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se mi chiami ti tocco
saverio falcone su incensuraty, 29\12\2008, h. 11.39.
dall'espresso .
Ed ora, un po' di pubblicità
:TELEFONIA / LA BATTAGLIA DEL 2009se mi chiami ti tocco
Di ALESSANDRO LONGO
Dopo il successo dell'iPhone, tutti i produttori di cellulari puntano
sulla funzione touchscreen. Divertente. Pratica. Alla moda. Ma non priva
di problemi
è ufficiale, l'iPhone è stato un successo. I dati delle vendite degli
ultimi tre mesi non lasciano dubbi: i pezzi venduti, versione 3G, sono
stati quasi 5 milioni e il telefonino Apple negli Usa ha conquistato
anche le fasce di reddito medio basso, 25-50 mila dollari l'anno,
secondo un sondaggio della società di analisi comScore. Apple è
diventata così la terza più importante azienda al mondo produttrice di
smartphone: mica male, per chi fino a ieri si era occupato solo di
computer e iPod. Merito del marketing, ma anche di una novità che ha
rivoluzionato l'uso dei cellulari: il touchscreen. Toccando lo schermo
con le dita è possibile usare il cellulare in tutte le sue funzioni,
sfogliare le foto, navigare sul Web.
Fino a ieri i non molti telefoni portatili con touchscreen erano
utilizzati con il pennino, non con le dita, e da manager per lavorare in
azienda: i classici palmari. Apple ha reinventato questa tecnologia e la
febbre touchscreen ha conquistato il mercato. Le aziende fanno a gara a
sfornare un modello dietro l'altro. Alcuni, come Nokia, ci hanno messo
un po', prima di associarsi alla moda: il suo primo touch (5800) è in
arrivo e un altro (N97), più completo, arriverà l'anno prossimo. I primi
mesi del 2009 saranno terreno di battaglia, perchè è attesa anche la
nuova gamma di touchscreen Samsung, che giura di poter battere l'iPhone
per ampiezza dello schermo. E sbarcherà nei negozi anche il primo
cellulare di Google: il G1 di Htc, con sistema operativo Android, ideato
dal gigante del Web. Tra cinque anni, circa un cellulare su tre sarà
touchscreen, secondo il gruppo di ricerca Strategy Analytics.
Ma a che cosa si deve questa fiamma di passione per gli schermi che si
toccano? "L'uso del touchscreen riduce il tempo di accesso ai menù
preferiti. Cosa non da poco, visto che i cellulari diventano sempre più
multifunzione", dice Thomas K. Kang, analista di Strategy Analytics.
"Eliminare i tasti permette poi di offrire schermi molto ampi. è un
vantaggio per chi vede foto, video e naviga su Internet", aggiunge. Ma
anche per chi usa la mappa Gps: la muovi con un dito, poi premi su un
punto e compare una finestra che ti dice che cos'è quel monumento, quel
ristorante.
Conferma Carolina Milanesi, analista di Gartner: "Ormai la pubblicità ha
reso famoso il gesto delle due dita, pollice e indice che si avvicinano
o si allontanano sfiorando lo schermo, per fare zoom sull'iPhone. è
comodissimo". Anche se è solo un lato della medaglia. Quello che spesso
si dimentica di citare è il lato negativo degli schermi touch: "Per
prima cosa, il costo: sono cellulari piuttosto dispendiosi. In buona
parte dipende dalle dimensioni dello schermo: dev'essere grande, almeno
3 pollici, altrimenti il tocco delle dita diventa impreciso", dice Neil
Mawston, analista di Strategy Analytics. Il prezzo tipico di un
cellulare touchscreen è 500-600 euro (e ce ne sono di più cari). C'è poi
il problema della scrittura. "Per mail, sms, note, messaggi istantanei
molti preferiscono una tastiera fisica. Trovano quella virtuale dei
touchscreen lenta e imprecisa", dice Milanesi.
Ci sono tanti tipi di tecnologie touchscreen e i principali sono due:
quella resistiva e quella capacitiva. L'iPhone usa la capacitiva, che ha
vari vantaggi: schermi molto luminosi, risposta istantanea (li sfiori e
subito esegui l'azione), multitouch (per usare più dita in
contemporanea, per esempio per fare zoom). Svantaggi: è una tecnologia
più costosa - il che spinge il produttore a risparmiare su altre
funzioni (per esempio la fotocamera dell'iPhone non è eccelsa). è
inoltre una tecnologia che reagisce solo al tocco delle dita nude.
Niente da fare se si indossano i guanti o si hanno le dita bagnate.
Oppure se si hanno le unghia lunghe. Il che ha fatto scoppiare la
protesta di gruppi di donne manager fan della manicure, spalleggiate da
associazioni degli americani obesi (anche con le dita troppo grosse ci
sono problemi).
La tecnologia resistiva invece è più flessibile, economica, può essere
usata anche con il pennino, che permette maggiore precisione e di
scrivere a mano libera. Ma non ha i vantaggi della capacitiva.
Partendo da questi pro e contro, la sfida è migliorare la comodità
d'uso: "Si entra in una seconda fase. Non basta più mettere uno schermo
touch, è importante anche come reagisce al tocco", dice Milanesi: "Lo si
vede per esempio con lo Storm, di Blackberry: lo schermo s'incurva,
quando lo premi, dando quindi un migliore feedback all'utente". Sempre
per migliorare la risposta, i prossimi touch di Samsung e di Nokia
avranno la tecnologia 'haptics'. In sostanza quando tocchi lo schermo
senti una vibrazione. Si cerca così di sopperire alla mancanza di
fisicità dei tasti da pigiare sullo schermo. Con un feedback, l'uso
diventa più veloce e preciso. "Noi però crediamo che per scrivere sia
meglio la tastiera tradizionale. Per questo motivo l'abbiamo integrata,
al fianco del touchscreen resistivo, nell'N97", dice Andrea Facchini,
direttore marketing Nokia: "è l'ideale per il Web 2.0 mobile, per
scrivere su blog e social network".
Samsung invece sceglie lo scontro diretto con Apple: "L'Omnia HD, che
uscirà a giugno, sarà multitouch e capacitivo come l'iPhone, ma più
tecnologico", dice Amedeo D'Angelo, vice presidente della divisione tlc
di Samsung Italia. Stessa spinta evolutiva anima Htc, che nel 2009
lancerà una versione potenziata del Diamond e del G1 (il primo
Googlephone). LG invece guarda al grande pubblico: "Lavoriamo per
risolvere i problemi che allontanano i giovani e la massa dai
touchscreen. L'alto prezzo, i problemi con gli sms, batterie limitate",
dice Michelangelo Tursi, di LG. "A gennaio lanceremo il KP500, a 199
euro, pensato per i giovani, anche per i videogame". Obiettivo, il
touchscreen per tutti. n