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internet, il vero giornale degli italiani all'estero
www.legnostorto.com, 28\12\2008.
Max Bono
Ed ora, un po' di pubblicità
:Buenos Aires, calle Florida
“Quali sono i giornali italiani che leggi?” chiedo al mio intervistato. Ho fatto questa domanda migliaia di volte intervistando gli italiani di Bahia per
la ricerca della ong APK, l’unica di assistenza della comunità italiana del Nord Est del Brasile (
apk.salvador@yahoo.com.br
). Ciò che impressiona è che la risposta è stata quasi sempre la stessa: “Tutti, ovviamente su internet”. Ed inoltre: “I giornali italiani sono carissimi
qui in Brasile, arrivano con grande ritardo, con notizie vecchie. In internet invece ricevi le notizie in tempo reale, riesci a leggere persino le notizie
della tua cittadina di appartenenza e, ovviamente, costa pochissimo”.
Internet ha permesso di mantenere il legame con la madrepatria tramite il continuo aggiornamento delle notizie. In passato i costi proibitivi dei giornali
scoraggiavano l’acquisto degli stessi da parte degli italiani all’estero e di conseguenza le comunità all’estero perdevano gradualmente il contatto con
l’Italia.
L’immagine della nostra patria diveniva opaca, folkloristica, senza contatto con la realtà attuale. Oggi tutto questo non esiste più. Persino ultrasettantenni
leggono con regolarità le notizie che accadono in Italia con la dimestichezza di ragazzini. L’immagine dell’Italia è la stessa che si ha in Italia, persino
i tormentoni politici che si commentano sulle spiagge brasiliane dall’italiano di turno sono gli stessi che in Italia. L’italiano all’estero conosce (o
meglio può conoscere) l’Italia come l’italiano in patria.
Ci sono tuttavia alcuni fenomeni interessanti che riguardano l’informazione on-line. In primo luogo mentre l’italiano all’estero sa benissimo cosa accade
in Italia, non è vero il contrario. L’immagine dell’italiano all’estero in Italia è ancora molto folkloristica, è l’immagine del “paisà”, dell’emigrante
con la valigia di cartone. Un'immagine tanto falsa quanto quella che avevano gli italiani all’estero di quelli in Italia in passato. Solo che l’italiano
all’estero si è aggiornato grazie ad internet mentre l’italiano in patria no.
E’ forse questa la vera ragione della disaffezione (per non dire dell’immagine di “pappone”) che l’italiano in patria ha di quello all’estero. Sfortunatamente
la cosiddetta “informazione di ritorno”, l’informazione circa le comunità italiane all’estero da parte di giornalisti italiani sul luogo, quasi non esiste
in Italia. Al contrario i sussidi governativi per la stampa italiana all’estero (quelli sì) vanno, per la maggior parte, a “papponi” che pubblicano giornali
italiani all’estero che ben pochi leggono. Questi sussidi dovrebbero essere indirizzati allo sviluppo dell’informazione di ritorno invece che essere “sprecati”
in mille rivoli o andare a foraggiare il gruppo Assopigliatutto-La Repubblica con il “metodo” dei quotidiani teletrasmessi.
Infine è interessante la discussione che si strascina per anni riguardo a Rai international. Una discussione francamente inutile perché Rai international
all’estero la vedono in pochi per non dire in pochissimi. Di nuovo i costi elevati necessari per ricevere il segnale via cavo o satellite scoraggia seriamente
l’italiano all’estero. E perché spendere questi soldi, poi? Con internet vedi con un po' di ritardo le trasmissioni rai a costo zero.
E’ evidente che internet ha distrutto per sempre il mondo preistorico dell’editoria italiana. E questo è ancora di più vero all’estero. Paradossalmente
però ha anche centralizzato l’attenzione del teleutente sui giornali tradizionali, nella loro versione on-line. Mi spiego.
Il “brand” dei giornali tradizionali è decisivo nel momento di scegliere dove leggere le notizie. In pratica si va in google si scrive il nome della testata
nazionale più famosa o conosciuta e si leggono le notizie italiane. Mai prima d’ora i giornali tradizionali sono stati tanto forti e tanto deboli. Tanto
forti perché sono i più letti e accessibili in internet, tanto deboli perché i giornali (anche in Italia) si leggono sempre meno. Riportano notizie vecchie,
inutili. In pratica vale la pena leggerli per i commenti e per i titoli a nove colonne più che per le notizie. Questo spiega perché i giornali sportivi
sono sempre sulla cresta dell'onda in Italia.
Un altro fenomeno ancora piccolo anche se in crescita vorticosa riguarda i giornali on-line poco conosciuti o i siti blog. Questi non hanno “il nome” ma
nella ricerca in google escono anche loro. Ed il lettore, una volta che li sperimenta, se gli piacciono, torna sempre di più. Ed alla fine persino abbandona
il giornale tradizionale, limitatamente però all’area di competenza del giornale on-line specializzato.
Morale della storia: i giornali cartacei hanno un valore ed un impatto sempre più ridotto mentre molto maggiore è l’impatto dello stesso giornale online.
I giornali online “nuovi” invece stanno attraversando un severo processo di selezione naturale accentuato dalla recente crisi economica e sopravvivranno
solo quelli che dimostreranno di avere una specializzazione vera nell’area di competenza. E ciò per i giornali degli italiani all’estero significherà avere
una vera informazione di ritorno, non una copia sbiadita della comunità italiana che esce dai libri di storia dell’emigrazione.
Ora però mi fermo e torno al duro lavoro di ricerca per APK. Se aspetto i sussidi governativi sto fresco. Al momento la mia informazione di ritorno mi
dà un ritorno di buona immagine ma non un corrispondente ritorno finanziario. Devo guadagnarmi la pagnotta, e con l’inflazione crescente qui in Brasile
(altra informazione di ritorno che vi passo) non posso aspettare i tempi biblici del governo per la modifica dei criteri di erogazione dei fondi pubblici
all’editoria italiana all’estero. E qualcosa mi dice che anche questa ci sarà, i futuri beneficiari saranno i soliti noti.