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skype e la questione delle intercettazioni

tre articoli da varie fonti.

a)art. postato da chiara su incensurati, 21\02\2009, h. 22.50.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

preso da panorama.it

Non è la prima volta che Skype finisce nel mirino di autorità e istituzioni. L'impossibilità di intercettare le chiamate VoIP è vista come una pericolosa
seccatura, nonché come un concreto vantaggio nelle mani ora della criminalità organizzata, ora del terrorismo internazionale.

In questo senso,
le recenti dichiarazioni del ministro Maroni,
disposto a richiedere l'intervento dell'Unione europea, non sono nuove.

Nel gennaio del 2006, a
puntare il dito contro Skype
e altre piattaforme VoIP era stato il
Communication Research Network,
gruppo di lavoro fondato presso il Mit di Boston, che comprende imprenditori, esperti, policy makers ed esponenti del mondo accademico. La tesi era la
simile
a quella usata dal Viminale in questi giorni, ma in qualche modo più ingenua: le tecnologie proprietarie e le comunicazioni criptate, si disse, possono
fornire a cybercriminali e malintenzionati una piattaforma sicura per lo spamming oppure attaccare i siti web. Da qui la necessità, sempre secondo il Communication
Research Network, di mettere mano ai vari Skype e Vonage e renderli più "trasparenti", almeno per l'occhio vigile delle cyber-polizie.

L'anno seguente, Joerg Ziercke - presidente dell'ufficio di Polizia federale tedesca - ha rilanciato: Skype crea grosse difficoltà nella lotta contro il
terrorismo internazionale, disse, poiché il sistema di cifratura non è pubblico. Da qui la
volontà di creare una task force
con il preciso compito di mettere a punto una sorta di "spyware di stato" in grado di intercettare telefonate e chat e supportare le indagini tradizionali.

In entrambi i casi, ci siamo chiesti: tra il bisogno di tutelare la sicurezza nazionale e quello di difendere la privacy e i diritti dei cittadini, chi
deve avere la meglio? Tuttavia, le dichiarazioni del Communication Research Network e della Bundespolizei tedesca generarono una serie abbastanza contenuta
di risposte e prese di posizione.

Niente a che vedere con il polverone nato in un altro momento, quando si è saputo che Skype, assieme alla consociata Tom Online,
controllava e "filtrava" il traffico degli utenti VoIP in Cina:
la polemica divampò per giorni e lo stesso Niklas Zennstrom (fondatore assieme a Janus Friis) dovette intervenire per placare gli animi. Skype è obbligata
a conformarsi alle leggi locali, disse da Londra, e quindi questa era l'unica strada percorribile in Cina. Paese che tra l'altro rappresentava all'epoca
uno dei tre mercati principali di Skype, assieme a Usa e Germania.

Ora, se Skype un giorno dovesse consegnare agli inquirenti i codici necessari a decriptare i contenuti VoIP, molto probabilmente perderebbe in termini
di
credibilità e fiducia da parte degli utenti stessi. E fin qui siamo tutti più o meno d'accordo. Tuttavia l'arcano rimane: perché se la Cina "sorveglia"
Skype subito si agita lo spettro della censura, mentre se è il civilissimo Occidente a proporre una cosa simile non ci indigniamo allo stesso modo?
***
b)art. postato da w. broccoli su smanettando, 23\02\2009, h. 08.00.

L'impossibilità di intercettare le chiamate fatte tramite Skype, sostenuta
anche con un certo orgoglio
 dal produttore stesso, sta creando non pochi problemi alla lotta alla
criminalità organizzata: a rivelarlo è il Ministro dell'Interno Roberto
Maroni durante
la presentazione del libro Fratelli di Sangue.

"Gli affiliati della 'ndrangheta non parlano più col cellulare o col
telefono fisso ma con Skype e questo rende praticamente impossibile
l'intercettazione"
ha spiegato il Ministro, il quale sta pensando di chiedere all'Unione
Europea di intervenire in merito, per cercare di ottenere da Skype le
specifiche
tecniche che renderebbero possibili le intercettazioni.

Le ragioni della sicurezza devono prevalere sulla "giusta tutela di un
brevetto industriale", continua Maroni, che ha deciso di costituire un
gruppo di
lavoro (comprendenti rappresentanti del Dipartimento della Pubblica
Sicurezza, dalla Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e dal
Consiglio
Nazionale delle Ricerche) per trovare le soluzioni tecnologiche e legali
per realizzare l'obiettivo.

Non è la prima volta che le forze dell'ordine si scontrano con le
difficoltà create dall'uso dei software VoIp:
la polizia tedesca
 vi aveva già avuto a che fare nel 2007.

La soluzione all'epoca ideata dai tutori della legge teutonici - in caso
della mancata collaborazione di Skype - prevedeva la creazione di "trojan
di stato",
programmi da installare nei Pc dei sospetti per carpirne le informazioni
necessarie e le comunicazioni.

Un'idea simile dev'essere balenata nella mente di Piero Grasso, procuratore
nazionale antimafia, il quale ha affermato che nella situazione attuale
l'unico
sistema utilizzabile per
intercettare il VoIP
 è installare quanto necessario sui Pc.

Skype, intanto, non sembra voler cedere: "Non possiamo dare il codice per
ragioni di privacy e non possiamo fornire la tecnologia necessaria per la
decrittazione
e l'ascolto delle comunicazioni che avvengono attraverso Skype".

fonte:
http://www.zeusnews.com/news.php?cod=9511
***
c)intercettazioni, skype pronta a collaborare.
art. postato da m. penna su incensuraty, 28\02\2009, h. 09.49.
da newsmobile.it
Intercettazioni:
Skype
pronta a collaborare con la Polizia europea
A cura di
Redazione
- 28 febbraio 2009

A fronte dei ripetuti appelli sia di Eurojust, l'organismo europeo che coordina le indagini in materia di criminalità informatica e della Direzione Nazionale
Antimafia italiana,
Skype
ha ceduto: collaborerà attivamente con le forze di Polizia per intercettare le telefonate effettuate dai malviventi via
Web.
Lo ha comunicato la società con una breve nota.

Dalla prossima settimana ci sarà il primo vertice tra Skype, Eurojust, gli esponenti dell'Antimafia ed una delegazione di tutti gli stati europei al fine
di verificare la reale disponibilità della società alla collaborazione.