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il robot che vede, quasi come l'uomo
da corriere.it, 11\02\2009.
Messo a punto un automa in grado di evitare gli ostacoli imitando i movimenti umani.
Ed ora, un po' di pubblicità
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Un robot con due telecamere al posto degli occhi e dotato di rotelle vaga per una stanza, evitando accuratamente gli ostacoli e relazionandosi con gli
oggetti
disseminati per la camera come se li vedesse: in realtà non sarebbe il primo, se non fosse che l'umanoide in questione vede «attraverso» il cervello umano,
il che potrebbe avere implicazioni importanti per la disabilità visiva.
SEGNI PARTICOLARI DEL ROBOT SENZA NOME - È l'ultima trovata del progetto
Decisions In Motion
, che conta tra i suoi nove partner il team dell'
Università di Ulm
, guidato da Heiko Neumann e da Cornelia Beck, il team della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e il team dell'Università di Regensburg, coordinato dal
professor Mark Greenlee. I ricercatori hanno studiato l'attività cerebrale umana, concentrandosi sulle aree visive che entrano in gioco nel movimento,
per perfezionare il modo in cui i robot si muovono evitando gli ostacoli, e hanno poi creato una macchina artificiale che, ricalcando il funzionamento
del cervello umano e utilizzando algoritmi neuronali per riprodurre (in parte) la corteccia cerebrale nella sezione visiva, è in grado di vedere e di intercettare
gli oggetti disseminati sul suo cammino. Il robottino (ancora senza nome) simula dunque parzialmente le aree visive del sistema nervoso centrale.
QUESTIONE DI METODO, NON DI RISULTATO - «L'esperimento non era finalizzato al risultato - precisa Antonio Frisoli (che coordina il progetto per la Scuola
Superiore Sant'Anna) - bensì alle modalità di conseguimento dell'obiettivo, utilizzando appunto la simulazione delle aree cerebrali umane per poi trasferirle
su una piattaforma robotica». Questa è la differenza sostanziale con gli ormai numerosi robottini che sono in grado di intercettare gli ostacoli utilizzando
semplicemente dei sensori laser o degli ultrasuoni. È dunque il modo e non il fine a rappresentare una novità , e anche se per il momento costituisce solo
un piccolo passo in avanti si può parlare di un esperimento che va nella direzione della visione artificiale.
DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA - «Sulla base di studi neurofisiologici e di brain imaging - spiega ancora Frisoli - sono stati messi a punto dei modelli
informatici di tipo "neuromorfico" che simulano quello che succede all'interno del cervello umano quando siamo in movimento. In particolare - aggiunge
il ricercatore - abbiamo riprodotto delle condizioni sperimentali in cui un robot, muovendosi ad elevate velocità, è in grado di adattare il proprio comportamento
per evitare ostacoli e raggiungere degli obiettivi, proprio come fanno gli esseri umani, replicando a livello informatico i meccanismi neuro-biologici
che avvengono nel cervello umano». Il robot è dotato di una testa di visione attiva, la quale può riprodurre i movimenti del capo e degli occhi umani,
attraverso cui è in grado di esplorare lo spazio intorno a sé.
NON SOLO IL ROBOT «VEDENTE» - Dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa (tra i numerosi partner quello che ha creato fisicamente il robot) provengono altri
celebri robottini: qui è stata costruita la mano artificiale che controlla il pensiero, così come il robot spazzino e persino il robot sottomarino che
si muove come un polpo. Emanuela Di Pasqua
Emanuela Di Pasqua
11 febbraio 2009