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bisogni & capricci di Italo Cillo
inviato in privato da andrea la macchia, 18\01\2009., h. 10.25.
Ecco un'altra tematica che può rendere la rubrica di PCCiechi ancora più interessante.
Questo primo argomento riguarda la categoria Saggezza.
La fonte di questo argomento è
www.miglioriamo.it
Ecco, dopo la mia firma, il testo da copiare e incollare su PCCiechi.
Andrea Lamacchia
Ed ora, un po' di pubblicità
:Bisogni e capricci
Autore:
Italo Cillo
Ciao,
oggi vorrei darti qualche consiglio su come far diventare la tua giornata lavorativa più serena e produttiva grazie ad un miglior controllo dei tuoi pensieri.
Vorrei occuparmi soprattutto dei pensieri che nell’arco della giornata ti spingono all’azione e di come scegliere, fra questi, quelli a cui dare retta
e
a quelli a cui invece non devi badare.
In sostanza, vorrei parlarti della differenza che passa tra “bisogni” e “capricci”.
I “bisogni” sono quei pensieri che sorgono nella tua mente per preservare la tua salute fisica e mentale, oppure per permetterti di portare a termine un
compito o un lavoro nel migliore dei modi.
I “capricci” invece, semplicemente ti spingono a fare qualcosa che ti attira, senza tenere conto di quello che stai facendo o delle conseguenze a cui puoi
andare incontro.
I primi, strettamente legati a ciò che stai facendo in un dato momento, hanno una particolare relazione positiva con la tua situazione attuale.
I secondi invece non cambiano granché con le circostanze e spesso si ripetono ciclicamente, coinvolgendoti sempre nelle stesse azioni che spesso sono delle
perdite di tempo.
Mettiamo che sei impegnato tutto il giorno a lavorare su un tuo progetto che non vedi l’ora di portare a termine.
Mentre stai per iniziare uno dei compiti che avevi registrato nel tuo piano di lavoro, ti imbatti in una notizia interessante su internet che “devi” inviare
al tuo migliore amico. E mentre scrivi l’email, senti di “doverti” dilungare sul week-end scorso passato in sua compagnia e sui pettegolezzi che riguardano
alcuni amici che avete in comune.
Tornando poi al compito di cui parlavamo, ti accorgi che l’ora di tempo che avevi programmato per portarlo a termine dovrà allungarsi di quindici minuti.
A questo punto, hai due possibilità:
1. Riduci il tempo da dedicare ai compiti successivi.
2. Prolunghi di quindici minuti il termine della tua giornata lavorativa.
Non sembra nulla di grave, ma in realtà le conseguenze di questo modo di fare alla lunga si faranno sentire.
Il punto 1 infatti potrebbe ridurre drasticamente la qualità del tuo lavoro; per non parlare della reazione a catena che si instaurerebbe se ti accorgessi
di non poter terminare uno o più compiti successivi nel tempo ridotto che hai dovuto assegnare loro.
Il punto 2 invece ridurrà le ore che potrai dedicare alla famiglia, agli amici e al tempo libero; ore importantissime per la tua salute mentale e per la
tua vita in generale.
I “capricci” della tua mente possono perciò sembrare innocenti distrazioni, ma non lo sono e, anzi, sono capaci di portarti del tutto fuori strada nel
lavoro
e nella vita quotidiana.
Come fare per educare la tua mente a ignorarli e a concentrarsi su ciò che stai facendo? In altre parole: come essere più “centrato” sul presente anziché
sui tuoi “capricci”?
Qualcosa da fare subito ci sarebbe. Ad esempio:
a) Inserisci nel piano di lavoro giornaliero un certo periodo di tempo “vuoto”, non dedicato a nessun compito in particolare, che potrai utilizzare per
sopperire al tempo perduto in distrazioni.
b) Sfoga i tuoi “capricci” nelle ore che avrai assegnato proprio a questo scopo. E’ importante programmare la tua giornata prevedendo anche delle ore
da dedicare a te stesso.
c) Separa in modo più rigoroso sia il tempo dedicato allo svago che quello necessario al tuo lavoro. Non occuparti di lavoro nel tempo libero e allo
stesso tempo non perderti in occupazioni inutili durante il lavoro.
Quando stai facendo qualcosa di importante che richiede tutto il tuo impegno, non far vagare la tua mente e cerca di concentrarti sul momento presente.
Spesso la difficoltà a stare nel “presente” è dovuta all’ansia o ad altre sensazioni da cui la mente cerca di sfuggire inventandosi occupazioni secondarie
assolutamente inutili che sembrano “necessarie”.
In questo caso, conviene fermarsi e pensare: “Cosa sto cercando di evitare in realtà? Forse questo lavoro mi procura ansia per qualche motivo? Forse sto
cercando di non pensare a quel collega o quel cliente così antipatico?”
Non devi cercare di risolvere al momento le cause della tua distrazione. Semplicemente, cerca di sentire l’emozione da cui la tua mente sta fuggendo e
dì
a te stesso: “E’ solo questa sensazione. Nient’altro. Sono perfettamente in grado di sentirla così com’è senza farmene condizionare.”
Altre volte sarà necessario trattare te stesso come un bambino capriccioso, bloccando il lavorio inutile della mente con un atteggiamento assertivo: “Ora
basta! Questa cosa non è affatto necessaria e può forse danneggiarmi. Non devo pensarci più, oppure me ne occuperò dopo.”
Dopotutto, i pensieri che ti distraggono sono tuoi quanto i pensieri utili e costruttivi. Si tratta sempre di te. Nessuno sa meglio di te come sei fatto
e di cosa hai bisogno per non lasciarti sviare dalla tua stessa mente.
Ben presto ti accorgerai anche tu che una giornata di lavoro serena e piena di operosità è la migliore cura contro l’ansia, la rabbia e le altre emozioni
disturbanti!
Con i miei saluti più cordiali,
Italo Cillo.