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Marien, l'assistente sessuale dei disabili
art. postato da michele cioffi su incensuratyy, 29\04\2009, h. 17.08.
La prostituta di Barcellona offre prestazioni a portatori di handicap In
Spagna è polemica. E il sito dell'assistente erotica viene oscurato
Marien, escort dei disabili "Col sesso faccio del bene"
Ed ora, un po' di pubblicità
:"è un settore che altre disprezzano" E che per lei ormai è diventato un
vero business
Dopo undici anni di attività occulta, la squillo è uscita allo scoperto
con un'intervista
MARIA NOVELLA DE LUCA "Grazie Marien, da te ho avuto la prima carezza della
mia vita". Firmato
Juan, affetto da Sla, sclerosi laterale amiotrofica. Grazie, per un
momento d'amore, anche se a pagamento, duecento euro a prestazione.
Marien ha 48 anni, ha un bel fisico snello, capelli castani e lo sguardo
sereno. Di professione fa la escort, prostituta se volete, esercita a
Barcellona, nella zona delle Ramblas, all'università studiava Scienze
politiche, è sposata, separata, ha un figlio. Marien ha una
"specializzazione" però, e da quando questa sua specializzazione è
diventata pubblica, grazie a una lunga e dettagliata intervista a El
Mundo, il suo blog e il suo sito sono stati oscurati per le troppe
richieste, ma soprattutto il tema difficile e delicato della sessualità
nelle persone disabili è finalmente uscito dall'ombra. Perchè Marien da
oltre dieci anni offre sesso a pagamento ai portatori di handicap, per
un weekend con lei ci vogliono oltre duemila euro, e quando parla dei
suoi clienti ne rivela un lato inedito: "Ho scoperto che queste persone
non sono così fragili come si può credere. Hanno bisogno di aiuto in
alcuni momenti, ma hanno una capacità non comune di superare le
avversità". E se oggi definisce il suo lavoro un "servizio sociale", se
in molti casi sono proprio le famiglie delle persone disabili a
contattarla, Marien non nasconde che all'inizio il suo fu un calcolo, la
scelta, dice, "di lavorare in un settore che le altre disprezzavano".
"Mi sono sposata a 17 anni, è andata male, avevo un figlio e un padre a
carico... Ho cambiato nome e ho cominciato a lavorare nei night club di
Barcellona. Vedevo le mie colleghe disprezzare gli uomini sulla sedia a
rotelle, gli zoppi o quelli che indossavano occhiali dalle lenti spesse.
Capii che la strada era quella: iniziai a inserire inserzioni sui
giornali catalani presentandomi come escort indipendente. Specificando
subito quali fossero i destinatari del messaggio". Da allora un successo
(e un business) crescente. "Posso vivere comodamente, ho potuto comprare
due appartamenti, far studiare mio figlio". Una storia nell'ombra, fino
a poco tempo fa. Una storia che però piano piano la coinvolge. Un blog
dove racconta la sua esperienza e le sue sensazioni. "Dare piacere a chi
soffre è un servizio sociale. Ho clienti fissi da anni. Siamo diventati
amici. Non c'è nè pudore nè pietà, il sesso è uno scambio, loro ne hanno
bisogno, io glielo do....". Ma dopo l'intervista al El Mundo tutto
cambia: il suo blog preso d'assalto, migliaia e migliaia di e-mail,
applausi ma anche insulti. Marien diventa un'icona della rete, il
dibattito infiamma le associazioni di persone disabili. Il blog viene
oscurato, Marien viene sommersa da proposte di interviste televisive, ma
per adesso rifiuta visibilità e compensi. "Quello che volevo è spezzare
il tabù sulla sessualità dei portatori di handicap. Un problema rimosso,
che nessuno vuole vedere, la negazione di un diritto. Le mie colleghe
all'inizio mi dicevano: "Marien, come fai, non ti fa schifo?". Sì,
parlavano proprio così... No, mai provata questa sensazione, del resto
prima di fare l'escort facevo l'infermiera, il mio obiettivo era quello
di soddisfare i bisogni delle persone che accudivo, li cambiavo, pulivo.
E poi tra i miei clienti ho incontrato persone incredibili, soltanto
apparentemente fragili".
In Svizzera, come in Svezia, il lavoro di Marien viene riconosciuto
sotto il termine di "assistente sessuale", e le loro prestazioni pagate
dallo Stato. Perchè forse non c'è bisogno di scomodare la psicoanalisi
per spiegare quanto possa essere terapeutico non reprimere ma esprimere
le proprie pulsioni sessuali, proprio in soggetti che per le loro
patologie non hanno il controllo delle proprie sensazioni. Ed è infatti
interessante la testimonianza di Lorenzo Fumagalli, terapeuta di un
ragazzo con disabilità mentale. "Era aggressivo, violento. I suoi
educatori e i suoi medici decisero che si poteva provare a fargli vivere
un rapporto sessuale. Esperimento riuscito: il ragazzo si è calmato e
adesso ha incontri mensili con una prostituta".
Un tema delicato, scabroso. Con pacatezza e senza pudori Marien
nell'intervista descrive anche le particolari forme di sesso che si
possono esercitare con persone affette da disabilità diverse. "Mi
commuovono la gratitudine, l'affetto. è vero, vengo pagata, le mie
tariffe sono chiare, anzi il denaro è un modo di comunicare netto, senza
fraintendimenti. Eppure loro mi ringraziano, come se provare una
sensazione erotica per chi è affetto da una diversità fosse un miracolo,
una concessione impossibile". La storia di Marien fa il giro d'Europa.
La ritroviamo in centinaia di blog italiani. Le reazioni sono diverse.
Le associazioni chiedono cautela, riservatezza. Ma i blogger scrivono.
Marco, 31 anni, tetraplegico è il più deciso: "Siamo esseri umani,
abbiamo diritto al sesso, all'amore, al piacere. Dopo aver letto la
storia di Marien ho chiesto a mia madre di caricare il camper e di
portarmi in Spagna. Lei si è messa a ridere, lo ha raccontato a mio
padre, e lui ha risposto "perchè no, potrebbe essere un'idea"".