contributi, dando alla sua
pagina una peculiarità stilistica indiscutibile. Il combinato disposto
tra il materiale grezzo del sito (la comicità) e il suo meccanismo di
alimentazione (la community) ha fatto di Spinoza un piccolo fenomeno di
culto, già corteggiato da corporation della telefonia e dell'editoria.

Nello stesso filone - quello della satira politica - si è inserito con
successo il blog di Diego Bianchi in arte Zoro, un quarantenne di Roma
che ha iniziato nel 2006 postando in Rete qualche video parodistico sul
'Grande Fratello' per passare poi a raccontare nello stesso modo la sua
angoscia quotidiana di elettore del Pds-Ds-Pd privo di un partito
decente. E il boom è arrivato quando Zoro è andato con la telecamerina a
una manifestazione del Pd e ha testimoniato a modo suo l'evento, da
sotto il palco, invocando Veltroni e gli altri maggiorenti che non se lo
sono filati per niente. Il gruppo di Serena Dandini l'ha notato e oggi i
video di Zoro sono trasmessi su 'Parla con me', Raitre. Un caso di blog
che arriva ai 'mainstream media' senza alcuna notorietà pregressa, solo
per merito del suo autore.

Meno conosciuto (per adesso) dal grande pubblico è un altro sito che si
diverte e fa divertire: si chiama Paul The Wine Guy e a Riva del Garda
ha vinto il premio come blogger dell'anno. Rigorosamente anonimo ("Adoro
la riservatezza, non mi piace che il vicino di casa, il mio datore di
lavoro o il mio il panettiere sappiano cosa penso", dice a 'L'espresso')
è partito anche lui da solo per poi aprirsi ai contenuti degli utenti:
"Ricevo parecchie segnalazioni (leggasi amabili cazzate) da gente che
'passa di lì'. Ultimamente quindi del mio sacco c'è gran poco", si
schermisce. Tra i meriti di Paul - oltre a una rassegna di locandine di
quotidiani vere ma al limite dell'assurdo - c'è il gioco dei cosiddetti
'generatori automatici' con cui sfottere i potenti. Un esempio?
Pierferdinando Casini tappezza le città con un suo manifesto e la
scritta "Un Disegno Comune", facendo emergere le iniziali in rosso come
acronimo di Udc; subito dopo Paul mette nel suo sito un sistema per cui
chiunque può inventare un altro slogan e metterlo sul manifesto
(digitale) tenendo ferme le iniziali Udc: Ubbidisci Dio Comanda, Unione
Dei Carcerati, Unto dal Cavaliere, Una Deludente Comparsa, Un Divorziato
Cattolico. Quest'ultimo ha iniziato a circolare viralmente in Rete al
punto da trarre in inganno un giornalista di 'Panorama' che ha creduto
alla sua autenticità, scrivendo che in quello slogan "passato e presente
di Casini si fanno rivendicazione politica".

Ma i blog non sono solo satira, anzi. E tra quelli più seguiti ce ne
sono alcuni che hanno creato una nuova 'grammatica' giornalistica che
sta a poco a poco tracimando nella carta stampata: uno stile in cui, ad
esempio, la prima persona non è più vietata, l'eventuale errore commesso
si ammette chiedendo scusa e senza cancellare il testo errato, il
'furto' da altri blog e-o siti non è vietato ma anzi incoraggiato purchè
avvenga con citazione. Le fonti insomma vengono sempre linkate, e nella
polemica - anche la più aspra - bisogna mantenere un livello di civiltà
che i confronti in tivù nemmeno si sognano. A stabilire queste regole
non è stato nessuno (sono stati i meccanismi stessi di autocorrezione
della Rete a imporle, un po' come avviene per le voci di Wikipedia) ma
due blog di lunga data come Wittgenstein e Manteblog le hanno praticate
fin dall'inizio, ispirando parte della Rete italiana. Wittgenstein è il
diario on line di Luca Sofri, che ha aperto il suo blog quando in Italia
ancora nessuno sapeva neppure che cosa fossero. Manteblog è invece il
sito di Massimo Mantellini, che pure è emerso in Internet senza
notorietà precedente ma ha acquisito nel tempo un'autorevolezza
riconosciuta soprattutto per quel che riguarda le questioni più
politiche e 'filosofiche' legate all'evoluzione della Rete e ai suoi
rapporti con l'editoria tradizionale.

Ma tra le conseguenze della crescita dei blog, del loro diventare
adulti, c'è anche la differenziazione per temi. Alla Blogfest di Riva
del Garda hanno provato a individuarne alcuni. Come - inevitabile -
l'erotismo: categoria in cui ha trionfato il sito Pensieri senza
mutandine, opera della venticinquenne milanese Sophie, che lavora in una
redazione Web. In tutt'altro settore ci sono Autoblog, AllaGuida,
Motoblog, Profondo Rosso e Racing, che si sono contesi il titolo di
miglior blog motoristico (ha vinto il primo). Cineblog si è aggiudicato
l'award nella categoria cinema. Un tocco di Zenzero ha sbaragliato altri
ottimi siti in quella gastronomica. E un trentaduenne della provincia di
Piacenza - Mauro Zucconi - con il suo blog letterario (Come diventare il
mio cane) già prima di vincere l'award era riuscito a pubblicare un paio
di libri grazie al sito.

Ma forse la vittoria più sintomatica per spiegare l'evoluzione della
blogosfera è stata quella di Paolo Attivissimo, curatore del
Disinformatico.it, categoria dei blog tecnici. L'autore in questione -
un informatico italiano che vive in Svizzera - da anni si batte con
dati, numeri, prove scientifiche e altro per smontare una per una le
bufale che circolano (anche) in Rete: dalle teorie cospirazioniste
sull'11 settembre alle scie chimiche, fino alla recente paranoia
collettiva per la presunta fine del mondo in arrivo nel 2012. Singolare
no? La televisione è piena di trasmissioni tipo 'Stargate' o 'Voyager',
mentre in Rete si premia un sito personale serio e scientifico che
smonta presunti misteri occulti e complotti globali. Meno male che a
essere poco seri e scarsamente affidabili dovevano essere i blog.

www.piovonorane.it
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