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Il garante sulla privacy e la rete

Wainer Broccoli su smanettando, 06\07\2009, h. 08.39.

Presentando l'ultima relazione annuale sull'attività svolta, il Garante per
la protezione dei dati personali Franco Pizzetti ha fatto un discorso a
tutto
campo, riepilogando gli argomenti caldi di questi mesi e chiedendo la
stesura di nuove regole internazionali.
L'impressione complessiva del Garante è che ci sia ancora un "equilibrio
difficile" tra le esigenze delle società e la tutela della privacy degli
utenti.
Un esempio è l'uso degli elenchi per il telemarketing, pratica estesa fino
al dicembre 2009 "con un intervento legislativo che ci ha sorpreso".
Lo spam telefonico - così come quello "tradizionale" che affligge la posta
elettronica - è in continua crescita e c'è bisogno di "un dialogo leale e
positivo
tra Garante e operatori rimettendo poi al Parlamento eventuali interventi
legislativi".
Per quanto riguarda le nuove tecnologie - Facebook e social network in
primis - Pizzetti
ha richiamato ancora una volta l'importanza di un uso consapevole
dei mezzi a fronte di un uso spesso "sprovveduto e disattento", anche
perché la Rete non dimentica.
"Qualunque fatto del passato, purché contenuto in questi archivi, viene
riproposto nel presente con implicazioni imprevedibili" ha ricordato,
facendo
riferimento in particolare agli archivi online dei giornali
e alla loro disponibilità tramite i motori di ricerca.
C'è anche un lato positivo nelle nuove tecnologie di comunicazione, che
possono diventare uno strumento potente di partecipazione democratica e di
diffusione
delle informazioni, così come sta avvenendo in Iran, dove le notizie
arrivano dai blogger aggirando la censura delle fonti ufficiali.
"Dai blog ai social network fino al recentissimo, e già quasi invecchiato,
sistema twitter, sempre di più oggi l'informazione è il prodotto di una
comunicazione
continua e collettiva a livello mondiale" ha riconosciuto il Garante.
"Quanto sta accadendo in Iran dimostra che su questi strumenti, e
specialmente sui
più innovativi, poggia una forma di resistenza democratica mai immaginata
prima".
Sulla possibilità di sanzioni penali agli organi d'informazione rei di
pubblicare materiale riservato (come le intercettazioni e le acquisizioni
di dati
di traffico, sulle cui modalità la competenza è esclusivamente del
legislatore), Pizzetti esprime le proprie perplessità.
È "inaccettabile che chi deve far rispettare le leggi e i diritti possa
trascurare le cautele necessarie per proteggere dati e informazioni di cui
viene
a conoscenza per il suo ufficio", sostiene il Garante, che richeide una
"nuova disciplina" per la materia.
Il Garante ricorda d'altra parte alcuni casi in cui sono stati pubblicati
dati e dettagli su minori vittime di violenza; in queste occasioni si
ravvisa
"un esercizio del diritto di cronaca esasperato e spesso non corretto", per
il quale rinnova l'appello a rispettare "ilCodice deontologico, la Carta di
Treviso e soprattutto le regole dalla buona informazione".
Le sfide dell'informazione, in particolare per quanto riguarda i nuovi
media, sono molteplici e rappresentano un territorio in buona parte ancora
inesplorato,
specialmente dal punto di vista legislativo. E se da un lato le iniziative
censorie di alcuni Paesi mostrano come "a frontiera della democrazia si
intreccia
strettamente con la libertà di accesso ai nuovi sistemi di
telecomunicazione", dall'altro il Garante riconosce la necessità di
proteggere gli utenti.
"C'è bisogno di proteggere la libertà della rete da chi la vorrebbe
soffocare e c'è bisogno di proteggere chi utilizza la rete dai moderni
banditi del nuovo
Far West digitale" ha dichiarato Pizzetti, usando un'espressione (Far West
digitale) già
usata con ben altri intenti dal presidente francese Sarkozy.
Per questi motivi occorre una regolamentazione sovranazionale, necessaria
anche per la natura stessa di Internet, che non si ferma ai confini dei
singoli
Stati.
"È necessario un grande accordo internazionale e la creazione di una
organizzazione sovranazionale nell'ambito della quale tutte le Autorità
possano cooperare,
secondo principi comuni e con reciproca efficacia" ha concluso il Garante
della Privacy.

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fonte:
http://www.zeusnews.com/news.php?cod=10681