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google contro i filtri applicati al p2p
art. postato da w. broccoli su smanettando, 30\01\2009, h. 07.51.
La questione dei
filtri applicati dai provider
alle applicazioni peer to peer non è esclusivamente italiana, anzi. In
America, la scoperta del comportamento poco chiaro di alcuni provider (come
la vicenda
che
ha coinvolto Comcast
) ha scatenato un piccolo putiferio.
Ed ora, un po' di pubblicità
:Il problema è che gli Isp non parlano chiaro. E, se non lo fanno loro, gli
utenti devono ingegnarsi per capire da sé che cosa non vada.
Con quest'obiettivo è nato il Measurement Lab, una "piattaforma aperta
dedicata i ricercatori per fornire degli strumenti di misurazione di
Interet", come
si legge sul sito.
Alcuni strumenti di M-Lab sono già pronti per essere usati; altri lo
saranno presto. Quelli che già si possono testare sono: il Network
Diagnostic Tool,
che identifica eventuali limitazioni alla velocita; Glasnost, che rileva
eventuali limitazioni al traffico p2p BitTorrent; Network Path and
Application
Diagnosis, che si occupa di identificare i problemi sull'ultimo miglio
della connessione.
Dietro a M-Lab c'è Google (insieme a dei partner) che da sempre, nonostante
alcune
mosse sospette,
si erge a paladino della Net Neutrality e da qualche tempo stava lavorando
agli
strumenti software
per difenderla.
"Il nostro obiettivo è la trasparenza" - spiega
Vint Cerf ,
chief Internet evangelist di Google e uno dei padri di Internet- "Il nostro
intento è rendere disponibili maggiori informazioni a chiunque sia
interessato
a come funziona la rete a tutti i livelli".
Prossimamente altri due tool verranno attivati: DiffProbe, pensato per
verificare le priorità assegnate ai diversi pacchetti di dati, e Nano, che
cercherà
eventuali penalizzazioni applicate a specifici utenti, programmi o
destinazioni.
I servizi di M-Lab si trovano ancora nella fase iniziale: per ora sono solo
3 i server che li ospitano e pertanto l'uso da parte di molte persone non è
possibile. L'obiettivo, però, è di abilitare al più presto altre 33
macchine.