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Windows 7: presentazione ed introduzione all'uso della versione finale
Gabriele su uic h.e., 29\09\2009, h. 19.21.
Windows 7 sarà sugli scaffali dei negozi a partire del 22 ottobre 2009. Di
seguito vi proponiamo un'anticipazione di tutto ciò che troverete nella
versione definitiva del sistema operativo. I nostri test sono stati svolti
sulla versione "RTM" (Release to manufacturing; versione 6.1.7600) di
Windows 7 che ci è stata consegnata nelle scorse settimane. Si tratta di una
versione di Windows 7, così come qualunque "RTM", identica alla release
finale - fatta eccezione, com'è ovvio, per la presenza di eventuali bug
residui che verranno risolti nell'ultima fase di testing -.
La versione "RTM" che ci è stata recapitata è in inglese non essendo ancora
disponibili le versioni localizzate nelle varie lingue. Tuttavia, abbiamo
potuto tradurla in italiano installando il "language pack" ufficiale -
disponibile già ai tempi della "Release Candidate" - proposto, come
aggiornamento opzionale, direttamente attraverso il servizio Windows Update.
Ed ora, un po' di pubblicità
:Le "edizioni" di Windows 7
Sei sono le "edizioni" di Windows 7 alcune delle quali non disponibili in
Italia così come in ambito europeo: Starter Edition, Home Basic, Home
Premium, Professional, Enterprise ed Ultimate. La versione "Starter Edition"
è riservata unicamente ai "mercati emergenti" (così come la "Home Basic") ed
ai sistemi netbook che, in forza delle configurazioni hardware più ridotte
rispetto ai tradizionali computer desktop e portatili, necessitano di una
versione di Windows più "snella". Le edizioni "Home Premium", "Professional"
ed "Ultimate" saranno disponibili anche in versione "retail" ossia
acquistabili anche "in scatola", contenente il DVD d'installazione. La
versione "Enterprise" si rivolge invece alle aziende con piani di acquisto
di licenze d'uso "a volume".
Le edizioni più "comuni", sulle quali presumibilmente Microsoft investirà
maggiormente, sono la Home Premium e la Professional (quest'ultima, è
assimilabile alla versione "Business" con la quale viene commercializzato
Windows Vista). Ogni edizione di Windows 7 include tutte le funzionalità
integrate nelle versioni poste sui "gradini" inferiori. In quest'ottica si
inquadra il programma "Windows Anytime Upgrade" che consente a qualunque
utente, già in possesso di una licenza d'uso valida di Windows 7, di passare
ad una versione più completa del sistema operativo. Il DVD d'installazione
di Windows 7, tra l'altro, include tutte le edizioni del sistema: è poi
l'inserimento del codice prodotto che consente l'installazione sul disco
fisso di una versione più o meno completa.
Diversamente rispetto a quanto anticipato in un primo tempo, Microsoft non
metterà più in commercio, in Europa, una versione speciale di Windows 7
(avrebbe dovuto chiamarsi "E"), scevra di Internet Explorer. Per venire
incontro alle possibili richieste avanzate dalla Commissione Europea in
merito all'"apertura" del sistema operativo ai browser "concorrenti",
Windows 7 - così come, successivamente, anche le precedenti versioni di
Windows - proporrà il cosiddetto "ballot screen". Si tratta di una schermata
attraverso la quale l'utente può decidere di scaricare ed installare uno dei
principali browser alternativi ad Internet Explorer: Firefox, Safari, Chrome
ed Opera.
Prima di arrivare al nome Windows 7, il "neonato" tra i sistemi operativi di
Microsoft era conosciuto con i nomi in codice "Blackcomb" e "Vienna". Più di
recente i vertici dell'azienda hanno optato per Windows 7 per sottolineare
come si tratti della settima versione del sistema operativo. In realtà non è
proprio così dal momento che il numero di versioni di Windows storicamente
rilasciate è maggiore: Microsoft sembra però aver voluto suddividere le
precedenti release in "famiglie". Il primo Windows nacque nel 1985, il
secondo nel 1987, Windows 3.0 (1990) e Windows 3.1 (1992) sono stati
considerati come un'unica "famiglia", così come i successivi Windows 95
(1995), 98 (1998), 98 SE (1999) e ME (2000). I numeri di versione di questi
ultimi sistemi operativi (verificabili digitando ver al Prompt dei comandi)
iniziano infatti sempre con il numero "4". La quinta generazione è composta
da Windows 2000 e Windows XP (numeri di versione 5.0 e 5.1) mentre la sesta
da Windows Vista (digitando ver al prompt dei comandi viene restituito 6.0
come numero di versione; analogo risultato è ottenibile scrivendo winver e
premendo Invio). Windows 7 è quindi considerato come il settimo grande
sistema operativo, sebbene il suo numero di versione inizi per 6.1. La
scelta ha voluto in qualche modo replicare quella operata nel caso di
Windows XP: non cambiare il numero iniziale aiuta molto in termini di
compatibilità software, soprattutto per ciò che riguarda l'utilizzo delle
API.
Nelle intenzione di Microsoft, Windows 7 dovrebbe essere l'ultimo sistema
operativo distribuito contemporaneamente nelle versioni a 32 e 64 bit.
Installare qualunque versione di Windows 7
Abbiamo detto che il DVD d'installazione di Windows 7 integra tutto il
necessario per installare e configurare qualunque versione del sistema
operativo, sino ad arrivare alla Ultimate - la più completa -. Mentre la
procedura d'installazione di Vista richiedeva la scelta dell'edizione da
installare sul disco fisso, Windows 7 non propone più questa finestra di
scelta e procede a caricare sul sistema l'edizione del sistema operativo
specificata nel file \sources\ei.cfg all'interno del DVD. Si tratta di file
di testo che può essere agevolmente aperto con qualunque editor: in
corrispondenza della sezione [EditionID] noterete l'indicazione
dell'edizione di Windows 7 che verrà installata di default.
Per fare in modo che la finestra di scelta dell'edizione compaia nuovamente
all'atto dell'avvio dell'installazione di Windows 7, si dovrà eliminare il
file ei.cfg dal DVD. La procedura, appannaggio degli utenti più smaliziati,
prevede la creazione di un'immagine del contenuto del DVD, l'eliminazione
del file ei.cfg e la conseguente rimasterizzazione del supporto.
Ovviamente si dovrà possedere un codice prodotto regolare, associato alla
propria licenza d'uso, per installare ogni specifica edizione del sistema
operativo.
Il programma "ei.cfg removal utility", prelevabile all'indirizzo
http://code.kliu.org/misc/win7utils, consente di rimuovere il file ei.cfg da
qualunque file d'immagine ISO di Windows 7 senza la necessità di estrarne il
contenuto e ricostruire successivamente la ISO. La piccola utilità basa il
suo funzionamento sull'utilizzo del bit di rimozione all'interno della
tabella UDF del file ISO associato al file ei.cfg. Grazie a questo
approccio, l'eliminazione del file avviene istantaneamente ed è sempre
reversibile.
La procedura d'installazione
L'installazione di Windows 7 non presenta particolari novità rispetto a
quella di Vista tranne per il fatto di essere un tantino più snella di
quella che caratterizzava il predecessore. Complessivamente, Windows 7 viene
installato in circa 15-45 minuti di tempo a seconda della configurazione
hardware impiegata. Ove possibile, sebbene poi sia necessario provvedere a
reinstallare tutte le applicazioni utilizzate e ripristinare tutti i propri
dati (a meno che non si abbia avuto l'accortezza di memorizzare, sempre,
documenti e file personali in una partizione separata da quella utilizzata
da Windows), è bene operare una installazione "da zero" di Windows 7.
L'aggiornamento a Windows 7 partendo da Vista richiede invece, in generale,
più tempo per poter essere portato a completamento. In questo caso, l'attesa
per giungere a visualizzare il desktop di Windows 7, ad installazione
ultimata, può arrivare anche a qualche ora se sul sistema sono presenti
molte applicazioni e se sul disco fisso vengono conservati grandi
quantitativi di dati (maggiori informazioni in proposito sono pubblicate a
questo indirizzo).
L'interfaccia grafica
Ad una prima occhiata, dopo aver completato l'installazione, l'interfaccia
di Windows 7 (Aero) non appare molto diversa da quella che caratterizza
Windows Vista.
Subito, però, a mettersi in evidenza è la nuova barra delle applicazioni che
si propone come sostituto sia per la vecchia "barra di avvio veloce" sia per
la precedente "taskbar". Le icone mostrate informano l'utente sia sulle
applicazioni che sono in esecuzione, sia su quelle che possono essere
rapidamente avviate senza ricorrere al menù Tutti i programmi.
Lasciando il puntatore del mouse su una qualsiasi delle icone visualizzate
nella barra, Windows 7 mostra un'anteprima del contenuto della finestra
dell'applicazione indicata. Se, mediante la medesima applicazione, si sono
aperte più finestre oppure se sono state avviate più istanze del programma,
l'interfaccia di Windows 7 ne mostra le varie anteprime sotto forma di
"miniatura". Muovendo il puntatore del mouse sulla finestra di anteprima, ne
verrà visualizzata istantaneamente la versione ingrandita.
Qualunque finestra può essere chiusa anche dalla sua "miniatura" cliccando
sul piccolo pulsante a forma di "X" di colore rosso.
Le icone di Internet Explorer, Esplora risorse e Windows Media Player
vengono permanentemente proposte nella barra delle applicazioni. Per fare in
modo che l'icona che consente l'avvio di un qualunque altro programma venga
sempre mostrata nella barra delle applicazioni, è sufficiente fare clic con
il tasto destro del mouse su di essa quindi scegliere la voce Aggiungi
questo programma alla barra delle applicazioni. In alternativa è sempre
possibile trascinare nella barra delle applicazioni qualunque collegamento a
file eseguibili.
Per capire a colpo d'occhio se un'icona si riferisca ad un programma in
esecuzione, è sufficiente controllare se essa sia inserita in un riquadro
trasparente. Se il riquadro è assente, significa che si ha a che fare con un
"collegamento" ad un'applicazione non ancora avviata.
Se l'icona sembra "impilata" su altre icone significa che il programma in
questione, in esecuzione, ha aperto più finestre oppure più schede (al
momento Firefox 3.5.3 non risulta compatibile con questa funzionalità mentre
lo è, ovviamente, Internet Explorer 8.0).
Sempre in tema di browser web, utilizzando specifiche API, i programmatori
possono interfacciarsi con la barra delle applicazioni di Windows 7 così da
mostrare graficamente, ad esempio, lo stato di avanzamento di una operazione
come, per esempio, il download di un file da Internet.
A beneficio di coloro che amano eseguire operazioni mediante la tastiera,
Windows 7 offre nuove combinazioni di tasti per sveltire il lavoro: premendo
il tasto Windows ed un numero compreso tra 1 e 9, è possibile richiedere
l'esecuzione immediata delle applicazioni elencate, da sinistra a destra,
nella barra.
Le "jump list"
Cliccando con il tasto destro del mouse su un'icona della barra delle
applicazioni, Windows 7 riassume le operazioni effettuate più di frequente,
le cartelle più utili o, nel caso di Internet Explorer, la cronologia dei
siti web consultati. L'insieme di tali elementi è stato battezzato "jump
list". Nel caso di Internet Explorer 8, cliccando sull'icona mostrata nella
barra delle applicazioni, si troverà ad esempio un accesso veloce alla
funzionalità InPrivate che permette di navigare sul web senza lasciare
alcuna traccia, sul personal computer in uso, delle attività condotte in
Rete.
Con un clic con il tasto destro del mouse sulle applicazioni che compongono
la suite Office di Microsoft, si possono accedere ad altre interessanti
opzioni tra le quali la possibilità di aprire velocemente gli ultimi
documenti sui quali si è lavorato oppure inserire nel menù quelli
"preferiti", da mantenere sempre sotto mano.
Le "jump list" diverranno presumibilmente sempre più utili non appena un
sempre maggior numero di sviluppatori si sarà adeguato alle nuove specifiche
di Windows 7. L'ultima versione della suite opensource OpenOffice.org
(release 3.1.1) è per esempio già pienamente compatibile con il sistema
operativo "ultimo nato" di casa Microsoft.
Aero Peek: "sbirciare" sul desktop e su qualunque finestra
I lettori più attenti noteranno immediatamente la mancanza dell'icona
"Mostra desktop", presente in tutte le precedenti versioni di Windows. Tale
pulsante è stato infatti "confinato" all'estrema destra della barra delle
applicazioni di Windows 7: cliccandolo tutte le finestre saranno
immediatamente ridotte ad icona e verrà visualizzato il contenuto del
desktop. Con un secondo clic verrà ripristinata la precedente situazione.
Lasciando il puntatore del mouse, per qualche istante, sull'icona "Mostra
desktop", si potrà invece dare una "sbirciata" (traduzione italiana del
verbo "to peek") al desktop mentre i bordi delle varie finestre aperte
continueranno a risultare in primo piano.
Il desktop del sistema operativo è visualizzabile, comunque, anche premendo
il tasto Windows + D.
Anche la funzionalità richiamabile ricorrendo alla combinazione di tasti
ALT+TAB è stata migliorata grazie all'impiego di Aero Peek.
La stessa barra delle applicazioni affonda le sue radici in Aero Peek: nel
caso in cui tale caratteristica dovesse essere manualmente disattivata,
anche le anteprime delle finestre aperte - mostrate fermando il puntatore
del mouse su una qualunque icona - non comparirebbero più.
Degne di nota sono alcune novità legate all'ingrandimento ed alla riduzione
ad icona delle finestre (Aero Snaps): trascinando la barra del titolo di
qualunque finestra sul lato superiore dello schermo, questa sarà
immediatamente ingrandita. Spostando nuovamente la barra del titolo verso il
basso e rilasciando il pulsante sinistro del mouse, la finestra tornerà ad
assumere la dimensione originaria.
Trascinando qualunque finestra sul lato sinistro o sul lato destro del
desktop, questa verrà automaticamente ridimensionata in modo da occupare
l'esatta metà dello schermo.
"Scuotendo" con il puntatore del mouse la barra del titolo di qualunque
schermata, tutte le altre finestre mostrate a video verranno automaticamente
ridotte ad icona (Aero Shake); effettuando la medesima operazione, potrà poi
essere ripristinata l'impostazione originaria.
Un'area di notifica più "pulita"
L'area di destra della barra delle applicazioni di Windows 7, così come
accade nelle precedenti versioni del sistema operativo, è occupata dalla
cosiddetta "area di notifica". Con l'obiettivo di ridurre lo spazio occupato
dalle icone di notifica, Windows 7 offre la possibilità di personalizzare il
"look" di quest'area. All'utente vengono adesso forniti anche gli strumenti
per "tacitare" completamente delle notifiche che dovessero essere ritenute
troppo "zelanti".
Il menù Start di Windows 7 non presenta particolari innovazioni, fatta
eccezione per la possibilità di estendersi ulteriormente così da occupare
tutta l'area disponibile (un esempio è visionabile cliccando sulla freccia
in corrispondenza della voce Attività iniziali).
Lo spegnimento del sistema può essere richiesto cliccando su un pulsante
autoesplicativo (in Vista era piuttosto confusionario) mentre l'ibernazione,
la sospensione, il riavvio del sistema, la disconnessione o il cambio
dell'utente possono essere invocati attraverso un menù aggiuntivo (pulsante
freccia).
I "gadget" prendono il posto della "sidebar" di Windows Vista
La barra visualizzata su un lato dello schermo in Vista (detta "sidebar"),
contenente piccole applicazioni (ad esempio, per impostazione predefinita,
un orologio, un gestore delle note, informazioni meteo, feed RSS e così via)
scompare definitivamente per lasciare il posto ai "gadget": ciascun elemento
che in Vista era parte integrante della "sidebar", appare in Windows 7
direttamente sul desktop svincolandosi quindi da qualsiasi "barra". Ogni
"gadget" può essere posizionato liberamente sul desktop di Windows 7 e non
risulta "ingabbiato" in alcun modo.
Sicurezza
La funzionalità UAC è stata resa meno "invadente"
Vista è stato criticato anche per come è stata implementata la funzionalità
UAC (User Account Control). Essa mira a limitare la libertà d'azione delle
applicazioni installate impedendo automaticamente l'effettuazione di
interventi sulle aree chiave del sistema operativo. Le modifiche possono
essere applicate solo dietro esplicita autorizzazione da parte dell'utente,
al quale vengono visualizzate apposite finestre a comparsa. Ciascuna
finestra pop-up permette di consentire oppure negare ogni singola
operazione. Gli utenti di Windows Vista hanno spesso lamentato l'"invadenza"
di UAC segnalando la comparsa di messaggi di allerta anche compiendo
operazioni, spesso, considerate assai banali o comunque di routine.
La versione di UAC integrata in Windows 7 avvisa sì l'utente nel caso in cui
vengano poste in essere azioni potenzialmente pericolose ma riduce al minimo
il numero dei messaggi di allerta ponendo l'accento solamente sugli
interventi intentati da programmi o procedure automatizzate. L'obiettivo è
quello di "imbrigliare" eventuali malware che dovessero riuscire ad
insediarsi sul sistema limitandone pesantemente la libertà d'azione e, di
conseguenza, i danni causabili. Rispetto a Vista, Windows 7 mette a
disposizione una finestra che permette di configurare - secondo l'esperienza
dell'utente - le situazioni in cui debbono essere mostrati i messaggi
d'allerta. Windows 7 è anche in grado di avvertire l'utente qualora si sia
diagnosticata una variazione delle impostazioni di UAC: in questo modo,
Microsoft vuole prevenire i tentativi di modifica del comportamento tenuto
dalla funzionalità perpetrati da parte di componenti dannosi.
La ricetta di Windows 7 per quanto riguarda UAC sembra finalmente combinare
l'usabilità con l'esigenza di poter fidare su un buon livello di sicurezza.
L'utente di Windows 7 noterà la comparsa, saltuariamente, delle finestre
pop-up di UAC ma ciò avviene sempre più di rado e sempre per un ragionevole
motivo.
La funzionalità UAC propria di Windows 7 è comunque completamente
personalizzabile: basta accedere al nuovo Centro operativo quindi cliccare
su Modifica impostazioni di controllo dell'account utente. Per impostazione
predefinita, UAC lancia all'utente un messaggio d'allerta nel momento in cui
un programma tenti di apportare modifiche alla configurazione di Windows ma
non se gli interventi sono posti in essere dall'utente stesso.
A complemento di UAC è stato aggiunto AppLocker (disponibile nelle versioni
Enterprise ed Ultimate di Windows 7) si tratta di una caratteristica
"inedita" che può essere paragonata ad un firewall che però agisce a livello
kernel. Quando abilitata in un ambiente di rete, in modo predefinito
AppLocker provvede ad impedire l'avvio di qualsiasi applicazione che non sia
riconosciuta come parte del sistema operativo. Agendo sui criteri di
protezione locali un utente od un amministratore è comunque libero di
definire delle eccezioni, specificando un comportamento differente. In
questo modo, Windows monitorerà i "metadati" relativi alle applicazioni in
esecuzione, permettendo anche l'aggiornamento ed il successivo avvio dei
software ritenuti fidati.
Mentre il sistema di protezione integrato in Vista limita la definizione
delle regole ai nomi dei file ed agli hash degli stessi (l'hash è una firma
che permette di avere garanzie che il contenuto di un file non sia stato
modificato), Windows 7 consente di fidare anche sul "Publisher" ovvero di
controllare i metadati inseriti nel file dal produttore o dallo
sviluppatore. In fase di definizione di una regola di protezione, una
pratica barra consente di impostare la complessità della restrizione. Ad
esempio, è possibile consentire l'esecuzione di tutte le applicazioni che
risultano sviluppate da uno stesso produttore ("publisher") oppure rendere
più severa la regola consentendo l'avvio di programmi ed addirittura
versioni specifiche. AppLocker può anche essere impostato in modo tale da
consentire l'esecuzione di tutte le applicazioni, fatta eccezione per i
programmi esplicitamente indicati.
Windows 7, nelle versioni Enterprise ed Ultimate, presenta anche BitLocker
To Go, un'estensione della funzionalità BitLocker lanciata con Windows Vista
che consente di crittografare il contenuto di dischi fissi e singole
partizioni, comprese quelle di sistema. BitLocker To Go, invece, dà modo
all'utente di cifrare il contenuto delle unità rimovibili: queste dovranno
essere necessariamente formattate con i file system exFAT, FAT16, FAT32 od
NTFS ed avere dimensione minima pari a 128 MB. I dischi rimovibili cifrati
con BitLocker To Go risulteranno leggibili anche su Windows Vista e Windows
XP, previo inserimento della password o di una smartcard, tuttavia su tali
sistemi operativi non si potranno effettuare operazioni di scrittura.
Windows 7, invece, è in grado di leggere e scrivere su tutte le unità
crittografatate con BitLocker To Go.
Memore dei problemi che hanno recentemente causato malware come "Conficker"
che, tra l'altro, utilizzano come veicolo per l'infezione anche la
funzionalità "autorun" di Windows, Microsoft ha rivisto il comportamento di
questa caratteristica in Windows 7. Il sistema operativo non avvierà né
proporrà l'esecuzione automatica di file contenuti all'interno di supporti
rimovibili (ad esempio, le comuni chiavette USB) utilizzando l'"autorun".
Mentre nel caso di supporti CD e DVD, Windows 7 continuerà a proporre la
versione tradizionale di "autorun", ciò non accadrà più nel caso delle unità
USB. Tra l'altro anche le precedenti versioni di Windows sono in fase di
correzione affinché si comportino esattamente nello stesso modo.
Rete locale e Internet
Per quanto concerne le funzionalità di rete, Windows 7 fa mostra di alcune
interessanti novità. Quella più appariscente è la possibilità di attivare ed
utilizzare i cosiddetti "Gruppi home" (HomeGroup nella versione inglese del
sistema operativo). Si tratta di un "inedito" meccanismo il cui obiettivo è
quello di rendere più semplice la condivisione di file, cartelle e
dispositivi hardware (ad esempio le stampanti). Il sistema entra in funzione
solo se la rete è configurata come "domestica". Quando si indica a Windows 7
di utilizzare una rete aziendale oppure "pubblica", non è possibile fruire
della funzionalità "Gruppi home".
Ciascun "Gruppo home", protetto mediante una password, consente di
specificare quali file, cartelle e dispositivi si desidera condividere in
rete avendo la possibilità, contemporaneamente, di mantenere private le
risorse che non si vuole siano rese accessibili da parte degli altri utenti
della LAN.
Coloro che utilizzano, ad esempio, un computer portatile spostandosi tra
casa ed ufficio, apprezzeranno particolarmente la funzionalità "Gruppi home"
dal momento che consente di mantenere privati i documenti correlati con
l'attività lavorativa nel momento in cui ci si connette alla rete locale
domestica. Inoltre, non sarà necessario modificare la stampante utilizzata
di default - ad esempio quella impiegata al lavoro - perché nel momento in
cui si rientrerà a casa il "Gruppo home" si riattiverà impostando come
predefinita la stampante usata in ambito familiare.
Va rimarcato, tuttavia, come la funzionalità "Gruppi home" sia compatibile
esclusivamente con i sistemi Windows 7. I computer basati su Vista, XP,
Linux o Mac non saranno in grado di interfacciarsi con i "Gruppi home".
Per aggiungere un sistema Windows 7 ad un "Gruppo home", è necessario
selezionare dalla sezione Rete e Internet del Pannello di controllo, il link
Scegli gruppo home e opzioni di condivisione, cliccare su Partecipa ora
quindi seguire le istruzioni immettendo la password del gruppo quando
richiesto.
La finestra Rete e Internet, accessibile dal Panello di controllo, e
soprattutto il Centro connessioni di rete e condivisione, appaiono
decisamente più ordinati rispetto al passato.
Alcune caratteristiche non sono però fruibili dalla sezione Rete e Internet.
La funzionalità Centro sincronizzazione, che consente di aggiornare file e
cartelle memorizzati su altri computer, può essere richiamata dal Pannello
di controllo dopo aver selezionato, anziché la vista per Categoria, la
visualizzazione per Icone piccole oppure Icone grandi.
Il Pannello di controllo di Windows 7 nella visualizzazione per categoria.
Il Pannello di controllo nella visualizzazione per icone piccole.
Sempre in tema di condivisione di file e cartelle, in Windows 7 è stato
rinnovato e reso ulteriormente più intuitivo il meccanismo per la
concessione delle autorizzazioni in lettura e in scrittura: cliccando con il
tasto destro del mouse su una cartella quindi facendo riferimento al menù
Condividi con, si potrà impostare la condivisione con utenti specifici
oppure con dei "Gruppi home".
Anche la connessioni a reti senza fili è stata migliorata riducendo al
minimo il numero di passi necessari per collegarsi ad un router o ad un hot
spot wireless.
Produttività
Le "Raccolte" e la ricerca migliorata
Windows 7 compie passi avanti anche per ciò che concerne le funzionalità in
grado di aumentare la produttività. Le cosiddette "Raccolte" sono la prima
vera novità del nuovo sistema operativo di casa Microsoft.
Quando si fa clic sull'icona di "Esplora risorse", visualizzata nella barra
delle applicazioni, la prima schermata che viene presentata ogni volta è
quella relativa alle "Raccolte" il cui obiettivo consiste nell'ottimizzare
l'organizzazione dei documenti dell'utente. All'interno di ciascuna raccolta
possono essere conservati i riferimenti alle più diverse tipologie di
contenuti, provenienti anche da dischi ed unità di memorizzazione diversi.
Si tratta di un approccio che supera in qualche modo la suddivisione dei
documenti effettuata in base alle varie cartelle. Sebbene le cartelle di
sistema "Documenti", "Download", "Immagini", "Musica" e così via siano
sempre presenti, le raccolte si prefiggono come scopo quello di organizzare
dinamicamente i file proponendo assieme tutti quelli aventi caratteristiche
comuni.
All'interno di ciascuna raccolta, l'utente può inserire anche dei
riferimenti a cartelle che non esistono sul sistema in uso ma che sono
memorizzate, ad esempio, su altri personal computer connessi in rete locale.
Le directory passate alla funzionalità "Raccolte" resteranno salvate nei
percorsi d'origine: saranno registrati sul sistema locale esclusivamente dei
riferimenti ai file indicati.
E' bene sottolineare come la funzionalità "Raccolte" si faccia carico di
indicizzare anche i metadati contenuti nelle varie tipologie di file, siano
essi documenti, fotografie digitali, file musicali, video e così via.
Come postilla va osservato che Windows 7 non consente di memorizzare un file
direttamente nella sua raccolta. Come detto, le "Raccolte" contengono file
che possono essere memorizzati in varie locazioni, sullo stesso sistema
oppure su personal computer collegati in rete locale. Per salvare un file
aperto attraverso una raccolta, si dovrà necessariamente andare alla ricerca
del suo percorso "fisico": passo, questo, che può generare non poca
confusione tra gli utenti.
Complessivamente, sebbene non si tratti di modifiche da far strappare i
capelli, l'"Esplora risorse" di Windows 7 risulta meglio organizzato e di
più semplice utilizzo. Il pulsante Modifica visualizzazione permette di
accedere una nuova modalità (Contenuto) per l'elencazione di file e cartelle
ed un comodissimo pulsante di anteprima apre una colonna laterale, a destra,
ove viene mostrato il contenuto del file indicato.
Nella colonna di sinistra, invece, troviamo l'"inedito" riferimento
"Preferiti". Si tratta di una funzionalità che non ha nulla a che vedere con
i segnalibri di Internet Explorer ma che si propone piuttosto come sostituto
per la sezione "Links" di Windows Vista: all'interno di quest'area è
possibile salvare collegamenti a risorse e file di frequente impiego.
Il motore di ricerca di file e cartelle di Windows 7 è stato ulteriormente
ottimizzato: è facile, ora, personalizzare le ricerche sulla base dei filtri
più disparati (nome, autore, tipologia del file, dimensione,...). La ricerca
utilizza un approccio del tipo "search-as-you-type": ciò significa che la
finestra dei risultati viene dinamicamente aggiornata ogniqualvolta l'utente
digita una nuova lettera.
La casella di ricerca, inoltre, mostra sempre l'elenco delle ultime ricerche
operate e permette l'accesso veloce ai filtri.
Gli sviluppatori che mettano a punto un particolare add-on denominato
"Search connector" possono interfacciarsi con la funzionalità di ricerca di
Windows 7 permettendo l'individuazione di contenuti anche su risorse remote.
Questa peculiarità può essere quindi sfruttata per aprire Windows 7 a
ricerche su servizi come quelli di Google, Facebook, Flickr, Twitter e così
via.
Supporto dell'hardware e multimedialità
Se il vostro hardware funziona con Windows Vista, opererà correttamente
anche in Windows 7. E' questa, nella sostanza, la stella polare seguita da
Microsoft durante lo sviluppo del nuovo sistema operativo. Gran parte dei
driver sviluppati per Vista garantirà il funzionamento delle medesime
periferiche hardware anche in Windows 7.
La nuova finestra "Dispositivi e stampanti" si prefigge come obiettivo
quello di rendere più semplice la gestione di nuove periferiche. Per ciascun
dispositivo, viene mostrata una grande icona che rappresenta il device. Nel
caso in cui dovessero essere rilevati dei problemi (mancanza di driver o
versioni non corrette degli stessi), Windows 7 mostra un punto esclamativo
di colore giallo.
Facendo clic con il tasto destro del mouse quindi scegliendo l'opzione
Risoluzione dei problemi, Windows 7 si adopererà per sistemare la
situazione. Nel caso in cui dovessero mancare all'appello i driver corretti,
il sistema operativo provvederà a ricercali nei propri database e ad
installarli. Su un paio di nostri notebook abbiamo accertato la mancata
installazione dei driver per l'utilizzo del lettore di memory card
integrato. Windows 7, tuttavia, pur non essendo in grado - in questo caso -
di scaricare direttamente il driver corretto, ha fornito le istruzioni per
prelevarlo dal sito del produttore del personal computer ed installarlo
manualmente.
Va detto che, nel nostro caso, le istruzioni erano ben lungi dall'essere
ineccepibili: in un'occasione il driver non era quello esatto (durante il
tentativo di installarlo sul sistema, la procedura di setup ci ha informato
che il modello di personal computer non era supportato), purtuttavia Windows
7 ha comunque saputo darci informazioni preziose sull'identità della
periferica. In questo modo, ci siamo collegati al sito web del produttore
del personal computer ed abbiamo individuato il driver corretto (considerata
l'indisponibilità di una versione per Windows 7 abbiamo scelto quella per
Vista che si è rivelata assolutamente stabile).
In un altro frangente abbiamo dovuto prelevare l'intero pacchetto contenente
i driver preinstallati dal produttore su Windows Vista, estrarre
dall'archivio Zip la cartella contenente il driver corretto (Windows 7 ci ha
messo sulla giusta strada indicando esplicitamente il nome della periferica
correlata), accedere alla finestra Gestione dispositivi, selezionare
l'hardware indicato come "Sconosciuto" da Windows 7 e cliccare su
Aggiornamento software driver.
Sempre in tema hardware, tra le novità di Windows 7, c'è anche "Device
Stage", una finestra - liberamente personalizzabile nel contenuto dai
produttori - che consente all'utente di interagire con il dispositivo
selezionato.
Windows 7 si prepara, poi, per supportare alcune caratteristiche che
accomuneranno molti dispositivi hardware nel prossimo futuro. In primo
luogo, il nuovo sistema operativo mette a disposizione il supporto per gli
schermi "multi touch": Microsoft mira così ad offrire il supporto per quegli
schermi che si comportano in modo simile a quello dell'iPhone. Inoltre,
Windows 7 integra il supporto per i "sensori" hardware che potranno
interfacciarsi con il sistema operativo in modo tale da richiedere
l'esecuzione di determinate operazioni, ad esempio, al verificarsi di certi
eventi. Alcuni "sensori" potranno essere impiegati per stabilire la
locazione del personal computer, per acquisire informazioni sulle condizioni
meteorologiche, per rispondere a determinate sollecitazioni.
Multimedia
Per quanto riguarda l'aspetto multimediale, Windows 7 non è foriero di
particolari novità. Una piccola miglioria riguarda Media Player che è adesso
maggiormente integrato con la shell del sistema operativo ed in particolare
con la finestra "Esplorar risorse": selezionando un qualunque brano musicale
od un video, nella colonna di anteprima vengono mostrati i controlli del
riproduttore multimediale di Windows. Grazie ad essi, è possibile riprodurre
qualunque file senza eseguire Windows Media Player.
Con Windows 7, inoltre, si possono veicolare flussi audio e video attraverso
la rete locale attraverso Windows Media Player: gli altri sistemi, però,
devono essere anch'essi aggiornati a "Seven" altrimenti la funzionalità non
sarà utilizzabile.
Applicazioni e virtualizzazione
Rispetto a Vista, Windows 7 mette a disposizione un numero ridotto di
applicazioni. Mancano all'appello, ad esempio, Windows Mail, Windows Mokie
Maker e Windows Gallery ("Raccolta foto"). Per coloro che utilizzano client
di posta alternativi questa può essere una buona notizia fermo restando che
gli interessati possono scaricare le applicazioni aggiuntive ed installarle
manualmente facendo riferimento a questa pagina. L'insieme di queste
applicazioni è detto "Windows Live Essentials".
Tra le applicazioni che vengono proposte "di serie" su Windows 7, oltre ai
classici Blocco Note, Wordpad, Paint e Registratore di suoni, debutta una
nuova versione della Calcolatrice che presenta oltre alla modalità "normale"
e "scientifica" ulteriori due modi d'uso ("programmatore" e "statistiche").
Numerose novità anche per Wordpad e Paint che sono stati abbondantemente
"svecchiati" rispetto alle precedenti versioni. Entrambi, infatti, fanno
mostra di una nuova interfaccia "ribbon", allineata a quella di Microsoft
Office 2007. Wordpad, inoltre, è capace di supportare (sia in lettura che in
scrittura) i formati Office Open XML ed OpenDocument (ODF). Ciò significa
che l'applicazione è adesso in grado di aprire, per esempio, documenti .docx
oppure file prodotti con la suite opensource OpenOffice.org. Wordpad sembra
quindi ereditare il motore per la gestione di documenti ODF integrato nel
Service Pack 2 di Office 2007.
Dal menù Programmi di Windows 7 è possibile avviare "Sticky notes", un
piccolo programma che prende il posto di un'analoga aggiunta presente nella
"sidebar" di Windows Vista. Il software consente di prendere appunti
direttamente sul desktop del sistema operativo utilizzando un approccio
simile ai classici "post-it" cartacei.
Lo Strumento di cattura permette di acquisire qualunque porzione dello
schermo di Windows 7 e di memorizzarla su disco sotto forma di file GIF,
JPG, PNG o HTML. Sul file possono essere apposti commenti ed evidenziazioni.
Uno speciale pulsante presente nella barra degli strumenti dello Strumento
di cattura consente di inviare rapidamente il file attraverso un messaggio
di posta elettronica.
Similare anche l'applicazione denominata Registra i passaggi per riprodurre
un problema oppure, più semplicemente, Registrazione azioni utente. Si
tratta di un programma che consente di annotare tutte le operazioni compiute
con il personal computer in un certo lasso di tempo. La registrazione,
salvata su disco sotto forma di file Zip, contiene un file dall'estensione
.mht che può essere aperto, ad esempio, con Internet Explorer. Al suo
interno sono enumerate tutte le operazioni effettuate dall'utente in
abbinamento con schermate e commenti descrittivi.
Gli amministratori di sistema riusciranno così a fornire un supporto più
efficace agli utenti che lamentano problemi riuscendo a stabilire con
esattezza la sequenza dei passi espletati.
Tra le utilità di sistema troviamo Monitoraggio risorse, un programma che si
propone come l'evoluzione del tradizionale Task Manager (richiamabile
mediante la combinazione di tasti CTRL+ALT+DEL). La nuova finestra propone
l'elenco completo dei processi in esecuzione, la lista delle applicazioni
che stanno accedendo al disco fisso, alla rete (viene riportato l'indirizzo
locale o remoto ed il quantitativo di dati trasmessi) ed alla memoria RAM.
Windows 7 integra anche Windows PowerShell 2.0. Si tratta della nuova
generazione dell'interfaccia a riga di comando per la gestione e la
configurazione del sistema operativo. Lo strumento è prerogativa di
amministratori di sistema così come degli utenti più esperti che possono
così interagire con la configurazione di Windows attraverso un unico
ambiente basato su riga di comando. L'idea che ha portato allo sviluppo di
PowerShell consiste nella messa a punto di una piattaforma che possa
rappresentare l'equivalente in Windows della shell Unix. Alex Heaton,
sviluppatore di PowerShell aveva così commentato il rilascio della sua
"creatura": "si tratta di una piattaforma nuova che integra il prompt dei
comandi Windows (cmd.exe) e VBScript unendo semplicità d'uso alle enormi
potenzialità che fornisce; grazie a PowerShell è possibile ora automatizzare
e controllare le varie attività di amministrazione del sistema".
La nuova PowerShell di Windows 7 mette a disposizione oltre alla possibilità
di lanciare comandi e script da prompt, anche una sorta di ambiente di
sviluppo (ISE, Integrated Scripting Environment). I comandi eseguibili dalla
PowerShell si chiamano "cmdlets" (si pronunciano "command lets") e sono
oltre un centinaio. L'utility si rivela perciò particolarmente interessante
per i professionisti IT che hanno adesso la possibilità di tenere facilmente
le redini non solo delle impostazioni di Windows ma anche delle principali
applicazioni installate.
La PowerShell di Windows 7 affonda le sue radici nel framework .Net: ciò
significa che diversamente rispetto alla maggior parte delle shell, che
accettano e restituiscono unicamente del testo, Windows PowerShell si basa
su .NET Framework Common Language Runtime (CLR) e su .NET Framework
accettando e restituiendo oggetti .NET Framework.
Virtualizzazione: supporto diretto dei file d'immagine VHD e "XP Mode
Sono diverse le novità, sul versante virtualizzazione, introdotte in Windows
7. In primis, citiamo la funzionalità che consente di "montare" in modo
nativo, senza necessità di installare altri strumenti, qualsiasi file
d'immagine in formato VHD (Microsoft Virtual PC). Ciò significa che
qualunque unità virtuale creata con la soluzione per la virtualizzazione del
colosso di Redmond, può essere resa accessibile da parte di Windows 7 così
come se si trattasse di un hard disk tradizionale.
Il nuovo sistema operativo è in grado poi di effettuare il boot da qualunque
file VHD offrendo così all'utente la possibilità di provare senza difficoltà
qualunque macchina virtuale.
La possibilità di interagire con i file VHD è messa a disposizione
attraverso la finestra Gestione computer, cliccando con il tasto destro del
mouse sulla voce Gestione disco.
Debutta in Windows 7 anche XP Mode: si tratta di una funzionalità opzionale
che è stata subito apprezzata da alcuni, immediatamente criticata da altri.
XP Mode consente di eseguire Windows XP all'interno di una macchina
virtuale. Si tratta di uno strumento che - negli intenti di Microsoft - mira
a venire incontro, in particolare, alle aziende. Eseguendo Windows XP, da
Windows 7, in un ambiente virtualizzato si potranno avviare ed utilizzare
applicazioni che non dovessero risultare pienamente compatibili con il più
recente tra i sistemi operativi firmati dal colosso di Redmond. E' una sorta
di "ciambella di salvataggio" per quelle realtà che pur essendo intenzionate
a passare a Windows 7 temessero problemi di compatibilità con alcune delle
applicazioni usate quotidianamente.
Alla base di XP Mode c'è l'impiego della piattaforma "Virtual PC" di
Microsoft. Una volta installato l'"add-on" in Windows XP, questo proporrà
all'utente una copia di Windows XP SP3 già preventivamente attivata e dotata
di una regolare licenza d'uso.
I detrattori di XP Mode osservano che la retrocompatibilità con le
applicazioni sviluppate per Windows XP si pagherebbe in termini di
sicurezza. XP Mode è infatti un'istanza di Windows assolutamente
indipendente che non condivide con il sistema host (Windows 7) software di
sicurezza, patch, aggiornamenti critici e così via. Allorquando si utilizzi
l'XP Mode, si dovrà aggiornare il sistema operativo così come se si
trattasse di una macchina a sé stante.
Ad ogni modo, l'XP Mode non è installato di default in Windows 7 e
rappresenta un'opportunità, sfruttabile scaricando questo file (al momento
XP Mode non è stato ancora rilasciato nella sua veste definitiva).
di Michele Nasi (pubblicato venerdì 25 settembre 2009)
http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?ID=5546