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Matera, farà il centralinista dell'asl senza allontanarsi da casa sua
da la gazzetta del mezzogiorno del 18\01\2009
MATERA - Ha la dimensione di una goccia in mezzo al mare, ma ora non si potrà certo più pensare che si tratta di un capitolo appartenente al libro dei
sogni. Lavorare stando a casa non è più letteratura fantastica. La notizia è sintetizzabile in una data, il 19 gennaio, che a livello territoriale è anche
una sorta di giro di boa. Lunedì prossimo sarà attivata la prima postazione di telelavoro nell'Asm, l'Azienda sanitaria di Matera. Per la precisione, l'iniziativa
coinvolge un non vedente di Grassano, di 39 anni, già dipendente dell'Asm, che adesso potrà svolgere le funzioni di centralinista da casa utilizzando le
moderne tecnologie di comunicazione.
Gli anglosassoni lo chiamano telework e, normalmente, si riferiscono a qualsiasi attività svolta a distanza dalla sede dell'ufficio o dell'azienda per
cui si lavora. Una pratica che si è andata affermando progressivamente a seguito dell'esigenza di prestazioni di lavoro flessibili e personalizzate.
A livello locale, la decisione dell'Azienda è maturata a valle di una precisa richiesta del responsabile dell'Unità operativa Comunicazione - Ufficio Relazioni
con il Pubblico, Pietro Centolanza, che tendeva anche a razionalizzare il servizio di centralino funzionante 24 ore al giorno.
Ed ora, un po' di pubblicità
:«Semplificando al massimo - commenta in proposito Centolanza, una laurea in sociologia spesa a favore del pianeta sanità - il telelavoro può essere inteso
come un modo di lavorare indipendente dalla localizzazione geografica dell'ufficio o dell'azienda, facilitato dall'uso di strumenti informatici e telematici.
Nel caso specifico, che io sappia, siamo al traguardo non banale del primo caso in provincia di Matera e probabilmente della Basilicata. Non conosco la
situazione fuori regione. Ad ogni modo, la legge c'era e i finanziamenti pure. Come azienda sanitaria il progetto lo abbiamo messo in piedi in tempi brevissimi,
a novembre; successivamente abbiamo dovuto ben calibrare le nostre esigenze con Telecom. E poi, non è che non conoscevamo i problemi, i sacrifici enormi
che affrontava il nostro cntralinista dovendosi spostare da Grassano al posto di lavoro e viceversa. Non c'è nulla da nascondere, il fattore umano ha giocato
un ruolo importante in questa vicenda.
La valutazione costi-benefici è stata altrettanto decisiva, si tratta di una forma di decentramento a basso costo delle attività d'ufficio e assicura lo
stesso tipo di prestazioni anche con turni di notte. Cosa prima davvero micidiale per qualunque portatore di handicap pendolare impegnato in un servizio
che va avanti 24 ore su 24. E siccome stiamo parlando di una persona, oltre che preparata anche molto seria, ha già comunicato la sua volontà di rinunciare
a una serie di benefici previsti dalla legge 104 a favore di portatori di handicap. Vuol dire che la nuova organizzazione del lavoro - conclude Centolanza
- può svolgere anche una funzione di integrazione concreta a livello psicologico, ovvero far sentire il disabile un cittadino come tutti gli altri».
Il provvedimento al quale faceva riferimento Centolanza segue all'avvio del progetto previsto dalla legge n.53 del 2000 (approvato dal Dipartimento per
le Politiche della famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e proposto dall'Ufficio relazioni sindacali della Asm), sulla attuazione di
misure sul telelavoro che prevede, laddove sia tecnicamente possibile, prestazioni di lavoro al di fuori della sede naturale dell'Ente, utilizzando il
supporto di tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Positive valutazioni sono state espresse dal direttore generale della Asm Vito Gaudiano. «Il provvedimento - ha detto - che nasce da una precisa volontà
del precedente direttore generale della Asl n.4, Domenico Maroscia, consente di valorizzare benefici sociali e personali, oltre che a migliorare l'organizzazione
del lavoro nell'ambito delle attività di servizio del centralino telefonico, ove opera un lavoratore non vedente della nostra Azienda».