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La blogmania verso il tramonto
art. postato da w. broccoli su smanettando, 15\06\2009, h. 07.41.
C'è stato un tempo in cui pareva che la massima aspirazione di ogni
internauta fosse aprire un proprio blog: i contenuti potevano spaziare da
domande sulla
vita, l'universo e tutto quanto agli eccitanti avvenimenti della vita in un
sperduto paesino di montagna, ma in ogni caso chiunque sembrava avere
qualcosa
da dire.
Poi anche Internet è cambiata, s'è affacciato il cosiddetto Web 2.0, sono
nati i social network e l'effimera attrattiva dei diari online è andata
spegnendosi
per una buona parte degli autori.
Così, come testimoniano i dati di Technorati relativi al 2008, dei 133
milioni di blog tenuti sott'occhio dal motore di ricerca della blogosfera
solo 7,4
milioni sono stati aggiornati negli ultimi 120 giorni.
Se in 4 mesi i loro autori non hanno avuto uno straccio di idea o un
momento per scrivere qualcosa nel proprio spazio, quei blog sono
virtualmente morti,
ridotti a testimonianze del tempo che fu e dei sogni di gloria infranti.
Secondo i calcoli di Technorati il 95% dei blog esistenti nell'intera
Internet si trova in questo stato comatoso; il restante 5% è ancora attivo,
ma sembra
probabile ritenere che la maggior parte delle pageview sia generata da un
numero ancora inferiore di blog, stimabile tra i 50.000 e i 100.000.
Ai tempi d'oro, molti avevano aperto un blog convinti di ricevere migliaia
di visite e commenti ogni giorno; forse avevano iniziato a scrivere dopo
essere
stati attirati dalle storie di chi riusciva a guadagnare tanto da poter
vivere con questa attività. Altri invece speravano di diventare famosi, di
rivelarsi
al mondo come scrittori o di mostrare il proprio genio.
Mentre tutti scrivevano, tuttavia, pochissimi leggevano, e sono pochi gli
scrittori abbastanza stoici da sopportare di avere solo sé stessi come
lettori.
Nel frattempo iniziavano poi la propria storia MySpace, Twitter e Facebook
i quali, oltre a rappresentare la nuova moda, hanno rapidamente imposto un
modo
di comunicare più rapido, immediato, a livello di Sms: nessuno - o quasi -
ha più tempo e voglia di leggere lunghi post.
Ecco quindi che dall'abbandono si sono salvati solo quei pochi -
pochissimi, se confrontati con il numero complessivo - che oltre ad avere
qualcosa da dire
sanno anche come dirlo, quelli che si sono conquistati un pubblico di
affezionati grazie alla qualità dei propri interventi e hanno fatto del
proprio blog
non una vetrina personale ma uno spazio di riflessione e confronto.
Ed ora, un po' di pubblicità
: