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Italia.it, il nuovo portale del Belpaese fà molto parlare di se
art. postato da A. Delicata su uictech, 22\08\2009, h.16.32.
Italia.it: i politici non potranno più accusare gli operatori Internet o presentare curiose leggi perchè si autoaccuserebberoArticoli di approfondimento
su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster.
Per gentile concessione di Guido Scorza, esperto professionista di Internet e
relative argomenti giuridici di cui vi invitiamo a visitare i siti
http://www.politicheinnovazione.eu/ e il suo sito personale
http://www.guidoscorza.it/
Ed ora, un po' di pubblicità
:Italia.it: il nuovo portale del Bel Paese fa molto parlare di se. Restano sconosciute le modalità di selezione dei fornitori e degli appaltatori
attraverso i quali si è proceduto alla realizzazione dell'attuale versione beta
del portale e si procederà alla sua implementazione.
Nessuna informazione al riguardo è resa accessibile - come, forse, sarebbe stato
auspicabile specie dopo le polemiche che avevano accompagnato la breve vita
della precedente edizione del progetto - attraverso il sito Italia.it che, pure,
è costato o costerà oltre 5 milioni di euro per stessa ammissione del Ministro
Brunetta in conferenza stampa.
Con l'augurio che tali informazioni - imprescindibili allorquando si pone mano
ad un progetto di così ampio respiro e tanto grandi ambizioni - siano, al più
presto, rese disponibili, per il momento, passiamo oltre.
Non tutto il male, a prescindere da quanto ce ne sia nel nuovo portale del
turismo, infatti viene per nuocere.
Sebbene tra molti limiti tecnologici già puntualmente evidenziati dai più
esperti, Italia.it contiene e conterrà alcune applicazioni e feature
caratteristiche di molte applicazioni "commerciali" diffuse nel Web: un servizio
di guide virtuali analogo al più famoso Street View di Google, un metamotore di
ricerca che dovrebbe guidare gli aspiranti turisti tra le risorse rese
disponibili da enti, istituzioni e, in prospettiva, operatori turistici nonché -
lo ha annunciato il Ministro Brambilla in conferenza stampa - un'area in cui
tutti gli addetti ai lavori potranno pubblicare i propri contenuti multimediali
senza nessun filtro da parte dei gestori della piattaforma proprio come accade
su una delle tante piattaforme UGC (User Generated Content) nelle quali ci si
imbatte online.
Si tratta di applicazioni che, negli ultimi anni, sono state al centro di tutta
una serie di complesse questioni che hanno evidenziato una sostanziale
inadeguatezza dell'apparato normativo a confrontarsi con tali nuove frontiere
della comunicazione multimediale e telematica.
I lettori ricorderanno le questioni legate alla privacy connesse con il lancio
in Italia dei servizi Street View di Google, quelle legate alla responsabilità
dei motori di ricerca per i contenuti indicizzati nonché quella relativa alla
responsabilità che, da più parti - sia in sede civile che penale - si vorrebbe
imputare ai gestori delle piattaforme UGC per i contenuti prodotti ed immessi in
Rete dagli utenti.
Sin qui le istituzioni, dinanzi a tali questioni, si sono mostrate ora
indifferenti ed ora incapaci di reagire o piuttosto in preda ad una pericolosa
tecnofobia che ha rischiato di produrre risultati devastanti per l'ecosistema
telematico.
Da domani - o meglio dal giorno in cui la nuova versione del portale nazionale
del turismo sarà online - tuttavia, il Palazzo non potrà più ignorare l'esigenza
di affrontare dette questioni e dovrà farlo con urgenza, ponderazione ed
equilibrio perché, in ogni momento, sarà alto il rischio di passare da grande
accusatore ad accusato eccellente.
Occorrerà fare grande attenzione a pretendere che Google renda del tutto
irriconoscibili i protagonisti delle immagini che popolano il suo Street View
perché, contestualmente, analoga richiesta dovrà essere notificata a Palazzo
Chigi.
Allo stesso modo, sarà necessario pensarci due volte prima di ipotizzare filtri
e filtraggi aventi per scopo o per effetto quello di rendere inaccessibile
un'intera piattaforma solo perché uno dei contenuti attraverso essa pubblicato
da un utente è inappropriato o illegittimo: ve lo immaginate un turista
americano che nel cercare le meraviglie del bel Paese si imbatta in un messaggio
che lo informa che il sito Italia.it - portale nazionale del turismo è
inaccessibile per ordine del Ministro dell'interno o, piuttosto, dell'Autorità
giudiziaria?
Egualmente, prima di stabilire, in Parlamento o in un Tribunale, che il gestore
di una piattaforma UGC non può limitarsi a rimuovere un contenuto
successivamente all'eventuale segnalazione ma ha l'obbligo di vigilare su tutti
i contenuti resi accessibili al pubblico, sarà bene pensarci due volte: basterà
uno spot di un qualsiasi operatore turistico che contenga immagini, musiche o
marchi contraffatti per dar vita a responsabilità civili e penali dei gestori
del portale nazionale del turismo.
È da un po' che ci si chiede se e quale sia la responsabilità del gestore di un
motore di ricerca per i contenuti indicizzati e dunque resi accessibili: da
domani, nel porsi tale domanda, occorrerà tener conto che la risposta riguarderà
anche il nostro ministro del Turismo o, piuttosto, quello dell'Innovazione.
E' proprio per questi motivi che, forse, il nuovo portale Italia.it potrà
portare dei benefici, sensibilizzando le persone riguardo le realtà telematiche
ed Internet in generale.
Guido Scorza
www.politicheinnovazione.eu