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"Dar conto per poter tutti far di conto"

lettera aperta al presidente nazionale uici tommaso Daniele.

PcCiechi, appoggiando e condividendo l'iniziativa di Donato Taddei, invita i lettori a leggere con attenzione la sottoriportata lettera aperta al presidente Tommaso daniele e, se persuasi, ad inviare senza induugi la propria firma al sottoriportato indirizzo.
Mario Palma

Ed ora, un po' di pubblicità

:

(donato Taddei su lista vista , 28\05\2009, h. 21.41.

Avvertenze.
1) - Chiunque intenda, condividendone la sostanza, sottoscrivere la presente lettera aperta al prof. Tommaso Daniele è pregato di comunicare il proprio nome e cognome a Donato Taddei email:
do.taddei@virgilio.it
2) - Chiunque intenda dare diffusione alla presente, con ogni mezzo e in ogni luogo, siti, forum, gruppi e liste di discussione, media, è libero di farlo senza chiedere permesso ad alcuno.
Egr. prof. Tommaso Daniele, presidente nazionale UICI
Eccomi di nuovo ancora a scriverle, stavolta in numerosa compagnia, passando dalla protesta isolata alla proposta condivisa.
Nella mia ultima a Lei diretta lamentavo a gran voce come il molto lodevole sforzo di trasparenza perseguito dalla sua gestione, venisse in pratica vanificato dalla scarsa attenzione da parte dei curatori del sito UICI proprio a quei problemi di accessibilità che la sua associazione giustamente solleva nei confronti delle amministrazioni.
Finora a un non vedente era impedito l'accesso ai documenti contabili e gestionali della associazione cui
una legge attribuisce determinati poteri di tutela dei suoi interessi morali e materiali.
Devo pubblicamente darLe atto che la mia richiesta è stata accolta non solo per quanto riguarda il consuntivo 2008 allora non ancora presente sul sito, ma anche per il file da me indicato col consuntivo 2007.
E veniamo alle richieste, semplici, fattibili, e che crediamo Lei condividerà e farà proprie:
1) - Garantire la accessibilità a tutto il sito uiciechi.it
Confidiamo, poichè identico problema era già stato segnalato da altri, tra cui il prof. Loiodice, in altre sezioni del sito, che gradualmente si provveda in maniera generalizzata a rimuovere tutte queste barriere di accesso, da che non costa niente affiancare alla versione immagine stampabile inaccessibile anche i file originali in formati comunemente accessibili.
2) - "Dar conto" per poter tutti "far di conto",
come dire trasparenza ed efficienza
Siamo convinti, in questo tempo di tagli e di confuso arrembaggio ai finanziamenti, che occorra razionalizzare e riqualificare il livello dei servizi offerti ai disabili visivi e più in generale ai disabili e alla persona.
Viceversa i "tagli" saranno solo il pretesto per ulteriori inefficienze e a pagarne le spese saranno solo ed esclusivamente gli utenti dei servizi, specie i più svantaggiati, gli ultimi, quelli in nome dei quali tali flussi sono erogati, nel nostro caso i ciechi e gli ipovedenti.
A mo' di esempio,
(scherzi perversi del dar conto e del poter far di conto)
si può constatare dal consuntivo 2008 dell'UICI, che la riduzione complessiva delle spese del 7% circa è stata scaricata esclusivamente sui servizi e prestazioni istituzionali, che passano così dal 42% al 35% delle spese, mentre le spese per il personale aumentano, quelle per gli organi direttivi restano invariate e quelle per viaggi e missioni diminuiscono di poco.
Questo esempio sta solo a dirLe che se ciò avviene in una gestione come la sua, esemplare per ordine, chiarezza e trasparenza, si figuri cosa avvien in tutti quei casi in cui i flussi scompaiono come inghiottiti da fenomeni carsici, senza lasciare traccia visibile di alcun genere.
è all'incirca quanto accade alla restante parte della galassia di onlus in cui la sua UICI si è trasformata, con onlus regionali, provinciali, zonali, più la trentina di enti ad essa collegat o federati, cui va ovviamente aggiunto anche il cospicuo numero di altre associazioni, cooperative, enti pure operanti nel campo della disabilità visiva.
In questo contesto la trasparenza della sola sede centrale non permette affatto a un disabile visivo, o a un qualsiasi citadino o contribuente, di avere conoscenza ed esercitare controllo democratico sui flussi di pubblico denaro erogati allo scopo.
Le chiediamo una iniziativa veramente forte in materia di trasparenza.
3) - Circolare alle sedi periferiche perchè mettano on-line rendiconti consuntivi, stati patrimoniali, relazioni amministrative ecc.
Le chiediamo di emanare una circolare che ordini alle sedi periferiche di esporre sui propri siti, o sul sito della sede centrale, i documenti contabili e gestionali, in modo pubblico e accessibile, poichè tra l'altro per un non vedente questo è il sistema più efficace e rapido per studiarsi, incrociare, estrapolare, elaborare tali dati.
Potrebbe, a mo di esempio, vincolare lerogazione dei trasferimenti alle sedi periferiche da parte della sede centrale, ammontanti complessivamente quest'anno a circa 800.000 euro, subordinandoli alla esposizione sul sito dei predetti documenti da parte delle sedi periferiche ed enti collegati.
Così non solo ogni non vedente ma anche ogni cittadino che possa avervi interesse, compresi gli uffici ministeriali incaricati del monitoraggio della spesa sociale, potrà controllare e tracciare ogni euro speso per la disabilità visiva:
stiamo parlando di dotazioni patrimoniali complessivamente dieci volte maggiori di quelle riportate a consuntivo dalla sede centrale UICI,
stiamo parlando di decine o centinaia di milioni erogati dalle province per strutture residenziali e semiresidenziali come sono classificati gli istituti per ciechi, stiamo parlando di somme raccolte con numerosi metodi di finanza creativa
"fai da te" (arriffe, lotterie, collette, raccolte fondi, cene al buio, strani marchingegni, magari all'infrarosso, ecc.).
Le chiediamo di adoperare tutta la sua autorità ed energia in particolare per quanto riguarda gli enti direttamente collegati all'UICI.
- agenzia internazionale per la prevenzione della cecità,
- Irifor
_ bic (biblioteca italiana ciechi) Monza
sia perchè questi enti usufruiscono come l'uici di fondi dal bilancio statale e sia perchè i loro dirigenti fanno parte della dirigenza nazionale UICI da Lei presieduta:
(es. Castronuovo, Piscitelli ecc. e ciò vale anche nei casi in cui un "suo uomo" diriga istituti per ciechi, come il dirigente nazionale Sportelli, il presidente UICI di Trieste, ed altri.
Le chiediamo con forza di ricordare a costoro che la legge Stanca, che anche l'UICI si vanta di aver promosso o sostenuto, obbliga esplicitamente all'accessibilità le onlus, gli enti di formazione e riabilitazione, specie se operano in convenzione o con sovvenzione pubblica e che, manco a farla apposta, l'art. 1 di detta legge riconosce e garantisce il diritto all'informazione.
4) - accesso ai documenti contabili e gestionali degli enti aderenti alla
federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi
la preghiamo di trasmettere la presente al presidente della federazione nazionale istituzioni pro ciechi, se non erro sit. Rodolfo Masto, sempre che il sito non mi inganni,
avallata possibilmente da una sua nota in merito,
affinchè nella prossima riunione sia messo ai voti un ordine del giorno che impegni tutti gli enti aderenti ad esporre sul proprio sito o su quello della federazione i relativi documenti contabili e gestionali.
Non le stiamo chiedendo la luna, come vede.
In quasi tutti gli istituti la sua associazione ha uno o più suoi uomini nel CDA o alla presidenza.
Dunque anche qui non possono esserci alibi.
5) - trasparenza come esempio virtuoso da esportare
Siamo convinti che se Lei onorerà queste nostre semplici richieste, considerato il peso specifico della galassia UICI e connessi, sicuramente ciò indurrà un effetto virtuoso di emulazione da parte delle altre associazioni, cooperative e soggetti concorrenti con l'UICI nel campo della disabilità visiva, inducendo un analogo cambiamento di stile da che anche questi soggetti presentano
"allergie da fotosensibilizzazione" alla trasparenza.
Riteniamo infine che la tracciabilità dei flussi erogati, la misura della loro redditività in termini costi-benefici, il dimensionamento dei reali fabbisogni e la misurazione del livello di soddisfazione degli utenti, insomma l'adozione di un "management per così dire di tipo aziendale, sia il primo passo per la costruzione di quel sistema di conoscenze e di relazioni che permetta di governare efficacemente una realtà, quale quella dei servizi alla disabilità e non solo, intricata, disomogenea, farraginosa, dispersiva, con decine di centri normativi e decine di migliaia di centri esecutivi, nonchè un mare di soggetti intermediari.
Le chiederemmo di farsi carico di questo approccio in tutte le sedi a cominciare dalle consulte dei disabili a livello degli enti locali, passando per le occasioni di confronto con le altre associazioni dei disabili, per finire agli organi di governo locale e nazionale.
Solo sulla base di un approccio rigoroso, selettivo e condiviso, sarà possibile affrontare con efficacia problemi come la progressiva trasformazione del servizio civile in lavoro regolare e professionale, valorizzando quelle competenze che meglio permettono di soddisfare i fabbisogni che necessitano di maggior tutela, e soprattutto di porre fine alle discriminazioni indotte dal presente confuso reggime per cui non è la stesa cosa essere cieco o ipovedente a Trento o a San Cipriano di Aversa, poichè, nel silenzio colpevole e generalizzato delle associazioni dei disabili, compresa la sua, a dieci anni dalla legge 328/2000, ancora non esiste un livello essenziale delle prestazioni garantito indistintamente su tutto il territorio nazionale per ciascuna disabilità e conseguente tipologia di servizi, nè è diventato operativo il sistema informatico dei servizi socio-sanitari per cui nemmeno gli esperti dell'Instat, Inps, ecc. sann, nemmeno in via approssimata, l'entità e le modalità dei soldi che vengono spesi rendendo di fatto impossibile ogni forma di monitoraggio, di pianificazione sulla base dei fabbisogni, in una parola di governo della materia.
Distintamente
Donato Taddei