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Banda larga in Italia? No, c'è l'influenza suina!

art. postato da W. Broccoli su smanettando, 30\09\2009, h. 07.21.

Negli ultimi mesi, da più parti segnalano come in Italia l'uso di Internet
non sia così diffuso come le martellanti pubblicità degli operatori
telefonici
potrebbero far credere: confermando sostanzialmente i dati dell'Unione
Europea,
l'Osservatorio Digitale Italia 2.0 ha rilevato che i navigatori italiani
corrispondono a circa la metà della popolazione.
L'Osservatorio, organizzato da Confindustria, ha analizzato un campione di
popolazione composto da persone tra i 15 e i 74 anni: di questi, solo il 47%
usa la Rete.
Nel mondo del lavoro le cose non vanno meglio: i dati globali parlano di un
terzo delle aziende che ancora non sfrutta le possibilità di Internet, cifra
che sale al 43% considerando soltanto le microimprese.
A peggiorare la situazione contribuisce il digital divide che ancora
colpisce una parte minoritaria ma rilevante della popolazione: il 12% degli
italiani
non ha accesso alla banda larga.
Quelli che invece sono così fortunati da avere una Adsl nella maggior parte
dei casi non arrivano nemmeno vicini a velocità da vera banda larga, intorno
ai 20 Mbit/s, neppure se ufficialmente il loro contratto lo prevede: per lo
più queste connessioni si fermano a 10 Mbit/s.
Esisteva, in realtà, una strategia studiata per porre rimedio a questa
situazione: il cosiddetto "piano Romani", dal nome del viceministro che
l'ha proposto,
prevedeva la diffusione della banda larga in tutto il Paese entro il 2012,
garantendo 2 Mbit/s a ogni cittadino digitale.
Il tutto sarebbe costato 1,47 miliardi di euro, una cifra consistente di
cui fino a qualche tempo fa erano già disponibili 800 milioni.
Poi è arrivata l'influenza A e i soldi sono stati dirottati in blocco verso
l'acquisto dei vaccini.
A svelare quanto molti sospettavano è stato il presidente di Telecom
Italia, Gabriele Galateri di Genola, proprio in occasione dell'Osservatorio
Italia
Digitale: "Degli 800 milioni stanziati per la banda larga non ne abbiamo
visto nemmeno uno" - ha dichiarato ai presenti - "e a un certo punto
qualcuno
mi ha detto: 'Vuoi i soldi per la banda larga o i vaccini per i bambini?'".
Pur con tutta la comprensione possibile per la prevenzione e la cura della
salute, tenere anche qualcosa da parte (senza necessariamente sottrarlo ai
vaccini)
per rimediare al divario digitale non sarebbe stato tanto male, considerati
gli effetti positivi che ciò avrebbe avuto sull'economia.
È l'Ocse a sottolinearlo, dichiarando che secondo i suoi studi ogni euro
speso per la banda larga genera 4 euro di Pil e creando posti di lavoro.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

fonte:
http://www.zeusnews.com/news.php?cod=11056