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Arcidosso, percorso archeologico per non vedenti
dal Tirreno del 22\09\2009 con nota critica di D. Taddei su listavista.
"Bestiale, surreale ed esilarante, perciò divertente"
Ed ora, un po' di pubblicità
:una placca esplicativa che riproduce in rilievo ciò che si vede a occhio
nudo. Una fotografia tattile da “guardare” con i polpastrelli, accompagnata
da legenda e spiegazioni in italiano, inglese e, naturalmente, in Braille,
il linguaggio dei non vedenti.
Poi questo altro ignorantone di artista che si mette a fare a uno a uno i
buchini nella cera col punzone come gli hanno insegnato alla stamperia di
Firenze dove fanno forse ancora così le matrici come ai tempi di Guttenberg,
è roba lunga e soprattutto grassamente costosa.
1111 tutti buchi in questo pezzo di ferro così|... era una canzone dei Rocks
intitolata "le opere di Bartolomeo".
A Cecilia sarà sfuggito di spiegare all'artista che sulla cera è
facilissimo, anche senza sofisticati sistemi di calco e controcalco,
ottenere direttamente le pagine braille, come per esempio col termoform, ma
evidedntemente università, artisti di fama e altre sanguisughe di pubblico
denaro preferiscono questi giochi per deficenti.
E purtroppo questi, i deficenti, non sono razze a rischio estinzione, come
qualche tiflologo vorrebbe far credere.
Don
Press-IN anno I / n. 2287
Il Tirreno del 22-09-2009
I monumenti di arcidosso si spalancano ai ciechi
Placche in braille per i visitatori ipovedenti I monumenti di Arcidosso si
spalancano ai ciechi.
ARCIDOSSO - L’Amiata è piena di luoghi incantevoli e siti storici e
archeologici da scoprire. E oggi parte di questo affascinante patrimonio può
essere scoperto anche dai non vedenti e dagli ipovedenti grazie ad
“Archeologia mai vista”, un’iniziativa unica nel suo genere da poco partita
ad Arcidosso.
Grazie allo sforzo congiunto del Comune di Arcidosso, della cattedra di
Archeologia Medievale dell’università di Firenze e della Stamperia Braille
Toscana, ogni studio archeologico degli edifici medievali di Arcidosso,
eseguito dall’équipe dell’università di Firenze guidata da Michele
Nucciotti - direttore scientifico del progetto “Arcidosso e il suo
territorio nel Medioevo” - sarà accompagnato da una placca esplicativa che
riproduce in rilievo ciò che si vede a occhio nudo. Una fotografia tattile
da “guardare” con i polpastrelli, accompagnata da legenda e spiegazioni in
italiano, inglese e, naturalmente, in Braille, il linguaggio dei non
vedenti.
La prima placca è stata posta all’interno del Centro di documentazione sul
paesaggio medievale. In bronzo nero patinato, riproduce in scala la
stratigrafia e le diverse epoche di costruzione della sala di accesso alla
torre monumentale del castello.
«Per fare questo lavoro - spiega Riccardo Polveroni, artista londinese e
amiatino di adozione, che ha prodotto l’opera sul disegno dell’architetto
Leonardo Stanta - ho dovuto realizzare una fusione a cera persa Ho lavorato
su una lastra di cera e ho costruito a mano gli stilo per incidere lettera
per lettera il testo. Poi ho fuso il tutto nella fonderia “Arte Bronzo” di
Verona con cui lavoro da anni. È la prima volta che faccio un’opera con un
risvolto didattico come questo - continua Polveroni - Mi stimola l’idea di
creare un percorso artistico per i non vendenti e ho scelto il bronzo,
proprio perché è un materiale che può essere sfiorato infinite volte: non
ossida, non si rovina, resta nel tempo. E poi rimanda agli Etruschi, con la
loro cultura ho un legame particolare, come con l’Amiata, una terra che ho
scoperto più di 30 anni fa, da cui traggo sempre energia e ispirazione».
A questa prima placca seguiranno altre, per creare un percorso archeologico
senza barriere di nessun tipo, per svelare ai non addetti ai lavori i
segreti delle costruzioni medievali e, soprattutto, per dare ai non vedenti
le stesse possibilità di chi ha la fortuna di vedere certe opere e, magari,
le ignora.
Il castello di Arcidosso è aperto nei giorni feriali tranne il lunedì dalle
10 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 19.30. (F.F.)