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Louis Braille e il suo metodo

da la gazzetta del sud del 03\01\2009

Si celebra il bicentenario della nascita

Ed ora, un po' di pubblicità

:

PARIGI celebrerà quest'anno - con una serie di convegni - il bicentenario
della nascita di Louis Braille (4 gennaio 1809-6 gennaio 1852) inventore del
metodo di lettura e scrittura per non vedenti.
Cieco dall'età di tre anni per un incidente nell'officina del padre, studia
all'Istituto per giovani ciechi di Parigi dove incontra nel 1821 l'ufficiale
Charles Barbier de la Serre, sperimentatore di un metodo di scrittura usato
dai militari per i dispacci notturni.
Braille ne rielabora in pochi anni il sistema proponendo un metodo che
prevede la combinazione di sei punti impressi in rilievo con un punteruolo
su due
colonne di carta spessa.
Il primo libro edito in Braille è una grammatica francese nel 1927. Il
cambiamento è rivoluzionario: soppianta il tradizionale metodo di Valentin
Hauy
(la lettura tattile dei caratteri messi in risalto da un filo di rame), e
permette per la prima volta ai non vedenti di scrivere.
Adottato come metodo ufficiale in Francia già nel 1856, nel 1950 l'Unesco ha
riunito i diversi alfabeti Braille in uno universale. La sua diffusione però
è tutt'altro che automatica: secondo l'Associazione Valentin Hauy, in
Francia solo poco più del 10 per cento dei non vedenti lo utilizza
correntemente.
Una tendenza che potrebbe cambiare con l'uso di alcune nuove tecnologie, le
stesse che secondo molti ne avrebbero dovuto causare il definitivo tramonto.
In particolare quelle che combinano il Braille con la sintesi vocale, come
il "bloc-note Braille" venduto in tutto il mondo che permette di scrivere o
leggere ovunque attraverso la sintesi vocale. Ma anche il telefono
cellulare, sviluppato negli Stati Uniti dalla Federazione nazionale dei non
vedenti
insieme a Nokia, capace di trasformare i caratteri in voce, e il "Top
Braille", un apparecchio grande come il mouse di un computer che analizza un
testo
e lo traduce in voce e in Braille.