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la rete telecom a rischio collasso

art. postato da w. broccoli su smanettando, 19\01\2009, h. 07.24.

Francesco Caio è stato, insieme e prima di Silvio Scaglia, l'artefice del
successo di Omnitel, oggi Vodafone Italia; in seguito è stato
l'amministratore
delegato di Cable &
Wireless
, una delle più importanti società di telecomunicazioni del Regno Unito e
del mondo, e successivamente presidente dello European Advisory Board in
Lehman
Brothers. A lui Silvio Berlusconi ha affidato il compito di studiare ed
elaborare un progetto per lo sviluppo della
banda larga.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Caio in un'intervista al Sole 24 Ore lancia un allarme grave: se la Rete di
Telecom Italia non verrà adeguata con importanti investimenti, potrebbe non
essere in grado di reggere l'aumento del traffico telefonico dei prossimi
anni.

A questo punto si imporrebbe un ingente intervento pubblico, come è stato
alle origini dello sviluppo della telefonia fissa e mobile in Italia:
quest'ultima
non si sarebbe mai potuta realizzare con i soli capitali dei privati che,
almeno in Italia, nella telefonia credevano e vi investirono solo per
periodi
brevi e con l'intento di chiudere subito lucrose operazioni finanziarie.

Solo grazie alle partecipazioni statali, nel bene e nel male, è stata
costruita la Rete di Telecom Italia mentre i privati (dagli uomini di Fiat
a Colaninno
a Pirelli) l'hanno solo saputa spremere per il proprio interesse
particolare.

Anche i nuovi azionisti (Telefonica, le banche, l'italiano Fossati) non
vogliono aumenti di capitale, pure necessari a Telecom, per non dover
dividere con
altri il controllo dell'azienda.

La Finanziaria appena approvata dal Parlamento prevede risorse troppo
esigue per l'ampliamento e lo sviluppo delle Reti in Italia. Al contrario,
la prima
scelta di Barack Obama è il rilancio dell'economia attraverso un colossale
investimento nella banda larga, seguito a ruota dalla prudentissima
cancelliera
Angela Merkl, contraria ad appesantire il deficit pubblico tedesco ma
assolutamente disponibile a spendere per la banda larga.

La realtà è che su questo punto, almeno per ora, il governo Berlusconi è
assolutamente inadempiente rispetto al suo stesso programma elettorale.

fonte:
http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=9123