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gli ebook on line sono un problema e lo stato italiano diventa ... cinese!

art. postato da w. broccoli su smanettando, 02\04\2009, h. 10.35.

Circa un anno addietro, il management di
Microsoft
ha deciso di archiviare il capitolo Live Search Books e Live Search
Academic, i servizi online di ricerca libri inizialmente pensati per
contrastare Google
- che aveva lanciato Google Print - e poi abbandonati di fronte ai costi e
alle pressioni degli editori che accusavano l'azienda di tradimento dopo che
per decenni aveva sventolato la bandiera del copyright.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Probabilmente la questione dei costi, stimati in circa 230 milioni di
dollari, era solo una fumata in copertura per giustificare l'abbandono di
un progetto
in sé ambizioso e che aveva portato all'archiviazione digitale di milioni
di articoli di giornale e di centinaia di migliaia di volumi; infatti è da
presumere
che i costi sopportati a Mountain View per la propria analoga iniziativa
non siano stati inferiori.

La spiegazione della chiusura risiede invece con ogni probabilità nella
causa legale intentata già nel 2004 da alcuni dei maggiori rappresentanti
dell'editoria
statunitense, che lamentavano come Google avesse promesso di offrire libero
e gratuito accesso alle sterminate biblioteche universitarie e via via ad
altre
opere non protette dal diritto d'autore.

Poiché tra pochi mesi avrà inizio il dibattito, che dovrà anche prendere in
esame l'offerta transattiva presentata da Google agli editori della carta
stampata,
pare che anche l'Associazione Italiana Editori (AIE) si stia muovendo a
tutela degli autori che rappresenta, in quanto il servizio denominato
Google Book
Search sarebbe in contrasto con gl'interessi dei propri iscritti.

Questo almeno è quanto riportano alcune agenzie si stampa, tra cui
Adnkronos,
dove ad opera dell'AIE vengono spiegati, per la verità in modo un po'
specioso, i presunti "rischi" della soluzione culturale ideata dal gigante
di Mountain
View, che per portare avanti la propria iniziativa dovrà sborsare decine di
dollari per ogni opera digitalizzata.

Tutto ciò avviene mentre proseguono le audizioni del nostrano Comitato
ministeriale antipirateria e i reiterati assalti di alcuni politici contro
l'"anarchia"
e i rischi veri o presunti dell'Internet, tutti volti a una
"normalizzazione" di tipo cinese del mezzo tecnico.
Dodi Casella.

Fonte:
http://www.zeusnews.com/news.php?cod=9943

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