- presentazione del sito
- Registrazione
- Eventi, mostre, convegni ed iniziative segnalate dalle aziende
- Recensioni ed articoli
- Le Mailing Lists
- La rivista Pc Ciechi
- Wiki
- Chi siamo
- Donazioni
- Un progetto degno di nota: Wintalbra
- Come navigare in questo sito
- rss
- Bancomat Accessibili sul territorio nazionale
- Contattaci
- I sostenitori di SpazioAusili
Ipodah, ma chi era costui?
w. broccoli su smanettando, 12\07\2009, h. 21.57.
Si scrive Ipodah ma si legge "Contrhadopi", in sito nato l'indomani
dell'approvazione in Francia della famigerata "dottrina dei tre schiaffi"
fortemente
voluta dal presidente Sarcozy e praticamente imposta dall'esecutivo ai
parlamentari filogovernativi.
Dopo che il Conseil Constitutionel ha rigettato la risposta graduale,
sembrerebbe una proposta priva di senso in quanto sorpassata dagli ultimi
avvenimenti.
Ma non è proprio così: basti pensare al recentissimo crackdown della rete
belga Razorback su istanza della statunitense Motion Picture Association.
Intanto il ministro della culture Christine Albanel non demorde e sembra
intenzionata a proseguire la sua battaglia non solo ripresentando all'esame
delle
assemblee legislative una norma che ricalchi quanto più possibile quella
appena dichiarata in gran parte incostituzionale, ma aprendo la lotta anche
su
altri fronti usando il grimaldello dalla LOPPSI, cioè la Loi dOrientation e
Programmation pour la Performance de la Sécurité Intérieure in vigore dal
2002.
Nella sua seconda edizione, attualmente allo stadio di progetto di legge
d'iniziativa ministeriale, la LOPPSI-2 dopo aver rivisitato il contenuto e
l'efficacia
delle norma contro il terrorismo internazionale e rafforzato la sicurezza
interna nella lotta contro il crimine organizzato, parrebbe intervenire
pesantemente
su tutte quelle manifestazioni in grado di turbare l'attività economica
anche in via presuntiva.
Non è perciò detto che la riassegnazione al giudice togato dei casi di
download illegali si ripercuota favorevolmente nei confronti dei pochi
sfortunati
che non riuscissero a gestire il peer-to-peer nascondendo il proprio IP o
che non riuscissero a far sorgere nel magistrato un ragionevole dubbio sulla
possibiltà di individuare non solo il terminale ma anche la persona attrice
dell'illecito.
In considerazione di ciò, il progetto Ipodah (http://blog.ipodah.net/) non
è stato abbandonato ma è anzi in via di potenziamento ed ha addiruttura
aperto un sito web, oggi in beta testing, con cui valutare le possibilità di
occultamento del proprio indirizzo Internet attraverso un VPN cioè una
sottorete privata il cui accesso è consentito solo a utenti abilitati.
Ovviamente per sfuggire alla censura nazionale, l'IPODAH ha dovuto
delocalizzare e ha trovato ospitalità nell'assai più libertaria (e
liberale) Olanda;
ma non è escluso che in un prossimo futuro debba trasferirsi ancora dove i
costi tecnici e di burocrazia siano inferiori.
Nel frattempo Mariano Rajoy, leader del Partito Popolare spagnolo già più
volte ministro ed oggi principale avversario di Zapatero, ha messo le mani
avanti
invitando il suo premier a "non intraprendere iniziative parlamentari o
amministrative ispirate alla dottrina Sarcozy".
Da noi invece è ben nota la posizione di alcuni parlamentari della
maggioranza, che per altro si sostiene inspirata direttamente o
indirettamente dalle
major dell'intrattenimento e dalle loro associazioni di categoria, per cui
non è improbabile che in un prossimo futuro diventi obbligatorio fare
ricorso
a tecniche di mascheramento anche in caso di innocentissimi collegamenti in
tecnologia P2P.
Di Pierluigi Tolardo.
Ed ora, un po' di pubblicità
: