Salta al contenuto principale

il sesto senso dei ciechi esiste davvero!

da corriere.it, 23\12\2008.

RICERCA americana, OLANDESE E ITALIANA
Permette di evitare gli ostacoli. Lo dimostrano studi su un uomo che ha perso la vista per un ictus

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Il sesto senso non è un'invenzione popolare o letteraria. Gli scienziati ne hanno dimostrato la reale esistenza studiando un cieco capace di camminare
aggirando
gli ostacoli e di reagire al cambio di espressione delle persone (Nella foto il supereroe cieco Daredevil)
ROMA - Il «sesto senso», che permette per esempio ai ciechi di camminare aggirando gli ostacoli, esiste davvero. Lo hanno dimostrato ricercatori americani
e olandesi che, insieme a colleghi italiani dell'Università di Torino e a scienziati britannici e svizzeri, hanno pubblicato i risultati dei loro studi
sulla rivista scientifica «Current Biology».

IL PAZIENTE - Protagonista della loro indagine è un uomo rimasto cieco dopo un ictus, ma perfettamente in grado di evitare sedie e altri ostacoli ricorrendo
a connessioni nervose alternative nel cervello. L'uomo, di cui si conoscono solo le iniziali (T.N.) è rimasto cieco dopo un danno alla corteccia visuale
in entrambi gli emisferi del cervello. I suoi occhi sono normali sul piano funzionale, ma il suo cervello non può elaborare le informazioni che essi inviano,
rendendo di fatto l'uomo totalmente privo di vista. T.N. si era accorto però di avere la cosiddetta «vista dei ciechi», l'abilità cioè di percepire la
presenza di alcuni oggetti nell'ambiente pur senza vederli. Non solo, era in grado addirittura di rispondere alle espressioni del volto altrui. Nonostante
ciò, camminava come un cieco, usano un bastone per tracciare gli ostacoli e chiedendo l'aiuto di altri in strada.

IL VIDEO - Per testare le sue reali capacità scienziati dell'Harvard Medical School di Cambridge (Usa) hanno predisposto in laboratorio un vero e proprio
percorso a ostacoli, riprendendo poi in un video la sua performance. E nel filmato si vede T.N. che completa in scioltezza il percorso senza l'aiuto del
suo bastone o di un'altra persona. Oltretutto T.N. «non si rendeva conto di fare qualcosa di eccezionale: pensava di aver camminato in linea retta lungo
un corridoio», spiega Beatrice de Gelder della Tilburd University (Paesi Bassi) e dell'ateneo americano, che ha firmato la ricerca insieme a Marco Tamietto
dell'Università di Torino e un gruppo di colleghi internazionali.

CONSEGUENZE - «Si tratta in assoluto della prima ricerca su questa abilità nell'uomo. Dallo studio emerge un messaggio importante, specie per le persone
con danni cerebrali», aggiunge la responsabile della ricerca. «Si può subire una totale perdita della visione corticale, ma ancora avere delle capacità»
misteriose, «che permettono di muoversi dentro e fuori da un luogo senza farsi male», spiega l'esperta. «Lo studio - conclude - ci mostra l'importanza
di questi elementi visuali, molto antichi dal punto di vista dell'evoluzione, che contribuiscono più di quanto pensiamo al nostro funzionamento nel mondo
reale». Insomma, c'è molto che i pazienti possono fare se superano l'idea di non essere in grado di farlo.
23 dicembre 2008
***
da la repubblica
La Repubblica,24/12/2008.
      Un cieco ha completato un percorso a ostacoli senza aiuti Così alcuni
scienziati hanno provato che l´intuito è innato
      Il sesto senso esiste e non è paranormale

      L´esperimento internazionale dimostra che nel cervello dell´uomo
restano capacità primitive che non sono andate perse e si riattivano in caso
di necessità
      MARINA CAVALLIERI

      ROMA
      Un cieco attraversa un corridoio riuscendo a schivare tutti gli
ostacoli, evitando ogni cosa che si frappone all´uscita. Si muove senza
bastone, con prudente sicurezza, guidato da un radar invisibile, da una
misteriosa convinzione interiore, da un sesto senso.
      Questo è l´ultimo esperimento fatto dagli scienziati per indagare su
quella sfera delle nostre percezioni che orienta le azioni ma al di fuori di
ogni consapevolezza. Percezioni che si possono chiamare di volta in volta
intuito, ispirazione, premonizione. Sensazioni che trascendono la logica e
sono spiegabili semplicemente con una frase: «Me lo sentivo». E tutti, anche
i più razionali e scettici, devono ammettere che lo hanno detto almeno una
volta.
      «Abbiamo studiato un paziente molto raro, completamente cieco per due
lesioni successive che hanno distrutto la corteccia visiva primaria di
entrambi gli emisferi, gli abbiamo chiesto di attraversare un corridoio con
degli ostacoli, lo abbiamo messo davanti a una traiettoria complessa che ha
superato, senza che neanche lui dopo sapesse spiegare il perché», racconta
Marco Tamietto, neuropsicologo, ricercatore dell´Università di Torino.
Tamietto ha collaborato a una ricerca internazionale guidata dalla
scienziata olandese Beatrice de Galder, pubblicata su Current Biology.
      La scienza da sempre s´ingegna per scoprire l´origine del sesto senso,
per dargli una base biologica e sottrarlo definitivamente all´ambito
dell´irrazionale, del mistico, del soprannaturale, per riportare una
capacità misteriosa e sfuggente dentro uno schema comprensibile, dentro dei
confini fisici. Il sesto senso è quell´istinto che aggiusta la rotta dei
nostri comportamenti, che ci fa evitare gli ostacoli, bloccarci quando
vorremo partire, voltarci all´improvviso mentre attraversiamo la strada, ma
è anche ciò che ci fa sentire conosciute persone mai viste, prendere
decisioni contro ogni logica. È l´intuizione rapida che collega in una
frazione di secondo elementi distanti e fa dire ad Archimede "Eureka" e a
Sherlock Holmes "Elementare, Watson".
      «Già negli anni 70 - dice Tamietto - era stato fatto un esperimento
simile con delle scimmie, anche loro prive di vista, anche loro erano
riuscite a fare un percorso evitando gli ostacoli. Si pensava che potessero
fare questo perché avevano mantenuto delle capacità che l´uomo con
l´evoluzione aveva perso. Invece con questo esperimento si dimostra che
l´uomo ha ancora queste competenze, capacità primitive ereditate dai suoi
antenati che non sono andate perdute. Queste competenze sono mediate da
strutture sottocorticali, dal collicolo superiore, e si riattivano in alcune
situazioni».
      Forse le scoperte scientifiche tolgono fascino a capacità misteriose
ma almeno ammettono che non sono solo frutto di una fervida fantasia.
«Esistono delle capacità che sono al di fuori della consapevolezza cosciente
che influenzano la quotidianità - aggiunge il ricercatore - il nostro
cervello è in grado di elaborare informazioni al di fuori della coscienza
mandandoci messaggi che determinano scelte apparentemente incomprensibili».
In quei momenti si ha la sensazione di mettersi in contatto con un potere
profondo e per un istante di ritrovare la metà perduta.