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siae egoverno: assieme contro la pirateria
postato da w. broccoli su smanettando, 28\01\2009, h. 07.08.
Sta girando in rete un documento, in formato Pdf, reso noto da
Altroconsumo
: si tratta di una proposta di legge che sembrerebbe ideata dalla Siae.
Ed ora, un po' di pubblicità
:Nonostante la Società degli Autori e degli Editori neghi la paternità, una
rapida occhiata alle Proprietà svela come proprio la Siae figuri alla voce
Autore;
inoltre, i riferimenti all'interno del testo sono inequivocabili.
Scopo della proposta - peraltro espresso in maniera generica - è ridefinire
la distribuzione dei contenuti digitali, ma il modo in cui questo dovrebbe
avvenire
si presta a varie interpretazioni, molte delle quali decisamente in
contrasto con le libertà degli utenti.
Nel testo si legge la volontà di incentivare la creazione di piattaforme
per mettere a disposizione in modo gratuito e legale i contenuti
digitali
; i detentori del diritto d'autore sarebbero compensati tramite gli
introiti derivanti dalla pubblicità e dagli sponsor.
Le parti che però più fanno discutere sono quelle che riguardano
"l'attribuzione di specifici profili di diretta responsabilità civile,
amministrativa e
penale all'operato dei prestatori di servizi della società
dell'informazione" che sembrerebbe rendere di fatto i provider (per esempio
YouTube) responsabili
dei contenuti che ospitano e l'"attribuzione di poteri di controllo alle
Autorità di Governo ed alle Forze dell'ordine per la salvaguardia su tali
piattaforme
telematiche del rispetto di norme imperative, dell'ordine pubblico, del
buon costume, ivi inclusa la tutela dei minori", definizione piuttosto
generica
e che può includere tutto e il suo contrario.
Inoltre, nonostante il Ministro Bondi avesse chiaramente dichiarato che
tutta questa materia sarebbe stata trattata insieme al cosiddetto "Popolo
della
Rete" e che non sarebbero state prese misure persecutorie verso gli utenti,
la proposta attribuita alla Siae esplicita chiaramente la "previsione di
sistemi
sanzionatori prevalentemente di natura civile ed amministrativa, nonché di
natura penale per i casi di più gravi violazioni, intendendosi per tali non
solo quelle di interessi maggiormente rilevanti, ma anche quelle
caratterizzate da ripetitività, abitualità, professionalità,con particolare
riferimento
al settore economico e tributario", ossia la possibilità di perseguire
penalmente i cosiddetti "grandi condivisori".
Insomma, quanto emerge dal documento sembra un pastrocchio ambiguo pensato
apposta per poter salvare la faccia lasciando ampiamente mano libera al
governo
- delegato per l'attuazione delle norme - nel decidere come attuarle.
Naturalmente esiste sempre la possibilità che dietro ci siano delle ottime
intenzioni
per riformare una legislazione arcaica, ma i precedenti non fanno ben
sperare.
Ciò che più ancora infastidisce è però rilevare come ciò che doveva
diventare materia di pubblico dibattito stia invece venendo trattato in
gran segreto:
se il file Pdf incriminato non fosse venuto alla luce, forse ci saremmo
trovati con una legge in discussione al Parlamento prima che se ne sapesse
qualcosa.