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libri di testo: sconfitta su tutta la linea

vari su listavista,dal 13\04\2009, h. 18.59.

aldo corsa.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Ho appena terminato di leggere le specifiche tecniche e giuridiche dei libri di testo digitali. Non stento a sostenere che si tratta della lettura più oscena che mi sia mai capitata di fare in vita mia.
Nei richiami giuridici si indicano le norme che sono prioritariamente da rispettare. Esse sono la tutela del diritto d'autore e le normee sulla privacy. Assolutamente nulla è detto dell'accessibilità.
Nelle norme tecniche si dà apertamente la possibilità agli editori di utilizzare formati propietari blindati. Anche là dove si fa riferimento a fantomatici "standard di mercato" nulla viene detto sul rispetto dei criteri sull'accessibilità.
Per i disabili visivi è chiaramente indicato che dovranno continuare a farsi adattare i libri. Sì, avete capito bene, anche con i testi digitali i ciechi dovranno continuare a passare sotto le forche caudine dell'inefficienza.
In nome e per conto di chi sono state vomitate queste nefandezze?
Preferisco fermarmi qui perché sono inequivocabilmente sconvolto come non mi capitava da tempo e non so cosa riuscirei a scrivere.
Di seguito ltrovate le specifiche:

CARATTERISTICHE TECNOLOGICHE.
1. Rendere disponibili i libri di testo on line scaricabili nei formati più diffusi nel mercato. Qualora il libro fosse realizzato in un formato “proprietario”, dovrà essere reso disponibile l’apposito software di consultazione.
2. Garantire massima compatibilità di fruizione con tutti i dispositivi hardware più diffusi.
3. Avvalersi delle possibilità offerte dai supporti multimediali: interattività, collegamenti ipertestuali, animazioni, con uso pertinente di supporti audio, video e di immagini.
4. Inserire un sommario navigabile che permetta il collegamento diretto ai corrispondenti contenuti e prevedere idonei collegamenti ipertestuali per il ritorno
all'indice.
5. Prevedere funzionalità di lettura dinamiche: possibilità di inserire nel testo evidenziazioni, segnalibri, annotazioni.
6. Permettere la regolazione della velocità di fruizione di oggetti dinamici, in relazione all’età degli studenti ed alle caratteristiche dell’hardware, senza snaturare le caratteristiche didattiche e le funzionalità del libro elettronico.
7. Predisporre modalità per scaricare dalla rete internet contenuti e dati, nel rispetto della tutela del patrimonio informativo dell’autore e dell’editore.
8. Poter beneficiare ogni volta che sia necessario di una funzione di aiuto integrata o Guida in linea, di funzionalità di ricerca.
9. Utilizzare le potenzialità offerte dalla rete internet per l’aggiornamento delle informazioni, accesso a dati remoti e altri servizi integrativi.
CRITERI GIURIDICI.
1..Fornire tutti gli elementi necessari a identificare i contenuti (nomi degli autori, data della creazione del prodotto, fonte e indicazione della natura dei documenti).
2. Rispettare la normativa vigente in materia di diritto d’autore sia per i testi a stampa che per quelli in versione mista oppure on line scaricabili da internet.
3. Prevedere che le scuole possano utilizzare i programmi digitali a titolo collettivo per uso pedagogico e non commerciale, in base alle convenzioni pattuite con le case editrici.
4. Essere conformi alle norme vigenti sul trattamento dei dati personali, ai sensi del D.Lvo n. 196/2003.

***
Appendice al messaggio precedente. Non so se sono riuscito a chiarire la portata della cosa. Sono frastornato e quindi faccio fatica a comunicare.
Nel documento ministeriale c'è scrittta una cosa che non credevo qualcuno avesse il coraggio di scrivere nel 2009. C'è scritto che esistono i libri digitali per tutti, meno che per i ciechi. Per loro esistono libri digitali diversi che devono essere preparati artigianalmente da maestri incisori. Questo c'è scritto, senza se e senza ma. Nel cesso decenni di design for all. Nel cesso il WAI. Nel cesso la legge Stanca e le commissioni tecniche. Nel cesso le idee che ho cercato di portare aventi nel mio lavoro in questi anni.
Basta.

jacopo balocco
Secondo paragrafo della premessa dell'Allegato 1
http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/allegati/all1_dm41.pdf
- inizio -
In tale contesto, si rende pertanto necessario l'uso di strumenti didattici
componibili e integrabili; a tal fine il libro di testo, nella versione
cartacea, on line e mista, può essere realizzato in sezioni tematiche,
corrispondenti ad aspetti specifici delle singole discipline e degli ambiti
disciplinari o per tematiche trasversali e deve corrispondere alle
caratteristiche di seguito indicate, con esclusione dei testi per alunni con
disabilità visiva i quali si avvalgono di specifiche modalità di
trascrizione e adattamento.
- fine -
giuseppe di grande
Aldo:
Nel documento ministeriale c'è scrittta una cosa che non credevo qualcuno
avesse il coraggio di scrivere nel 2009. C'è scritto che esistono i libri
digitali per tutti, meno che per i ciechi. Per loro esistono libri digitali
diversi che devono essere preparati artigianalmente da maestri incisori.

giuseppe di grande

Mi viene naturale pensare male e sospettare che ci sia lo zampino dei
disabili visivi stessi, quelli che vogliono mantenere il sistema a doppia
velocità, così come adesso.
Comunque, Aldo, riderà bene chi riderà per ultimo. Vedremo se il digitale
per i ciechi riusciranno a bloccarlo, vedremo.
I ciechi sono i peggior nemici dei ciechi, si sappia.
Il digitale è una svolta. Perderanno su tutti i fronti.
E' poco probabile che un editore si affidi e investa in formati proprietari
quando ci sono soluzioni affermate già in tutto il mondo. Non è conveniente,
per tutti gli ambiti. Ci si sta orientando sul PDF, ed è un formato che va
benissimo per tutti.
Fa scrivere loro qualsiasi sciocchezza, l'importante è la realtà dei fatti
come si evolverà e come si sta evolvendo.
Devono avere il coraggio alla fine di fare una legge che neghi espressamente
il diritto dei disabili visivi di comprare un libro per tutti. Se
scriveranno questo non ci sarà da piangere, ma da lottare. Per ora me la
rido e sono fiducioso su come si svilupperà la questione libri digitali, e
me ne frego degli ostacoli che stanno cercando di mettere nel cammino dei
ciechi: sono poco più che pozzanghere oltrepassabili con un piccolo saltino.
roberto scano.
Roberto Scano:
Tradotto, se non sbaglio, significa: se vengono fatti i libri accessibili,
come si ottengono poi i contributi per farli accessibili?

giuseppe di grande.
Roberto:
Direi che è ora che le associazioni alzino la voce, no?

G.
Ma chi, quelle che sono pro "trascrizione" speciale o quelle contro? Chi
dovrebbe alzare la voce?
Dai Roberto, siamo realisti e rendiamoci conto di quali sono gli ingranaggi
e degli oli che muovono tutto il sistema.
E' ora che le persone si sgancino dall'idea di far fare qualcosa alle
associazioni e che riacquistino l'autonomia e l'indipendenza che le
associazioni hanno loro sottratto.
Niente allarmismi, lì c'è lo zampino di qualcuno, ma il digitale è più
flessibile e adattabile a tutti, malgrado la legge citi trascrizioni
speciali per disabili visivi. Spingiamo affinché il digitale si diffonda nei
giusti formati e vedrai che del digitale potremo avvalercene tutti...
aldo corsa
Ciao Giuseppe,
dal punto di vista tecnico non posso che essere daccordo con te. Con il digitale si fa tutto e hai voglia a blindare. Ma se il problema fosse solo questo ci sarebbe quasi da essere contenti.
La sconfitta devastante e di tipo culturale e non posso fregarmene perché ciò che sottintende è qualcosa che va ben oltre il discorso sui libri digitali. E' un tipo di approccio rinunciatario che alza bandiera bianca sul fronte delle pari opportunità. Si scrive chiaramente che le pari opportunità sono una favola e che ognuno si regoli come può secondo le sue specificità perché lo stato non ha intenzione di rallentare il progresso.
Sul fronte dei formati, credo anch'io che vedremo quasi solo PDF, ma anche quelli, volendo, si possono blindare massicciamente. Anzi, la circolare invita a proteggere i contenuti e lo fa senza mezzi termini.
Il discorso UIC poi è ancora più complesso. Ci vorrà coraggio da parte loro ad alzare la voce per rivendicare qualcosa che inciderebbe negativamente sul bilancio. E non diamo loro tutta questa importanza: sono quasi certo che in quella circolare non centrino nulla. I motivi di quelle scelte sono chiaramente espressi: bisogna lanciare i libri digitali e per farlo bisogna scegliere la via di minor resistenza per le case editrici (tradotto: minimo aggravio di costi e protezione dei contenuti). Tanto basta a partorire quell'obbrobrio di circolare.
L'UIC penso proprio che non se la fili nessuno.
giuseppe di grande
Aldo:
...ciò che sottintende è qualcosa che va ben oltre il discorso sui libri
digitali. E' un tipo di approccio rinunciatario che alza bandiera bianca sul
fronte delle pari opportunità. Si scrive chiaramente che le pari opportunità
sono una favola e che ognuno si regoli come può secondo le sue specificità
perché lo stato non ha intenzione di rallentare il progresso.

G.
Ma non funzionava già così? Le pari opportunità sono state sempre una
favola, e quindi? In questa occasione lo hanno scritto chiaramente, e dove
sta il problema? [smile]

Aldo:
Sul fronte dei formati, credo anch'io che vedremo quasi solo PDF, ma anche
quelli, volendo, si possono blindare massicciamente. Anzi, la circolare
invita a proteggere i contenuti e lo fa senza mezzi termini.

G.
Ciò che molti leggono digitalmente in qualche modo lo posso leggere anch'io.
Blindino pure il digitale. Il massimo che possono fare è quello di fare un
pdf di immagini. Prego, si accomodino. [smile]
Culturalmente è sì una sconfitta, ma di politica se ne occuperanno se
vorranno nelle sedi più opportune. A me interessa non distogliere
l'attenzione dall'orizzonte digitale che si sta aprendo, e per me è una gran
cosa, comunque me lo vogliano proporre. Mi diano un byte e saprò come
leggermelo, stai sicuro. La protezione migliore per il digitale che possono
adottare, ma proprio impenetrabile, è solo una: non producano più libri, né
cartacei né digitali. Solo in questo modo proteggeranno e blinderanno
completamente i loro prodotti. Certo, così facendo contribuiranno ampiamente
a metterseli nel didietro, ma è un dettaglio tutto di loro competenza.
[smile]

giuseppe di grande.
Roberto Scano:
Tradotto, se non sbaglio, significa: se vengono fatti i libri accessibili,
come si ottengono poi i contributi per farli accessibili?

G.
La estenderei a questo paradosso: se si fanno i libri in digitale come si
ottengono poi i contributi per farli accessibili? [smile]
Ritengo che il digitale sia inarrestabile, che i libri li facciano più o
meno accessibili. Si potranno adottare i libri in digitale, e già per me
questa è una grandissima cosa, che vogliano o meno. Tutto il resto, ostacoli
e ostacoletti, è poco più di un fastidio insignificante. Mi devono solo
scrivere che io in quanto cieco non possa acquistare un libro digitale che
tu vedente puoi acquistare. Scrivano solo questo, nero su bianco, e poi
vedremo cosa succederà.
Tu che hai una valenza in merito più di me, quando puoi spingi sempre nel
verso giusto: consiglia sempre formati internazionalmente diffusi e
affermati, come il PDF, e stai sicuro che per me cieco questo andrà bene. Mi
impediscano solo di comprare un PDF... poi rideremo. [smile]
luigi latini.
Condivido sincero scoramento e viva ribellione. Evidentemente proprio nessuno più ci rappresenta in alcun modo. Men che meno i miei amici dell'Osservatorio che tacciono inutilmente già da molti mesi. E adesso quelli della Biblioteca hanno perfino il coraggio di chiedere l'obolo del 5 X 1000. E se cominciassero davvero a far funzionare a regime almeno 3 dei 13 centri di distribuzione del libro parlato sarebbe già qualcosa.
lottini andrea.

Su questo argomento sono totalmente inesperto ma mi sembra che Aldo e Alberto

Abbiano Pienamente ragione: viene sancito che i disabili visivi, nonostante la

Comparsa dei libri di testo digitali, dovranno continuare a servirsi di

adattamenti e trascrizioni “ad hoc” che li continueranno a tenere nelle braccia

di organismi inefficienti, con problemi di costante reperimento dei contributi

per il loro funzionamento, ritardi ecc.: in una parola continueranno ad essere

discriminati rispetto a chi vede.

Immaginate poi in una prospettiva futura di costante diminuzione della roduzione

di libri cartacei di qualsiasi tipo e l’aumento della produzione di libri

digitali di qualsiasi tipo, magari con formati proprietari di ogni Singolo o

gruppo di editori e per noi inaccessibili: non ci salverà nemmeno lo scanner e

la discriminazione sarà più grande di adesso su tutti i fronti della cultura e

non solo della scuola.

Il discorso di Giuseppe mi sembra sì valido ma troppo ottimistico: per te, caro

Giuseppe, appassionato di informatica e capace come sembra tu sia, il ttuo

discorso rappresenta una scommessa; trovare informaticamente la maniera di

rendere accessibile l’inaccessibile, infinocchiando così decreti e leggi che ci

discriminano.

Avanti pure, se ci riesci, ma la discriminazione resta e fa parte della cultura

della società contemporanea: questo è il dramma; invece di andare avanti si va

indietro.

E non pensare, caro Giuseppe, che questi problemi si possano risolvere

individualmente: occorre un ritorno all’impegno politico e associativo.

Se le associazioni esistenti non fanno niente (il che è sostanzialmente vero per

ragioni che non voglio qui analizzare), o si trasformano riportandole ad un

livello di combattività positiva in grado di incidere nella realtà quotidiana

che i disabili di qualsiasi tipo devono affrontare, oppure se ne creano altre

che lo facciano.

Non vedo alternative se non quelle che caratterizzano la nostra società ormai da

due o tre lustri: un progressivo e graduale aumento dell’emarginazione sociale

dei disabili, un loro sempre maggior ripiegamento su se stessi e intruppamento,

una sempre maggior distanza tra la loro vita e quella di chi disabile non è.

Oggi il decreto ministeriale lo riconferma ma è già da un pezzo che le famiglie

dei disabili sono abbandonate sostanzialmente a se stesse per risolvere i

problemi legati all’istruzione dei loro figli e in questo le colpe associative

(principalmente uici, se non altro perch>è è la più grande e, per questo, la più

in grado quindi di mobilitare e farsi sentire) sono enormi.

Ritengo tuttavia che la responsabilità principale sia da ricercarsi in un

Processo di evoluzione dell’economia capitalistica al quale, piano piano,

nessuno più si è opposto in maniera incisiva.

Occorre tornare ad un impegno politico e propositivo, sulla base di contenuti

che negli anni ’70 si sono portati avanti e che in passato hanno dato anche qualche

positivo risultato, ovviamente visti alla luce della nuova realtà nella quale

ci troviamo ad operare e con la correzione di errori che pure si sono fatti.

Io credo che, però, le indicazioni guida di quell’epoca, i credo teorici che la

animavano insomma, fossero e restano sostanzialmente giusti e che l’aaverli

abbandonati ci stia portando all’instaurazione di una società sempre più

discriminante, razzista, precaria e culturalmente mediocre dalla quale sembra

sempre più difficile uscire.

giuseppe di grande.
Non mi pare che ci siano persone, almeno sino ad ora, che abbiano detto cose
diverse, tanto da costituire una parte per cui tifare o stare. Ci sono state
delle reazioni al decreto che sulla carta dice una cosa, e ce ne sono state
altre (la mia) che analizzo la situazione da un punto di vista tecnico.

I ciechi non dovranno un bel nulla, così come dice quella carta. Se vogliono
continuano a servirsi di chi sino ad ora li ha incatenati, altrimenti si
dànno da fare in altro modo, coi libri digitali o cartacei. Ci mancherebbe
pure che un decreto costringesse a servirsi per forza di chi trascrive e
adatta ai ciechi. Tra l'altro mica lì c'è scritto e indicato espressamente
una biblioteca o una stamperia ben specifica. Eventualmente, per seguire il
tuo discorso socialista, ci si costituisca in una cooperativa e si diano dei
servizi. In sostanza tirarsi fuori da un pachiderma per fondare un altro
pachiderma. Il tuo discorso delle associazioni proprio non mi convince.
Credi proprio che fondarne un'altra, una ennesima, serva a qualcosa. Mi pare
il discorso della politica attuale. Credo di aver sentito che qualcuno dei
politicanti, non d'accordo con il suo partito o la sua parte politica,
diceva: bisogna fondare un altro partito. Sì, come no. Bisogna invece che
andate a casa. Siccome qualcosa non va, si cambia partito piuttosto che
cambiare le persone.

Tu Andrea sei troppo pessimista, non mi pari nemmeno un informatico. Io non
devo trovare un bel nulla. I libri digitali per ora sono questi,
perfettamente trattabili con l'informatica stessa anche dai ciechi. Tu pensi
che un editore si affiderà a formati proprietari. Mi pare che discorsi
preventivi di questo tipo non portino a nulla. La realtà è quella che i
libri digitali per ora sono accessibili, in qualche modo. Mi pare che i
libri di carta per uso personale siano perfettamente trattabili e possono
essere resi accessibili. Questa è la realtà. Io che ho necessità di avere un
libro per mio uso e consumo non infinocchio nessuno. Io compro semplicemente
il libro, cartaceo o digitale che sia, e me lo leggo, me lo studio ecc.. Tu
sei troppo nuovo dei gruppi per conoscere la storia di come la questione dei
libri digitali si sia evoluta in questi anni per i ciechi. Chiedilo
eventualmente a Paolo Pietrosanti, poi fatti dire da lui se un cieco quando
acquista un libro non deve poterselo nemmeno leggere.

Le discriminazioni in ogni caso non mi interessano in questo discorso. Il
mio scopo non è quello di non essere discriminato, altri ci penseranno per
me. Lo scopo di acquistare un libro digitale è quello di leggermelo o
studiarmelo, questo è il fine ultimo di uno studente.

Fai comunque un discorso che vuole togliere il problema dalle associazioni
per darlo alle associazioni. Non è così che si risolve il problema. Il
problema si risolve responsabilizzando gli individui, togliendoli proprio
dalla dipendenza delle associazioni, rendendo le persone autonome di fare
come più piace a loro, secondo le proprie esigenze.

Tu dici che le famiglie da un pezzo sono abbandonate a se stesse. Per nulla.
Le famiglie stanno male perché sono abbandonate alle associazioni. Magari
avessero più coscienza di quel che potenzialmente e individualmente sono già
in grado di fare, senza aspettarsi l'associazione di turno che li segua in
ogni cosa. E' una sorta di dipendenza a doppio senso: le famiglie hdipendono
dalle associazioni e queste dipendono dalle famiglie. Non se ne esce proprio
continuando a fare il solito discorso che fai tu: è una visione vecchia del
problema. Abbiamo bisogno di gente dinamica che sappia fare, non di gente
che si incateni a ciò che altre persone fanno per loro. Io per te non sono
disposto a fare un bel nulla, sono disposto a insegnarti e a orientarti come
farlo da te. Punto e basta.
livio
From: Alberto Ceccherini
il Decreto Ministeriale tradisce tutte le aspettative delle famiglie di
ragazzi non vedenti, abbandonandole a se stesse nel risolvere i problemi di
istruzione dei propri figli.

Livio
In effetti non si capisce per quale motivo sia stato emanato quel decreto e
in quella forma. Contraddice sostanzialmente un altro documento del
Ministero dell'Istruzione, la circolare n. 16 del 10 febbraio 2009 (in PDF,
http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/allegati/cm16_09.pdf).

In questa circolare al paragrafo 2 si afferma esplicitamente:

"Per gli studenti con disabilità sono previsti libri di testo e strumenti
rispondenti alle specifiche esigenze, sia sotto forma di testi trascritti in
Braille per allievi non vedenti o con caratteri ingranditi per allievi
ipovedenti, sia in forma digitale con prodotti che rispettino i requisiti
previsti dalla normativa vigente ed in particolare il DPCM 30 aprile 2008
(pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 giugno 2008), concernente le
"Regole tecniche disciplinanti l'accessibilità agli strumenti didattici e
formativi a favore degli alunni disabili”

Evidentemente non è stata redatta dal gruppo di lavoro che ha scritto il
decreto, o hanno lavorato uno all'insaputa dell'altro, vai a sapere. Quello
che so per sentito dire è che nel gruppo di lavoro che ha scritto il decreto
c'era una persona a conoscenza del DPCM 30 aprile 2008, e sembra che quando
è stato fatto presente che bastava riprendere i punti qui riportati qualcuno
con discreta veemenza abbia risposto "non se ne parla, è stato contestato
dai ciechi".
Questo è il risultato di quando UIC inviò all'allora sottosegretario per le
Riforme e le Innovazioni nella P.A. una lettera dai contenuti piuttosto
imbarazzanti.(http://www.uiciechi.it/Newsweb/News/TestoNews.asp?id=1116).
E qui mi fermo e chiudo.
giuseppe di grande.
Livio:
Quello che so per sentito dire è che nel gruppo di lavoro che ha scritto il
decreto
> c'era una persona a conoscenza del DPCM 30 aprile 2008, e sembra che
> quando è stato fatto presente che bastava riprendere i punti qui riportati
> qualcuno con discreta veemenza abbia risposto "non se ne parla, è stato
> contestato dai ciechi".

G.
Proprio bella roba.
Livio, quando avete la possibilità spingete affinché nessuno pensi a formati
assurdi e proprietari. Quando potete consigliate sempre formati ampiamente
diffusi e consolidati, che poi alle associazioni che si adoprano affinché i
ciechi rimangano al palo ci pensiamo noi.

jacopo balocco.
Giusto per la cronaca nella stessa circolare citata da Livio al punto
3.4 I tempi
si trova anche scritto che
(...)
Per tutte le classi in cui sono presenti alunni con disabilità visiva le
adozioni vanno invece effettuate entro il 31 marzo 2009.
(...)
luigi latini.
Giuseppe scrive tra l'altro:
Scuole, insegnanti, famiglie, genitori e studenti, fate da soli perché i
tempi sono maturi per poterlo fare. Col digitale comprate i libri come li
comprano gli altri e ve li studiate come volete, senza esosi costi e ritardi
aggiuntivi aspettando settimane e mesi che i libri speciali ve li mandino a
casa. Non si ha bisogno di libri speciali, si ha bisogno di libri normali.
Gli studenti hanno bisogno di libri di testo da studiare, non di opere
d'arte da toccare.
Anche se avete i libri in formato cartaceo il tempo da dedicare è minimo, e
avrete sin da subito le lezioni da studiare insieme alla classe. E già come
raccontano gli insegnanti di sostegno, queste semplici tecniche nelle scuole
chi sa fare le adotta ampiamente.

Luigi: Sarebbe troppo bello per essere vero. Ma io non ne sono per nulla
convinto. Quanto è realmente possibile trasformare in modo accessibile, per
scopi di studio, un testo di matematica o di fisica per la scuola superiore?
Quali reali possibilità esistono per rendere decentemente ad un bambino che
frequenta la scuola elementare un testo che rappresenta problemini anche
semplici di insiemistica, proposti in forma totalmente iconica tanto che per
esempio, è difficile per un genitore non vedente farsene a volte un'idea
chiara se non attraverso un adulto in grado di mediare correttamente? Quanto
siamo realmente in grado con gli strumenti informatici di rendere un testo
di geometria per un ragazzo della scuola media inferiore? Nè posso io
credere che - fatte sempre salve lodevoli eccezioni - un insegnante di
sostegno con non più di 5 6 ore di formazione nel campo della minorazione
visiva, sia in grado di supplire decentemente alla sostanziale ingestibilità
di un libro di testo non rielaborato correttamente. Questa ancora a mio
avviso la specifica ragion d'essere di istituzioni come la Biblioteca o le
varie stamperie. Certo, con un po' di competenze ancora molto da diffondere
a qualsiasi livello, molto si può fare anche autonomamente; lo possono i
ragazzi direttamente e le famiglie correttamente informate, ma, per il poco
che so non mi riesce davvero facile credere che testi del tipo descritto
sopra siano immediatamente rappresentabili in modo pienamente fruibile.
livio
From: "G. Di Grande"
> Livio, quando avete la possibilità spingete affinché nessuno pensi a
> formati assurdi e proprietari. Quando potete consigliate sempre formati
> ampiamente diffusi e consolidati, che poi alle associazioni che si
> adoprano affinché i ciechi rimangano al palo ci pensiamo noi.

Livio
Io francamente non sono esperto di leggi, decreti, circolari e quant'altro.
Quello che so è che esiste ed è stato pubblicato un decreto che determina le
Regole tecniche disciplinanti l'accessibilità agli strumenti didattici e
formativi a favore degli alunni disabili (visibile a
http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/DM300408.htm). L'allegato A
(http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/DM300408-A.htm) specifica le
linee guida editoriali per i libri di testo, e nel decreto ne hanno copiato
un solo punto, il 3: Enunciato: fornire i libri di testo di un sommario
navigabile che permetta il collegamento diretto ai corrispondenti contenuti
e prevedere idonei collegamenti ipertestuali per il ritorno all'indice o ai
contenuti alla fine di ciascuna sezione.
Avendolo copiato pari pari, mi sembra lecito pensare che chi ha scritto il
decreto di cui stiamo parlando fosse del tutto a conoscenza del DM 30 aprile
2008. Quindi non so cosa pensare, la prima cosa che mi viene in mente è alla
solita azione lobbistica degli editori italiani che si saranno inventate le
scuse peggiori per cercare di schivare le richieste del DM 30 aprile 2008.
Io non so nemmeno se in una situazione normativa di questo tipo il recente
decreto abbia una efficacia, e fino a che punto, certamente c'è qualcuno più
esperto di leggi di me che lo potrà dire.
Per quanto riguarda i formati, se leggi il DM 30 aprile noterai che non
vengono indicati formati ma caratteristiche dei documenti.
Questo perché nessuno può prevedere il rilascio da parte di qualcuno di
possibili migliori formati rispetto a quelli esistenti. A oggi, i formati
che rispettano le caratteristiche richieste sono PDF e HTML, e in qualche
misura ODF. Forse proprio quest'ultimo potrebbe essere un formato da
privilegiare, ma purtroppo bisogna anche fare i conti con il software
disponibile per realizzarli, questi libri.
A oggi nessun programma di impaginazione prevede l'importazione e la
possibilità di gestione di ODF.

aldo corsa.
Livio:
Questo è il risultato di quando UIC inviò all'allora sottosegretario per le Riforme e le Innovazioni nella P.A. una lettera dai contenuti piuttosto imbarazzanti.(http://www.uiciechi.it/Newsweb/News/TestoNews.asp?id=1116).
E qui mi fermo e chiudo.

Aldo:
sono andato a leggermi la nota, ma, a parte qualche questione di lana caprina, ho trovato le osservazioni pertinenti. Forse mi sfugge qualcosa.
lottin i andrea.
Ma Giuseppe: chi insegna alle famiglie ad orientarsi?

Chii dà le indicazioni agli inesperti?

Il tuo è un discorso da giovane e ambizioso imprenditore: via i politici corrotti, via le associazioni, via tutto; agli individui il futuro.

E a quali individui? Chi sono i migliori? E le leggi, gli obblighi, I regolamenti ecc.?

La mia sarà anche una visione vecchia ma la tua è antistorica: è proprio pensabile una società senza politici o politicanti come li vuoi chiamare? Senza associazioni, senza partecipazione collettiva, senza pubbliche rappresentanze e istituzioni?

È pensabile, certo, ma è una barbarie; se oggi regna ovunque o quasi l'interesse privato in atti di pubblico ufficio, l'alternativa non è la soppressione del pubblico ufficio (questa non ci sarà mai, per ovvie ragioni), ma la "rivalirizzazione" delle pubbliche istituzioni.

So che è difficile; so che i problemi da affrontare sono immensi; so però che è l'unica alternativa possibile per cambiare in meglio l'esistente.

Quanto al digitale, personalmente lo uso da tre lustri per leggere i libri che
voglio leggere: non uso l'mp3 ma uso benissimo la barra e lo scanner.

Tuttavia i problemi sollevati da Luigi nel suo ultimo messaggio esistono davvero e non sembrano di facile soluzione (forse non sono nemmeno risolvibili) senza una rielaborazione del libro.

Che poi le istituzioni e le associazioni pro ciechi siano come sono, che
forse alcune di esse hanno messo lo zampino nel decreto ministeriale di cui
si parla per difendere sé stesse più che per i reali interessi e bisogni degli studenti ciechi, può essere benissimo: ciò non toglie tuttavia la necessità, almeno attualmente, dell'esistenza di chi provveda a rendere
accessibili libri che non sono rendibili tali attraverso un programma.

Una rivalorizzazione, purificazione, pulizia o come la vuoi chiamare dell'esistente appare indubbiamente necessaria; nefasto tuttavia sarebbe da tutti i punti di vista il venir meno di tutte le forme di pubblica partecipazione (associazioni, partiti) e di tutte le pubbliche istituzioni
(quest'ultima cosa, peraltro, impossibile) per lasciare il posto ad una società dove ogni individuo se la deve cavare da sé.

giuseppe di grande.
Sì Andrea,
mica dico che si deve fare l'impossibile. Insegnanti già fanno il possibile,
e le famiglie faranno quel che già possono fare. Se non sapranno disegnare i
grafichetti per la geometria se li faranno fare dai centri specializzati, e
ti assicuro che di specialisti se fai una ricerca non esistono solo quelle
strutture fatte di ciechi e di ritardi. Ammesso e non concesso che i grafici
non se li possano già fare da soli. E ti assicuro che i grafici già se li
possono fare da soli, tanto non si tratta di opere d'arte. Idem per la
matematica.
Importante che si sappia che chi vuole può fare da solo, senza spendere
ulteriori soldi e senza ottenere in cambio ritardi di mesi.
Ci stiamo mantenendo sul piano del reale, di ciò che già esiste. Oltre alla
matematica ci sono poi tutta una serie di materie per cui ottenere libri,
studiare da subito, o in caso di necessità autoprodursi materiale cartaceo,
non ce ne sono alcune. E più si diffonde il digitale più diventa semplice,
poiché si evita pure di scannerizzare il cartaceo.

Quando mi venne l'idea di produrre un software che risolvesse il problema
della stampa Braille, gli increduli, pure un po' sfottenti, mi dissero che
era impossibile, che già c'era questo e c'era quello, e blah blah blah. Sì,
è stato davvero impossibile farlo, infatti è davvero impossibile che ora
esista e funzioni alla perfezione. L'impossibile è sempre qualcosa di
relativo e soggettivo, più vicino alla persona che lo reputa impossibile,
piuttosto che a quelle altre che lo ritengono possibile in qualche modo.

Oggi è possibile avere l'autonomia e l'indipendenza di fare da soli. Si
sappia. Si è liberi comunque di affidarsi completamente e totalmente alle
strutture specializzate nella trascrizione di libri di testo per ciechi, con
tutti i contro che ne derivano. Ammesso che si ottengano i finanziamenti per
comprarsi tutti i libri che interessano, cosa che, più passa il tempo più
viene a mancare.