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Ipovedente, niente università!

art. postato da Carlo su incensuraty, 09\10\2009, h.

La Provincia di Cremona del 09-10-2009Ipovedente,
niente universitàLa decisione a causa di una valutazione dell'Asl. L'unione
ciechi annuncia ricorso. Una 20enne esclusa dai corsi sanitari di Brescia

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:

CASALBUTTANO - Da «condizione invalidante» a «ostacolo» che preclude la
frequenza a un corso di laurea: essere ipovedente, a volte, non è solo una
forma di disabilità con cui dover imparare convivere. «Limita il diritto
allo studio e impedisce il realizzarsi dei sogni». E il sogno di Mara
Parmigiani, ventenne di Casalbuttano, era quello di fare la fisioterapista.
Ma essendo ipovedente, dovrà rinunciarvi. Fatto il test d'ingresso dell'Università
degli studi di Brescia, Mara è entrata nella graduatoria di ammissione per
il corso di laurea in assistente sanitaria, che lei stessa aveva indicato in
alternativa a fisioterapia, da cui è rimasta esclusa. Ma il percorso di
studi di Mara, a quanto pare, non inizierà nemmeno: non potrà infatti
frequentare nessuno dei due corsi di laurea. Nei giorni scorsi una
comunicazione dell'Asl di Cremona (prevista in questi casi dal regolamento
universitario) l'ha giudicata non idonea a frequentare il corso di laurea a
cui è stata ammessa. Sulla base della valutazione dell'Asl, infatti, l'università
di Brescia ha deciso di precludere alla ragazza l'accesso al corso: «Le
lauree delle professioni sanitarie - precisa Francesco Donato, presidente
del consiglio di corso di laurea in assistenza sanitaria dell'Università di
Brescia - sono direttamente abilitanti all'esercizio della professione. Ciò
significa che un laureato, a differenza di quanto avviene per la facoltà di
medicina, può esercitare subito la professione. Per questo, viste le
condizioni di salute della ragazza, come università ci siamo preoccupati di
valutare fin dall'inizio la sua idoneità psico-fisica, per lasciarle la
possibilità di scegliere altri corsi di laurea, nei quali il suo deficit
visivo non è considerato di ostacolo alla professione». Il veto dell'Università
ha travolto come un fiume in piena il futuro di Mara, cancellandone i
progetti e cambiandone il destino: «Mi hanno detto - spiega Mara - che
riceverò presto una comunicazione dell'Università in cui mi verrà notificata
la mia esclusione da tutti i corsi scelti, nonostante abbia superato con
successo il test d'ingresso. In questo modo, perderò un anno di studio.
Infatti, era mia intenzione frequentare il corso per assistente sanitaria,
non per laurearmi in quella materia e svolgere un giorno la professione, ma
solo per sostenere alcuni esami in comune anche a fisioterapia e ritentare
il prossimo anno il relativo test d'ingresso. Come si può definire questo
comportamento se non una negazione del diritto allo studio? E non vengano a
dirmi che non c'è discriminazione!». Intanto, sulla vicenda, l'Unione
Italiana Ciechi di Cremona annuncia ricorso.

Michela Cot