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i blog: ex luoghi liberi diventati podio della pubblica offesa
Giovanni Agretti,http://ag-notizie.blogspot.com/
“Dove invece si sente solo disagio, e un dolore ulteriore per come sta finendo il mondo, è scorrendo i vari blog. Essi vengono vantati come luoghi d’espressione
ideale e comunicazione: nessun elogio insomma gli è risparmiato. A me invece paiono luoghi di frustrazione e sciatteria, nei quali bisognerebbe io credo
vergognarsi di scrivere, e certo non inorgoglirsi di averli creati. Invece c’è tutto un culturame e persino il senso comune a elogiarli, a vedere in essi
una forma superiore di informazione e democrazia. Ma quelli che valgono qualcosa sono pochi siti a pagamento nei quali si limitano o si cooptano i partecipanti.
Gli altri, la maggioranza, invece amplificano solo dei luoghi comuni e non erudiscono in alcun modo. Infatti chi abbia un qualunque mestiere e lo sappia
davvero lo vede subito: sui blog si parla di tutto, ma sapendo ben poco, e informando ancor meno. Il loro fine è in effetti un altro: assecondare qualche
frasetta, alla quale l’insulto serve da sfogo e surroga svogliatamente pensieri assenti. E peggio ancora: si sente in questo mai firmarsi col suo vero
nome di chi invia messaggi una caduta ulteriore. Sia chi sia, impiegato o signora snob, arrabbiati di destra o sinistra, studenti o professorini: tutti
costoro scrivono al riparo dell’anonimato cose che mai si direbbero in faccia. Altra diseducazione.
Internet diseduca anzitutto perché solo una persona ch’è già molto colta è in grado di orientarsi nella sua infinità di voci, ma allora non ne ha bisogno.
Inoltre peggiora le cose anche perché confonde la parola comunità con un’accozzaglia di insulti, e approssimazioni dette senza responsabilità. Come in
certa pessima tv viene pertanto meno il contraddittorio, in cui si disputi con durezza ma con onore: prevale il frastuono. La qual cosa anzi a ben pensarci
è più esecrabile pure che in televisione.”
Ed ora, un po' di pubblicità
:Prima di cominciare con gli insulti, tenete conto che questa non è farina del mio sacco, ma è un sunto dell’articolo di Geminello Alvi apparso domenica
scorsa su Il Giornale (Leggi tutto qui: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=318422)
Devo dire subito che, anche da blogghista, concordo in parte con quanto va scrivendo il buon Alvi, anche se mi pare troppo pessimista e parziale. Ad esempio
non prende in considerazione altre forme di partecipazione di masssa ad Internet, quali sono i cosiddetti “forum” vale a dire chat aperte, che in qualche
caso non sono meglio dei blog. Ha inoltre trascurato i siti dei grandi giornali sul web, nella quasi totalità controllati da giornalisti stressati da quello
che loro ritengono un incarico di serie B, per dover talvolta colloquiare con gente che loro ritengono poco acculturate. Inutile dire che molti di loro
sono stressati perché si accorgono in ritardo che fare il giornalista è un lavoro talvolta da morti fame e che, come per il politico, non richiede particolari
qualità come conferma il fatto che persino uno come Luca Giurato, per fare un esempio, è un giornalista famoso ed adeguatamente ricco. In conclusione,
può darsi che volgarità e ignoranza stiano più dalla parte dei blogghisti, ma non sottovaluterei i giornalisti e non mancherebbero certo gli esempi.
Su queste forme di comunicazione così importanti e di massa, il buon Alvi che, è un economista e scrittore e solo dopo giornalista, avrebbe fatto bene
ad intrattenerci. Comunque, tanto per fare un esempio, essendo iscritto a Il Giornale.it che ospita il suo “pezzo” ho postato un mio commento critico,
ma educato, che non è apparso, perché viene vagliato prima da uno della redazione. Se ne ha voglia, altrimenti nisba. Altri commenti non straordinari sono
stati invece pubblicati. Basta leggere in calce all'articolo il livello richiesto per farsi un'idea dei redattori addetti.
Sembra, ma forse è solo un’impressione, che al Giornale venga applicato il detto “E' vero che la libertà è preziosa: così preziosa che va razionata” Peccato
che lo dicesse tale Vladimir Ilic Ul'Janov, detto Lenin.