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dialogo tra paolo mondadori e michele diodati

Paolo mondadori su mbx

Ritengo questo messaggio molto importante, per tutti noi e per chi in particolare, come me, usa lo screenreader per navigare sul web, perciò prego
di farlo girare ad altre liste e presso le sedi provinciali delle vostre uici.
Quello che segue è un breve scambio di emails tra me e il signor Michele Diodati, che, per chi non lo conoscesse, è uno dei maggiori, se non il maggiore,
esperti italiani di accessibilità al web. Le riflessioni che ne scaturiscono sono a dir poco preoccupanti.
Tutto è cominciato col mio desiderio (dato che già tutti i miei colleghi di lavoro lo usano regolarmente) di usare facebook; ho scritto al signor Diodati
per sapere cosa ne pensasse del fatto che ho trovato praticamente impossibile interfacciare facebook con jaws. Ora, facebook può essere preso solo come
uno spunto, perché il problema della sempre più forte discriminazione, data dall'inaccessibilità delle tecnologie utilizzate, riguarda tutto il cosiddetto
web 2.0, cioè il web dinamico, il web che sta crescendo con sempre più forza e che in pochi anni rimpiazzerà l'attuale web. Sto parlando di flash & ACTION
SCRIPt, silverlight, java fx, ajax, cloud computing e compagnia bella. Signori, ci troviamo davanti a tecnologie non-standard (secondo il W3C) e che non
"contengono" la benchè minima traccia del concetto di accessibilità!!!! Se non avete mai visto facebook, vi basti pensare alla complessità di ebay (che
sono sicuro qualcuno di voi usa), e pensate perfino che i corsi multimediali, all'interno dell'azienda dove lavoro io, sono realizzati con delle slide
tramutate direttamente in pagine flash!
Pochi giorni fa ho letto questa notizia:

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Roma - L'11 dicembre 2008 verrà ricordato dai sostenitori dell'Accessibilità
della rete e del web perché è il giorno in cui entrano finalmente in vigore
le nuove linee guida del Web Consortium, pensate per infiltrare in
profondità le tecnologie e i tool con cui oggi si costruisce "il nuovo web".
Le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.0, o WCAG 2.0, sono ora una
raccomandazione ufficiale del W3C. "Seguirle - scrive il Consortium -
renderà i contenuti accessibili ad un più alto numero di persone con
disabilità, inclusa cecità e ipovisione, sordità e perdita di udito, ...

Secondo me l'11 dicembre 2008 è già stato dimenticato. Mi chiedete perché? Perché si parla di sostenitori dell'accessibilità, e bene, chi sono costoro?
Già, perché la realtà è che costoro non esistono, o almeno non esistono più, come ben sottolinea il dottor Diodati quando ve ne riferisce con "accessibilità
passata di moda". Per completezza devo aggiungere che una nutrita e potente schiera di aziende IT, del calibro di Microsoft, Sun, Intel ed altre (fonte
www.html.it), ha dichiarato che le tecnologie standardizzate dal W3C non erano ritenute idonee alla costruzione del web del futuro e che avrebbero adottato
soluzioni proprietarie od opensource. Ed è proprio quello che è accaduto.
Insomma non vi siete accorti che siamo in pieno far west!
Concludo con qualche domanda: immezzo a questo scenario sconfortante, che cosa sta facendo veramente l'OSI (Osservatorio Siti Internet) della uici? Che
cosa sta monitorando? Perché non rilascia dichiarazioni? Perché non denuncia con forza, nel modo che imporrebbe l'italianissima mentalità, questa enorme
discriminazione che è in atto? Perché per esempio non va a dire, magari aprendo un gruppo su facebook stesso, con uno slogan, che il più grande social-networking
del mondo, facebook appunto, è anche il meno tollerante dei diversamente abili?????
Se gli organi preposti non svolgono un lavoro che giudichiamo adeguato, credo che sia compito nostro provare ad unire le nostre voci in un coro di protesta
e di denuncia, altrimenti le cose non si volgeranno mai naturalmente in nostro favore. Io, con tutti i miei limiti, nel mio piccolo, sto provando a dargli
il via, ma ho bisogno di tutto il vostro aiuto.
>>-----Messaggio originale-----
>>Da: Michele Diodati [mailto:
michele.diodati@gmail.com]
>>Inviato: sabato 29 novembre 2008 0.41
>>A: Mondadori Paolo
>>Oggetto: Re: R: R: Jaws e Facebook. Un connubio possibile?
>>
>>Salve Paolo,
>>
>>la ringrazio per la comprensione e la solidarietà. Non ha
>>scritto affatto fesserie, ma una serie di valutazioni sensate
>>e intelligenti.
>>Per quanto mi riguarda, la sfiducia ha due cause. La prima è,
>>per così dire, esterna: noto che ormai l'accessibilità è
>>quasi "passata di moda". Sembra che non interessi più
>>nessuno, come se le esigenze di accesso al web di chi non
>>vede, non sente o non può muoversi normalmente siano fattori
>>senza importanza. Può darsi che questo atteggiamento di
>>disinteresse rientri nello sfascio morale generale del nostro Paese.
>>
>>La seconda ragione è invece interna, cioè interiore. Sono io
>>stesso che, dopo nove anni di lavoro sull'accessibilità, ho
>>assolutamente bisogno di stimoli e interessi nuovi. Ciò non
>>vuol dire che non mi preoccuperò più di costruire siti
>>accessibili, anzi; ma che non ho più, al momento, quella
>>spinta intellettuale che produceva in me la curiosità e la
>>voglia di approfondire le tematiche della web accessibility.
>>Questo cambiamento è legato a miei fattori caratteriali ma
>>anche a fattori molto pratici e concreti: in un simile
>>periodo di crisi nazionale e mondiale, la necessità di
>>guadagnare un reddito sufficiente alle esigenze della mia
>>famiglia mi impone di concentrare le poche energie su
>>qualcosa che sia spendibile sul mercato del lavoro (e
>>purtroppo attualmente l'accessibilità lo è molto poco).
>>
>>Per farla breve, l'idea di creare un gruppo su Facebook è
>>ottima, non buona, ma io non mi sento attualmente nelle
>>condizioni psichiche di portare avanti e seguire questa
>>iniziativa, che richiede certamente un impegno quotidiano di
>>studio e diffusione dell'idea. Tra parentesi, io conosco
>>pochissimo Facebook, perché, da quel poco che ho visto, si
>>tratta di uno strumento che finisce in breve per fagocitare
>>il proprio tempo in una miriade senza fine di attività non
>>proprio interessanti (parlo per me, naturalmente). Ciò,
>>voglio precisare, senza nulla togliere all'importanza dello
>>strumento Facebook, che è certamente ottimo per stabilire e
>>mantenere contatti con persone di tutto il mondo e dovrebbe
>>assolutamente essere reso accessibile in ogni sua parte.
>>
>>Per concludere, le ribadisco la mia disponibilità a
>>pubblicare sul mio sito un suo articolo sull'esperienza di
>>navigazione in Facebook, se avrà la voglia e il tempo di
>>scriverlo. Non so se servirà alla causa di rendere
>>accessibile Facebook, ma resterà senz'altro come una
>>testimonianza di una discriminazione in atto.
>>
>>Con i migliori saluti,
>>Michele Diodati
>>
>>Il 28 novembre 2008 10.46, Mondadori Paolo
>><
Paolo.Mondadori@siassb.eu
> ha scritto:
>>> Buongiorno sig. Diodati. Infatti ho cercato di raccogliere
>>le idee e di definire un percorso logico per arrivare a
>>stabilire con certezza quali sono i problemi che si
>>presentano nell'uso di facebook. Come le ho scritto nella
>>mail precedente mi sto occupando di avviare l'aggiornamento
>>dello screen reader all'ultima versione. Successivamente,
>>penso durante le vacanze di Natale, cercherò, magari
>>facendomi aiutare da un altro amico non vedente, di
>>effettuare delle prove più approfondite e, quantomeno di
>>prendere degli appunti. Purtroppo servirebbe aver accanto
>>anche un vedente ma io non ce l'ho!
>>>
>>> Personalmente invece, vorrei esprimerle la mia comprensione
>>e solidarietà. Ho letto che si sente sfiduciato ... Cosa
>>rispondere? ... Conosco fin troppo bene questa condizione, io
>>stesso, in questo momendo, la sto vivendo in modo molto
>>forte. La invito (lo so retoricamente) a non arrendersi, ha
>>fatto un lavoro mirabile e bisogna far in modo che non venga
>>sprecato. Secondo me il vero problema è che il tema
>>dell'accessibilità delle tecnologie non è ancora stato
>>portato all'attenzione del grande pubblico, voglio dire della
>>gente che usa e interagisce con soddisfazione con internet.
>>Questa categoria di soggetti può venire chiamata ad esprimere
>>un'opinione. Finora invece il problema accessibilità è sempre
>>stato rivolto ai "produttori" di tecnologie e/o di servizi.
>>Questa seconda categoria di soggetti non esprime un'opinione,
>>semplicemente sceglie di interesarsi o non interessarsi l
>>problema. La scelta ricade praticamente sempre sul non
>>dedicarsi per ragioni di extracosti (bisogno di chiedere la
>>consulenza di esperti, di formare i progettisti e gli
>>sviluppatori, adottare certe piattaforme e certi strumenti di
>>lavoro piutosto che altre...etc).
>>> Insomma per farla breve credo che bisognerbbe provare a
>>cambiare il target a cui indirizzare i nostri messaggi! Solo
>>che bisogna trovare i canali di comunicazione giusti e devono
>>essere canali ad alta "penetrazione". Di sicuro il canale non
>>può essere rappresentato dai portavoce della UICI perché
>>sabbiamo benissimo che si tratta di un'istituzione fortemente
>>politicizzata (in perfetto stile all'italiana!). ... Chessò,
>>si potrebbe cominciare dallo stesso facebook creando un
>>gruppo (credo che si chiami così) chiamato "Facebook per i
>>disabili", che spieghi ai navigatori i problemi, che gli
>>chieda cosa ne pensino e quanto ne sanno pubblicando dei
>>sondaggi e magari coniando un neologismo che oggi vanno tanto
>>di moda e fanno slogan, tipo social-networking =
>>social-diseguagliance (non so come si traduce diseguaglianza
>>in inglese). ... E così via. So anche che in facebook sono
>>presenti le pagine di importanti giornalisti e comunicatori,
>>si dovrebbe cercare di contattarli! Un carissimo amico
>>vedente di Genova mi ha perfino proposto di denuciare sul
>>blog di Beppe Grillo!
>>> Purtroppo abbiamo imparato che l'Italia è un paese diverso
>>dal resto del mondo, in cui le cose funzionano o
>>non-funzionano in modo diverso, quindi è necessario e più
>>che lecito oserei dire, agire in modo "straordinario" se si
>>vuole ottenere qualche risultato.
>>>
>>> Con questo concludo. Spero di non aver scritto fesserie o
>>vaneggiamenti e la saluto caramente.
***
luca davanzo
Il tuo messaggio è sostanzialmente  condivisibile, ma troppo pieno di
inesattezze e   superficialità.
è necessario invece far passare informazioni anche tecnicamente corrette,
quando  ci si rivolge ad un pubblico vasto come quello di Internet e   quasi
sempre ignorante in materia, oppure  denunciare solamente il problema senza
accennare a questioni tecniche.

Per quanto riguarda i problemi di facebook che ci sono, un gruppo che  ne
chiede l'accessibilità  esiste già e con  centinaia di iscritti, se sei
iscritto  a facebook vai qui:
http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=45818546321