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La figuraccia di Careggi: diapositive per i non vedenti!

corriere fiorentino del 09\10\2009.

Careggi: diapositive per i non vedentiIl caso Il secondo incontro è stato
boicottato per protesta, anche da chi vede. Gaffe al corso per i dipendenti
del call center. Poi le scuse.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

FIRENZE - A Careggi, un grande ospedale, una grande azienda, può succedere
di tutto. Ci sono gli interventi straordinari, ci sono le eccellenze della
ricerca, ci sono i cantieri per il futuro grande policlinico e ci sono le
gaffe , su cui, per fortuna, la direzione ammette di aver inciampato e «si
scusa». Anche perché questa storia che andiamo a raccontare ha quasi dell'incredibile.
Ma come è potuto accadere che un corso di aggiornamento interno frequentato
anche da ipovedenti e non vedenti fosse centrato sulla proiezioni di
immagini? Che la cosa sia andata avanti martedì e giovedì della settimana
scorsa fino alla protesta e al boicottaggio da parte di tutti i
partecipanti, vedenti e non?
Non ci sono giustificazioni, si è trattato di un errore che però ha
mortificato alcuni dei sei ipovedenti e non vedenti. Quello che è accaduto
lo racconta uno dei protagonisti della vicenda che chiede l'anonimato e che
chiameremo Andrea: «L'azienda vuole fare un centro integrato. Ossia unire il
centralino di Careggi, dove lavorano ipovedenti e non vedenti, al call
center, una sorta di numero interno che i reparti contattano quando succede
un problema tecnico, come il guasto all'aria condizionata o la rottura di un
tubo. L'addetto del call center poi deve compilare una nota, firmarla e
contattare chi può rimediare al problema».
Da circa due anni, Careggi sta lavorando a questa riorganizzazione del
servizio che coinvolge circa una ventina di persone. La settimana scorsa
partono i corsi di aggiornamento sia per gli addetti al call center sia per
quelli del centralino, tutti insieme anche per lo scambio necessario di
informazioni sui reciproci lavori. I dipendenti vengono divisi in due gruppi
e per comodità c'è chi frequenta il corso il martedì e chi il giovedì.
Martedì Andrea si presenta a «lezione»: «Entriamo in aula, ci fanno sedere
attorno a un tavolo e cominciano a proiettare queste immagini che spiegano
cosa fare al call center. Già le persone che ci vedono bene, dicevano che
facevano fatica a distinguere le immagini, proiettavano le figure dei tasti
da premere sul computer. Il corso lo teneva un esterno ma credo che sia
stato organizzato dai tre coordinatori del centro integrato che ancora non c'è.
Comunque sia, io sono uscito, era una cosa troppo mortificante».
Giovedì il copione non cambia. I dipendenti di centralino e call center
allora scrivono una lettera ai responsabili di Careggi dove si dice che non
hanno intenzione di rientrare in aula. «È stata una cosa che ci ha fatto
piacere, poi ieri (mercoledì, ndr ) abbiamo parlato anche con i sindacati e
con due dirigenti di Careggi che alla fine si sono scusati. Hanno capito di
aver fatto una cavolata».
Si ritorna però alla domanda iniziale. Come è potuto succedere? Ci spiega
tutto Andrea.
La sua versione coincide con quella di Careggi. «Non capisco come l'azienda
non fosse a conoscenza della presenza di non vedenti tra i dipendenti. È
stata una mortificazione per molti noi, da quello che ho capito davano per
scontato che ipovedenti e non vedenti sarebbero rimasti al centralino, come
se noi non fossimo in grado di fare un lavoro più difficile, di progredire.
Io questa sfida la voglio affrontare, per me è un'opportunità ». Le parole
di Andrea hanno colpito a tal punto i dirigenti di Careggi che il corso ieri
è stato sospeso e verrà riproposto in modo da renderlo accessibile anche a
chi non vede. «Sono ipovedente dalla nascita, giuro che non mi è mai stato
regalato niente. Quando ero piccino fin dall'asilo a mia mamma dicevano 'suo
figlio non può fare questo o quel-- l'altro'. A 12 anni vengono a dirlo a
me. Mi sono laureato a Firenze e anche all'università dicevano tu non puoi
qui non puoi là. In terza superiore mi hanno rimandato in educazione
fisica...Meglio essere padroni all'inferno che schiavi in paradiso dico io.
Non può succedere lo stesso a Careggi e questo ho detto ai dirigenti».
«La cosa più corretta e giusta da fare - dice Luigi Setti, responsabile del
personale dell'azienda ospedaliero-universitaria - è chiedere scusa, anche
se c'è sempre una spiegazione. Chi ha organizzato il corso non pensava che
vi partecipassero anche ipovedenti e non vedenti, è stata una cosa
spiacevole. Ci siamo resi conto dell'errore e siamo rimasti colpiti
positivamente dalle parole di alcuni di loro che vogliono essere messi nelle
condizioni di progredire professionalmente. Questo è un fatto positivo e
allora ci fermiamo e riprogettiamo i corsi».

Alessio Gagg