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Si arrende l'ultimo pirata
art. postato da w. broccoli su smanettando, 07\08\2009, h. 10.58.
Da quando in Svezia è passata la legge che obbliga i concessionari di
connessione a comunicare gli indirizzi IP ed e nominativi degli utenti
sospettati
di download illegali a richiesta delle associazioni a tutela dei diritti di
autori ed editori, il destino di The Pirate Bay poteva dirsi definitivamente
compromesso.
L'apodittica affermazione poi della "imparzialità" in giudizio di un
magistrato dichiaratamente schierato contro il peer-to-pee e la conseguente
convalida
di una sentenza vista dai più come un favore voluto dai politici e fatto
alle major dell'intrattenimento dal fino a ieri liberalissimo stato
scandivavo
ha definitivamente posto una pietra sopra alle speranze di quanti si
illudevano che la Baia non avrebbe fatto la fine di Gnutella.
Da ultimo ci si sono pure messe, forse spinte dall'aria che sta tirando in
questo momento, le richieste avanzate dalla Federazione dell'Industria
Musicale
Italiana (FIMI) e dalla Federazione contro la Pirateria Musicale (FPM), che
si sono rifatte nientemeno che ai "risultati delle prove raccolte nel corso
del procedimento penale di Bergamo" nel quale, come si ricorderà, il
Giudice del Riesame aveva disposto il dissequestro dei siti internet di The
Pirate
Bay, accusata di violare la normativa italiana sul diritto d'autore.
Il fatto che il PM di Bergamo, che ordinò il "sequestro" dei siti, abbia
presentato ricorso in Cassazione per difendere l'impianto accusatorio e il
suo
provvedimento, unitamente alla circostanza che si sia voluto presentare
l'azione della Magistratura come pienamente legittima ancorché viziata
soltanto
nella forma, fa evidentemente ben sperare i rappresentanti degli aventi
diritto, che intravadono la possibilità di sfruttare la situazione per
incassare
un mare di quattrini con poca fatica invece di preoccuparsi di distribuire
ai propri rappresentati quanto già incassato.
D'altra parte, non è improbabile che in Francia, con l'adozione dell'Hadopi
2, si schiererà sulle medesime posizioni svedesi; e già da tempo gli Stati
Uuniti
hanno avanzato richieste milionarie di risarcimento attraverso la Motion
PIcture Association of America (MPAA).
Sia come sia, Peter Sunde ha deciso di abbandonare il campo (anzi: il
càssero della nave) e lasciare Gottfrid Svartholm Warg, Fredrik Neij e Carl
Lundstrom,
i suoi ex soci d'avventura, per dedicarsi ad altre cose. Questo almeno è
ciò che ha comunicato ai fans dal suo
blog,
affermando che intende spogliarsi dal ruolo finora attribuitogli dalle
circostanze per riappropriarsi della sua esistenza e "ridiventare una
persona" facendo
altre cose e seguendo altri interessi sino ad oggi accantonati.
Sembra tuttavia che alle major continuino a sfuggire sia il senso profondo
della cosiddetta "pirateria" (per altro oggetto di uno studio approfondito
della
Sony di qualche anno fa, dal quale risultava chiaramente che il calo delle
vendite dei supporti non era provocato dalla duplicazione abusiva), sia il
fatto
consolidato che dallo scontro tra cassaforte e scassinatore è sempre
quest'ultino ad avere la meglio.
Perciò è insulsaggine e pura demagogia parificare chi scarica pochi o tanti
brani dall'internet per poi farne un uso personale alle tante bande Bassotti
dei duplicatori professionali, che sono in grado di sfornare migliaia di
copie abusivo già poche ore dopo la diffusione in commercio e che magari
usano
il ricavato per altre e peggiore operazioni malavitose.
La duplicazione casereccia del solito Pierino potrà magari colpire la
fantasia di qualche pennivendolo poco informato, uso a rivolgersi a un
pubblico di
casalinghe frustrate e di nonni ottuagenari, presi come sono tra stampa
schierata e giochini televisivi interrotti più spesso dalla pubblicità che
da notiziari
quasi mai obiettivi ed approfonditi; ma per fortuna esiste ancora una
(purtroppo piccola) parte del mondo che ancora ragiona con la propria testa
sulla
base della proprie esperienze e convinzioni.
Si comincia perciò già adesso ad assistere dalla migrazione del popolo del
P2P alle sottoreti chiuse, già attive sia nell'Est europeo o, più vicine ed
affidabili,
nell'ancora liberale Olanda; e non v'è dubbio che la tecnologia sarà presto
alla portata di tutti, anche degli ultimi tra gli "utonti" né più né meno di
quanto è già avvenuto con le reti Torrent.
Perché il web, nato dell'esigenza di rendere inarrestabile la
comunicazione, ha fatto la sua fortuna come forma e sostanza di un'esigenza
insopprimibile
di libertà; e come tale continua e continuerà ad essere vissuta dal "popolo
della Rete" in tutte le sue varie e multiformi manifestazioni.
Di Dodi Casella.
Ed ora, un po' di pubblicità
: