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Google abusa delle news

art. postato da angela delicata su uictech, 28\08\2009, h. 01.06.

da: www.punto-informatico.it

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Gogle abusa delle news?
Il servizio dedicato alle notizie finisce sotto la lente dell'Antitrust: gli
editori italiani temono che la Grande G vampirizzi le entrate pubblicitarie.
Google Italia ribatte: l'aggregazione è traffico e utenti per gli editori

Roma - Google News aggrega e ordina contenuti, organizza link, fa convergere i
cittadini della rete e li indirizza verso le pagine sulle quali gli organi di
informazione riversano notizie supporate dalla pubblicità. Ma gli editori non ci
stanno: la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) ha mobilitato l'Autorità
Garante della Concorrenza e del Mercato. L'Antitrust italiano ha avviato
un'istruttoria per verificare la posizione di Google, per accertarsi che non
abusi dalle sua leadership nel mercato dei motori di ricerca, che non attenti
alla concorrenza nel mercato pubblicitario online.

Gli editori di FIEG si sono rivolti all'Authority alla fine del mese di luglio:
il provvedimento, pubblicato in queste ore sul sito del Garante, illustra le
motivazioni e le rivendicazioni degli operatori italiani dell'informazione.
Google non sarebbe un disinteressato gatekeeper, non organizzerebbe il fluire
dell'informazione in maniera oggettiva, indirizzando gli utenti verso il rivolo
che più li interessa: gli editori ritengono piuttosto che Google possa servirsi
di Google News per consolidare la propria posizione nella gestione degli spazi
pubblicitari online, attentando alle tradizionali dinamiche di raccolta
pubblicitaria su cui fanno affidamento le testate online.

L'Antitrust traccia una panoramica del mercato pubblicitario in rete: facendo
riferimento ai dati emersi nel quadro del procedimento comunitario seguito alla
acquisizione di DoubleClick, si osserva che Google nel 2006 si sarebbe
ritagliato una quota compresa tra il 42 e il 58 per cento del mercato
dell'intermediazione nella compravendita di spazi pubblicitari. Una percentuale
che l'AGCM ritiene che Google abbia "ulteriormente consolidato" con l'evolvere
del mercato e l'offerta di nuovi servizi, una percentuale che si rivelerebbe
ancor più importante considerato che le dimensioni di Google sono in grado di
attirare nella propria orbita una rete di contatti più fitta ed estesa rispetto
alla concorrenza. Per quanto riguarda la posizione della Grande G in Italia,
l'Antitrust prende in considerazione il mercato della pubblicità affiancata al
search: "si rileva come vi siano significative barriere all'entrata derivanti
degli ingenti investimenti irrecuperabili necessari per sviluppare e promuovere
un motore di ricerca alternativo a Google". Google detiene una posizione
dominante su entrambi i mercati, spiega l'Antitrust: occorre ora determinare se
e come Google possa abusare di questo primato.Il servizio di aggregazione di
Mountain View, riconosce l'Antitrust, rappresenta "un importante portale di
accesso ai contenuti dell'editoria on-line italiana, potendo in una certa misura
indirizzare i flussi degli utenti verso determinati siti, e allo stesso tempo un
elemento di traino dell'insieme di servizi offerti da Google ai propri utenti".
Gli editori, nonostante si giovino del traffico e degli utenti smistati e
indirizzati da Google News sulle pagine delle proprie testate, lamentano il
fatto di essere esclusi dai meccanismi che regolano l'aggegazione e la
visibilità delle notizie mostrate dal servizio. "Le pratiche tecnologiche con
cui Google forma i propri indici (ranking) dei contenuti riportati su Google
News Italia e i propri indici di risposta alle queries degli utenti - osserva
l'Antitrust - non sono trasparenti": Google, operando secondo criteri
insondabili, sarebbe in grado di garantire visibilità ai contenuti e alle
inserzioni ospitati da certi organi di informazione piuttosto che da altri, da
organi di informazione che si servono di certi intermediari piuttosto che di
altri, così, spiega l'AGCM, "La mancanza di trasparenza, secondo FIEG, procura
danni agli editori che competono con Google nel mercato della raccolta
pubblicitaria on-line".

L'editore, osserva inoltre l'Authority, "non avrebbe la possibilità di
controllare quali dei propri contenuti possano essere indicizzati e resi
accessibili tramite Google News". Gli editori italiani, così come gli editori di
altri numerosi paesi, sono impensieriti dalla presenza dei propri contenuti su
Google News: il servizio linka a pagine interne della testata, scavalcando
l'home page, fruttuosa in termini pubblicitari; i titoli e gli estratti delle
notizie ospitati da Google potrebbero vampirizzare gli altrui contenuti,
veicolando pubblicità da cui solo Google trarrebbe vantaggio, come già avviene
nella versione statunitense del servizio. Gli editori di FIEG non sembrerebbero
voler rinunciare alla presenza fra i risultati delle ordinarie ricerche degli
utenti, ma vorrebbero che venisse loro garantita la possibilità di scegliere se
figurare o meno fra i grappoli di notizie raccolti e organizzati
dall'aggregatore.

L'istruttoria è ora stata avviata, le parti potranno intervenire per chiarire la
propria posizione. Google Italia, contattata da Punto Informatico, mantiene il
riserbo e non si discosta dalle posizioni espresse finora: "Stiamo raccogliendo
ulteriori dettagli, benché sappiamo che la notifica sia relativa a Google News,
un servizio che porta traffico e utenti ai siti dei giornali".

Gaia Bottà