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gli rss gratuiti stanno affondando i quotidiani?
art. postato da w. broccoli su smanettando, 11\05\2009, h. 07.42.
I maggiori quotidiani americani, dal New York Times a molte altre
importanti testate, hanno lanciato la pietra nello stagno lamentando che i
proprietari
degli aggregatori di notizie fanno quattrini a palate limitandosi a
sfruttare illegalmente le informazioni raccolte e le inchieste effettuate
da giornalisti
professionisti e messe online dagli editori di quotidiani e periodici.
Ha rincarato la dose anche The Guardian definendo "immorale" l'aggregatore
di Google e da ultimo anche un gigante dell'editoria multimediale come
Murdoch,
nella veste di padrone del Wall Street Journal, ha avuto l'occasione di
dire la sua in merito.
A voler giudicare sulla fondatezza della doglianza, avanzata dal
responsabile della AP Dean Singleton, le cose non stanno proprio come
descritto; infatti
gli aggregatori di notizie si limitano a scandagliare in automatico la rete
per poi dirottare gli interessati, dopo aver soltanto fornito una breve
sintesi
della notizia, all'indirizzo originario dove è possibile completarla quasi
sempre a pagamento, arricchita dagli opportuni dettagli.
Anche se la diatriba sembrerebbe vertere su una questione puramente formale
e di principio - e cioè il mancato riconoscimento degli autori della notizia
da parte degli utenti del sistema RSS - la verità come al solito deve
essere cercata in tutt'altra direzione e sono proprio le parole di Murdoch
a chiarire
il concetto quando spiega che "è tramontata l'epoca della gratuità dei
notiziari online".
Inoltre quasi nessuno sembra essersi accorto che i maggiori raccoglitori e
distributori delle notizie stampate sono le ormai onnipresenti rubriche
radiotelevisive
variamente denominate, ma che tutte si sostanziano in un prolisso ma
esaustivo panorama di quanto riportato dai giornali sugli avvenimenti nel
mondo; anche
se quasi sempre viene privilegiato il punto di vista e l'orientamento
politico del commentatore a discapito della completezza dell'informazione.
E' soprattutto in ragione di quest'ultima considerazione che l'utilizzo
degli aggregatori deve essere conservato, in quanto si risolve in una
garanzia per
il sostanziale equilibrio dell'informazione, che a sua volta è sinonimo di
democrazia e di civiltà.
Di dodi Casella.
Ed ora, un po' di pubblicità
: