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Microsoft sgancia un grappolo di patch
art. postato da Angela Delicata su smanettando, 14\10\2009, h. 19.38.
Ed ora, un po' di pubblicità
:PI: Microsoft sgancia un grappolo di patch
mercoledì 14 ottobre 2009di Alessandro Del Rosso Commenti (0)
Microsoft sgancia un grappolo di patch
BigM ha pubblicato 13 bollettini di sicurezza che correggono oltre una trentina
di vulnerabilità in praticamente tutti i più importanti prodotti made in
Redmond. Grosso carico di patch anche da Adobe
Roma - Da dove cominciare? È questa la domanda che moltissimi amministratori di
sistema si staranno ponendo di fronte all'eccezionale carico di patch appena
riversato da Microsoft sugli utenti di Windows. Un carico di aggiornamenti che
non trova eguali nella storia del big di Redmond: si parla di 13 bollettini di
sicurezza che correggono, nel complesso, ben 34 vulnerabilità.
I bollettini di sicurezza di questo mese stabiliscono un altro primato negativo:
per almeno sette delle vulnerabilità corrette esistono uno o più exploit
pubblici, in taluni casi già utilizzati dai cracker per lanciare attacchi o
forgiare malware. Tra queste vulnerabilità vi sono quelle ormai note relative al
protocollo di rete SMBv2 (bollettino MS09-050) e al servizio FTP di Internet
Information Service (MS09-053), e si è aggiunta proprio nelle scorse ore la
falla descritta nel bollettino MS09-051 relativa al componente Windows Media
Runtime: tale debolezza può consentire ad un aggressore di eseguire del codice a
sua scelta inducendo un utente ad aprire un file audio o video. Questo bug è
stato classificato della massima pericolosità per ogni versione di Windows
interessata dal problema (sono immuni solo le due più recenti versioni, Windows
7 e Windows Server 2008 R2).
Un altro bollettino a cui gli esperti danno massima priorità è l'MS09-062, che
sistema otto differenti vulnerabilità nella GDI+ (Graphics Device Interface) di
Windows. Questo componente, considerato un retaggio del passato, si trova
integrato in moltissimi prodotti Microsoft, inclusi Windows XP, Vista, Server
2003, Server 2008, IE, MS.NET Framework, e tutte le versioni ancora supportate
di Office, SQL Server, Visual Studio e Forefront Client Security."Il numero di
prodotti interessati da queste vulnerabilità è immenso - ha commentato Jason
Miller, security and data team manager di Shavlik Technologies - Il componente
GDI è praticamente ovunque, ed è in giro ormai da un bel po' di tempo".
Sotto i riflettori anche le due vulnerabilità descritte nel bollettino MS09-056
e relative all'interfaccia di programmazione CryptoAPI di Windows. Sebbene tali
debolezze non siano state classificate "critiche", ma solo "importanti",
interessano tutti gli utenti di Internet Explorer e delle versioni Windows di
Google Chrome e Apple Safari.
Come dimostrato nel recente caso che ha visto protagonista PayPal, i due bug
possono essere sfruttati da un malintenzionato per forgiare un certificato SSL
fasullo e, di conseguenza, portare a compimento vari attacchi basati sulla
falsificazione dell'identità digitale di un utente: ad esempio, il dirottamento
di connessioni Internet cifrate con il protocollo SSL, la contraffazione della
firma digitale nelle email o, ancora, lo spoofing di un sistema di
autenticazione basato sui certificati digitali.
Va detto che per arginare il problema Apple si è mossa con largo anticipo, poi
seguita anche da Google, filtrando nel proprio browser la sequenza di caratteri
con cui era possibile innescare la falla. Ora BigM ha sistemato il problema a
monte, patchando direttamente l'API incriminata.
Rimangono da citare il bollettino MS09-051, che descrive una vulnerabilità in
Windows Media Player sfruttabile mediante file multimediali in formato Windows
Media; l'MS09-054, che contiene un update cumulativo per IE considerato della
massima pericolosità per tutte le versioni di Windows, Seven incluso;
l'MS09-055, che raccoglie un certo numero di kill bit vecchi e nuovi relativi a
controlli ActiveX insicuri; l'MS09-057, che corregge un bug sfruttabile a
distanza nel servizio di indicizzazione di Windows; l'MS09-060, relativo
all'ormai vecchia conoscenza Active Template Library (ATL), che in questo caso
mette a rischio gli utenti di Office; l'MS09-061, il quale risolve tre
vulnerabilità sfruttabili in modalità remota nel MS.NET Common Language Runtime;
l'MS09-058, riguardante una vulnerabilità del kernel di Windows
2000/2003/2008/XP/Vista sfruttabile per elevare i propri privilegi; e
l'MS09-059, il quale risolve una debolezza nel Local Security Authority
Subsystem Service potenzialmente sfruttabile, in tutte le versioni ancora
supportate di Windows, per lanciare attacchi di denial of service.
Come ormai tradizione, per aiutare gli amministratori di sicurezza a stilare un
elenco delle patch prioritarie, sul blog del Microsoft Security Response Center
sono state pubblicate due tabelle sinottiche: una generale, l'altra specifica
sul severity ed exploitability index. Un'altra tabella che aiuta a valutare a
colpo d'occhio le vulnerabilità più importanti, distinguendo il livello di
pericolosità tra sistemi client e server, è quella pubblicata qui dall'Internet
Storm Center.
Il mega aggiornamento di Adobe
Un pesante fardello di patch, in tutto 29, è stato sganciato ieri anche da
Adobe. Il mega aggiornamento riguarda Adobe Reader e Acrobat, e risolve bug già
sfruttati o potenzialmente sfruttabili dai cracker per creare file PDF maligni,
capaci di eseguire del codice dannoso.
Tra le falle corrette dall'update vi sono quelle descritte da Adobe in un
recente advisory di sicurezza e già sfruttate da alcuni malware.
Adobe raccomanda ai propri utenti di installare non appena possibile le più
recenti versioni di Reader e Acrobat, la 9.2 e la 8.1.7. L'azienda ha altresì
rilasciato ad un ristretto numero di tester una nuova tecnologia di
aggiornamento che, secondo Adobe, rende il processo di notifica, download e
applicazione delle patch più semplice, efficiente e puntuale.
Alessandro Del Rosso