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Non c'è pace per skype: ora si và in tribunale!
art. postato da W. Broccoli su smanettando, 22\09\2009, h. 08.12.
Non una ma due cause, una negli Stati Uniti e una nel Regno Unito,
rischiano di bloccare la cessione di Skype e, forse, addirittura il
funzionamento del programma per la telefonia VoIp più usato.
Le ultime vicende della lunga e travagliata storia di Skype vedevano eBay
pronta a disfarsi del software acquisito nel 2005 a una cordata composta da
Silver Lake Partners, Index Ventures, Andreessen Horowitz Ventures e Canada
Pension Plan Investment Board.
Restavano così esclusi i due creatori di Skype, Niklas Zennstrom e Janus
Friis, che avrebbero voluto riprendere in mano il destino della propria
creatura attraverso la loro società, la Joltid.
La cosa deve averli seccati al punto di decidere l'uso dell'ultimo quanto
potente barlume di controllo che ancora possiedono sul software: la
proprietà intellettuale di una delle tecnologie alla base del suo
funzionamento, che è rimasta a loro anche dopo la vendita del programma a
eBay.
Joltid aveva già mosso a eBay l'accusa di violazione dell'accordo esistente
tra le due società e per questo è nata la disputa nel Regno Unito; ora si
aggiunge anche l'accusa di violazione del copyright, con una causa negli
Usa: eBay avrebbe modificato senza autorizzazione la tecnologia di Joltid e
l'avrebbe usata al di fuori di quanto permesso dalla licenza.
In quest'ultimo procedimento Joltid ha coinvolto anche gli acquirenti di
Skype e ora pretende 75 milioni di dollari per ogni giorno trascorso dalla
violazione degli accordi fino alla sentenza, oltre che una sospensione
dell'uso della tecnologia.
Se Joltid riuscisse a ottenere ragione, ciò significherebbe un blocco
completo del software fino a che un sostituto della componente essenziale -
cosa su cui eBay starebbe in realtà già lavorando, secondo alcuni - non
apparirà all'orizzonte.
In ogni caso il procedimento legale potrebbe rallentare le operazioni di
acquisizione, almeno fino a quando un giudice non farà chiarezza sulla
faccenda.
Ed ora, un po' di pubblicità
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