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il file sharing non danneggia le major
art. postato da w. broccoli su smanettando, 21\01\2009, h.08.03.
Sarà difficile spiegarlo ai protagonisti dell'industria discografica e
cinematografica, che piangono per il crollo continuo delle vendite di Cd e
Dvd
, ma secondo una ricerca olandese la causa delle loro sciagure non è il
file sharing. Anzi, il peer to peer ha delle ricadute positive sulla
vendita dei
prodotti collegati ai contenuti video e a quelli musicali: il
merchandising.
Ed ora, un po' di pubblicità
:Lo studio, condotto per conto del Ministero della Pubblica Istruzione e del
Ministero degli Affari Economici dei Paesi Bassi, si è basato sul confronto
dei dati statistici già raccolti, sulle intervisti con i "grandi
condivisori", su un sondaggio e su una serie di seminari informativi.
Il quadro che ne è emerso non è quello disastroso dipinto da chi gestisce
l'industria della cultura; riserva invece alcune sorprese.
La gente scarica perché non ce la fa a comprare tutta la musica che
vorrebbe, questo è certo, e la diffusione del file sharing si traduce in un
calo complessivo
delle vendite di Cd e Dvd; questo calo, però, non è tanto marcato quanto
sembrava.
Chi usa il peer to peer - questo emerge dall'indagine - molto spesso decide
di acquistare l'album di cui ha scaricato le canzoni, per avere tra le mani
un supporto fisico e tutti gli extra come la copertina, il libretto e via
dicendo; lo stesso avviene per i film.
Se poi si confrontano gli acquisti di chi scarica con quelli di chi invece
non fa uso del file sharing, si scopre che sono i primi a comprare di più,
ad
andare ai concerti e a collezionare i gadget.
Come se ciò non bastasse, la ricerca olandese ha svelato come le perdite
segnalate nella vendita delle registrazioni (video o audio) vengono più che
compensate
dai guadagni che arrivano dal merchandising e dai concerti. Il saldo, alla
fine, risulta positivo.
La tendenza complessiva che emerge dal lungo rapporto (146 pagine) indica
chiaramente come i futuri guadagni delle case discografiche e
cinematografiche
non possano più essere rappresentati dalla vendita di Cd e Dvd (o, peggio
ancora, dal noleggio, un'attività ormai praticamente inesistente): occorrerà
invece studiare un nuovo modello di business che faccia leva sui "valori
aggiunti" mentre le opere in sé diventano disponibili attraverso altri
canali.
Un discorso analogo vale per il settore dei
videogiochi
, definito "stagnante": i produttori devono concentrarsi sui vantaggi che
deve portare con sé il possesso di un gioco originale.