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Miami, robot contro traffico e criminalità
da La Stampa
del 27\03\2008
NEWS
27/3/2008 - SPERIMENTAZIONE
Ed ora, un po' di pubblicità
: Miami, robot contro traffico
e criminalità
Le multe arrivano dal cielo: "Meglio delle telecamere"
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA NEW YORK
Pesa 6,3 kg, è alto una manciata di centimetri, ha un’antenna
per muoversi, dei lunghi fili di fibre per raccogliere dati e
occhi digitali per osservare nei minimi dettagli quanto
avviene a terra, memorizzando le informazioni dentro una sorta
di guscio circolare che lo fa assomigliare ad un grosso
insetto volante oppure ad mini-Ufo.
E’ questo l’identikit del primo robot destinato a pattugliare
i cieli d’America. Il debutto è imminente a Miami, la
megalopoli della Florida infestata dal traffico e dalla
criminalità organizzata, dove il locale Dipartimento di
polizia è convinto di poterlo trasformare in un’arma di
sorveglianza assai più efficace delle telecamere posizionate
su edifici, semafori e piloni in luoghi troppo spesso già
identificati dalla criminalità.
A produrre il robot in miniatura è la Honeywell International,
secondo la quale «grazie all’uso di sensori a raggi infrarossi
è in grado di identificare con precisione quanto avviene sul
terreno» proponendosi come uno strumento utile per smarcherare
tanto gli automobilisti spericolati quanto i possibili
terroristi.
Tecnicamente si tratta di un drone, ovvero di un velivolo
senza pilota ma, a differenza di quelli che volano
quotidianamente sui cieli dell’Iraq e dell’Afghanistan per
dare la caccia ai terroristi, il mini-robot non ha le fattezze
di un aereo in miniatura, assomogliando piuttosto ad un
piccolo insetto volante con tanto di code, antenna e occhi.
«La nostra intenzione è di adoperarlo per la sorveglianza
tattica quando serviranno ulteriori occhi rispetto a quelli
disponibili» spiega Juan Villalba, portavoce del Dipartimento
di Polizia, ma sui network locali rimbalzano ben altre voci
secondo le quali il sistema di telecamere di sorveglianza
sarebbe oramai vetusto, in gran parte inefficiente, ed anziché
sostituirlo affrontando una consistenza spesa le autorità di
sicurezza avrebbero optato per una sua progressiva
sostituzione con un esercito di piccoli robot del cielo, in
grado di garantire il controllo di vaste aree, anche per
distribuire multe per violazioni al codice stradale.
La Cia immaginò un simile strumento per il controspionaggio
negli anni Settanta, quando la preoccupazione era tenere
d’occhio le spie sovietiche durante la Guerra Fredda, ma
quello che all’epoca fu chiamato «Insectohopter» non è che un
lontano parente dell’ultima generazione di droni, capaci di
vedere volti, targhe ed oggetti da grande altezza, muovendosi
in silenzio e senza farsi vedere da terra.
Se l’esperimento di Miami avrà successo sono molte le città
americane che hanno fatto conoscere il desiderio di adottare i
piccoli robot e la stessa Fbi non esclude di poterli far
entrare nella scuderia di droni senza pilota che già possiede.
Ma prima dovrà arrivare il via libera della «Federal Aviation
Administration», l’Ente federale dell’aviazione civile,
oggetto in questi giorni delle insistenti pressioni
dell’Unione delle libertà civili (Aclu), che teme la
trasformazione dei mini-robot in spie capaci di violare
sistematicamente la privacy dei cittadini restando a centinaia
di metri di altezza.
«Già in occasione del posizionamento di numerose telecamere
nei luoghi pubblici avevamo sollevato forti perplessità che
portassero alla violazione delle libertà personali dei
cittadini - afferma Howard Simon, direttore dell’ufficio
dell’Aclu in Florida - ma adesso questi ulteriori
miglioramenti tecnologici contengono la minaccia di una ben
maggiore erosione del diritto alla riservatezza».
Da qui l’ipotesi che l’Aclu possa decidere di invocare di
fronte ad un giudice federale l’eventuale adozione dei
mini-robot da parte del Dipartimento di polizia, puntando a
spingere la Corte Suprema degli Stati Uniti a pronunciarsi sul
caso.