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Gguida semibreve allo shopping negli usa

di Aldo Corsa
su lista vista, 21\03\2008, h. 16.21.

Il costo delle tecnologie assistive è da sempre una spina nel fianco di tutti quei disabili che, non volendosi limitare a sopravvivere ossessionati da questioni
come l'equiparazione ai ciechi di guerra, cercano strade sempre nuove per poter migliorare la qualità della loro vita.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito al progressivo apprezzamento dell'euro sul dollaro. Se facessimo un giro sul sito di qualche store americano specializzato,
ci renderemmo subito conto che il risparmio che potremmo ottenere acquistando negli USA può arrivare anche al 50%.
Ma c'è un problema. Quasi tutti i produttori americani possiedono un distributore italiano e si rifiutano categoricamente di vendere i loro prodotti a
chi risiede all'estero.
Trovandomi nella condizione di dover fare degli acquisti impegnativi, non me la sono sentita di regalare migliaia di euro ai distributori italiani e mi
sono messo a caccia di una soluzione legale per aggirare il problema. La prima e più ovvia è stata: è se avessi un indirizzo di recapito negli USA? Se
siete nella fortunata cindizione di avere amici o parenti che vivono lì, allora potete anche smettere di leggere perché la soluzione ce l'avete già.
Se invece, come me, non avete sponde al di là dell'Atlantico vi dovete rivolgere ad un servizio di Mail Forwarding. Cos'è? Semplice: io faccio un contratto
con una ditta di mail forwarding e, a fronte del pagamento di un canone mensile che può variare da pochi dollari a molte decine, mi viene messo a disposizione
un indirizzo geografico a mio nome presso la ditta stessa. Questo indirizzo funziona come una casella postale senza sembrarlo (la differenza è importante
perchè molti negozi online si rifiutano di spedire a caselle postali). Una volta in possesso di un mio indirizzo in america potrò facilmente fare acquisti
come un comune cittadino statunitense. Ovviamente i pacchi non arriveranno direttamente a me, ma presso il mio indirizzo "virtuale". A questo punto entrano
in gioco i servizi che la ditta di mail forwarding mette a disposizione. Quella che uso io è Usamail1 (
www.usamail1.com
), ma ne esistono molte altre (
www.usglobalmail.com,
www.usabox.com
, e via dicendo). Una volta fatta l'autenticazione dul loro sito, posso accedere al pannello di controllo che mi informa se ci sono pacchi in giacenza per
me, da dove provengono, quali dimensioni e quale peso hanno, il vettore che li ha consegnati e il numero di tracciamento, e così via. A questo punto ho
a disposizione diverse opzioni. Posso farmi spedire il pacchetto a casa scegliendo tra DHL, Fedex, USPS in base ai tempi e ai costi di consegna. Ma l'opzione
più interessante è quella che permette di ggregare più pacchetti in un'unica spedizione. Il vantaggio è notevole perchè il costo della spedizione non è
direttamente proporzionale al peso. Mi spiego meglio: se spedisco un chilogrammo con la DHL pagherò 58 dollari (consegna in 3 giorni). Se il mio pacco
pesa di più, pagherò 9 dollari per ogni chilogrammo aggiuntivo. E' evidente dunque che conviene farsi arrivare diversi acquisti e poi fare un'unica spedizione
verso l'Italia. Per ogni pacco aggregato, la Usamail1 mi chiede 7 dollari (per unire 3 spedizioni spenderò 14 dollari).
A questo punto non vi resta che attendere il furgoncino giallo che dopo circa 72 ore vi consegnerà il tutto facendivi esclamare: "sono veramente fico".
Tutto qui? Tutto facile?
Assolutamente no. Ci sono alcuni ostacoli e diversi fattori di cui tener conto per decidere se il gioco vale la candela. Siccome ci sono già passato io
vi farò risparmiare un po' di tempo.
Prima di tutto ci sono i prerequisiti. Dovetre possedere una carta di credito Visa, Mastercard o Amex e, cosa più importante, non dovete aver paura di
usarla online. In secondo luogo dovete avere una conoscenza dell'inglese scritto sufficiente ad evitare di fare vaccate: una volta ricevuta la merce a
15000 chilometri di distanza risulta un po' difficoltoso resituirla se vi siete sbagliati. Inoltre i siti delle ditte di mail forwarding spesso soffrono
di problemi di accessibilità e quindi è meglio mettere in preventivo di farsi aiutare da due occhi buoni nelle fasi più delicate.
Passiamo ora alla fase di registrazione con il servizio di mail forwarding. Come già detto, esistono molte aziende con commissioni tra le più disparate.
Queste differenze dipendono dai servizi offerti. In molti casi si tratta di servizi che interessano le aziende e non i privati, ma a volte è difficile
stabilire se un servizio ci possa essere utile o meno. Bisogna quindi armarsi di santa pazienza e valutare se i soldi che ci vengono chiesti sinao o meno
giustificati in rapporto alle nostre esigewnze.
A prescindere dalla ditta che sceglierete, vi scontrerete comunque con un ostacolo: il form 1583. Si tratta di un modello per il servizio postale americano
che certifica la vostra identità e senza il quale non può esservi assegnato un indirizzo di recapito su suolo USA. In genere questo modello ve lo trovate
in pdf già compilato con i vostri dati nella vostra casella di posta. Sarà infatti la ditta a cui vi siete registrati ad inviarvelo. A voi non resta che
firmarlo e restituirglielo, e qui sorgono i problemi. La firma infatti va autenticata. Scordatevi l'ufficio anagrafe del vostro comune (li si autentica
la firma solo su documenti destinati alla pubblica amministrazione italiana). Restano dunque altre due strade: il consolato americano o il notaio. Chi
si può permettere una gita a Roma o a Milano o Firenze potrà fare l'operazione gratuitamente presso il consolato di quelle città. Gli altri dovranno dotarsi
di un surplus di pazienza. Già, perché il solo far capire alla segretaria del notaio di cosa avete esattamente bisogno è impresa ardua. Al mio primo tentativo
mi è stato risposto che avrei dovuto produrre una traduzione giurata del contenuto del modulo e che il costo mi sarebbe stato comunicato in seguito all'autentica
(praticamente una propostad di suicidio). Al secondo tentativo me la sono cavata con mezz'ora di attesa e non ho dovuto pagare nulla (non riuscivo a crederfci).
Fatto questo, il modulo (in duplice copia) va fisicamente recapitato alla ditta negli USA. Si va in un DHL point (o similari) si scuciono 36 euro e 48
ore dopo si viene abilitati alla ricezione di corrispondenza. Congratulazioni: siete felici possessori di un indirizzo collocatro a New York (se scegliete
Usamail1).
Ma le cose da sapere non finiscono qui. Adesso è venuto il momento di dare un senso a tutto questo. Dunque via con gli acquisti. Primo ostacolo: la carta
di credito. Quando pagate dovrete inserire l'indirizzo di spedizione che ovviamente non coinciderà con l'indirizzo registrato presso il gestore della carta.
Molti negozi online, per salvaguardarsi dalle frodi, chiedono questo riscontro al gestore della vostra carta e, in caso di discrepanze, annullano l'ordine.
Come risolvere? Io ho trovato due soluzioni (se ne trovate altre fatenmelo sapere). La prima è utilizzare Paypal (
www.paypal.it
). Non sto qui a spiegare cosa sia Paypal altrimenti questa guida diventa un saggio. Paypal, in sintesi, è un servizio che si occupa di pagare per vostro
conto un acquisto prelevando i soldi dalla vostra carta di credito. In questo caso non ho mai avuto problemi. L'univo vincolo è che il negozio che avete
scelto accetti Paypal tra le forme di pagamento. Negli USA (e di recente anche in Italia) è raro imbattersi in un negozio che non usi Paypal. Nel caso
accedesse si può ricorrere alla soluzione due: utilizzo di una carta di credito American Express. Immediatamente dopo aver fatto il pagamento, contattate
il servizio clienti Amex e chiedete che lo stesso venga autorizzato. In questo modo il negoziante riceverà l'autorizzazione alla transazione senza ulteriori
complicazioni.
Bene, avete il vostro indirizzo e avete diversi pacchetti in giacenza. E' venuto il momento di attraversare l'oceano. Delle modalità di spedizione ho già
parlato. Qui Dobbiamo aprofondire il discorso dogana. Al momento di commissionare la spedizione, vi verrà chiesto, sotto la vostra responsabilità, di dichiarare
il contenuto ed il valore della spedizione. Su quel valore, una volta giunto in Italia, la dogana nazionale appjlicherà l'IVA e gli eventuali dazi previsti
in base alla tipologia di prodotto. Questa ulteriore spesa dovrete saldarla in contanti al corriere quando vi verrà a consegnare il tutto.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Ora tutto dipende dalla vostra coscienza e dalla vostra propensione al rischio. Potete dichiarare l'intero valore (scelta consigliata) e dormire sonni tranquilli
oppure provare a indicare un valore inferiore o addirittura nullo. In questi ultimi casi, se pizzicati, si rientra nella fattispecie di reato del contrabbando,
anche se credo che fino a un certo valore evaso (non so quale) il tutto si risolva con una ammenda pecuniaria. Tenete conto che i vostri pacchi viaggiano
con all'esterno la fattura di acquisto dalla quale è facilissimo risalire al valore e al contenuto reali. Bisogna anche dire che la ditta di mail forwarding
(al modico prezzo di due dollari a pacchetto) strapperà via questi fogli spioni dalle vostre scatole (e ve li renderà disponibili in pdf per il download).
Se avete scelto di essere probi cittadini, la documentazione doganale che attesta la regolare importazione vi dà diritto ad avvalervi della garananzia
internazionale presso il distributore italiano dell'oggetto acquistato. Qui però non mi farei soverchie illusioni. Pur non avendo fortunatamente ancora
avuto bisogno di assistenza, credo ingenuo pensare che un centro assistenza accetti senza protestare di riparare in garanzia un prodotto che non è passato
dalla loro filiera.
Bene, questo è quanto. Siccome però stiamo parlando di tecnologie assistive è bene fare altre due considerazioni.
In primo luogo, tenete presente che si possono fare affari davvero strepitosi su Ebay USA (
www.ebay.com
). Contrariamente a quanto avviene in Italia,lì è possibile trovare tante offerte di materiale usato, ma anche nuovo, a prezzi che rasentano il ridicolo.
Io, ad esempio, mi sono aggiudicato un apparecchio che in Italia avrei pagato oltre 3500 euro (street price) per soli 880 euro compresa spedizione e dogana.
Anche qui però è difficile trovare gente disposta a spedire oltre oceano e un indirizzo locale semplifica tantissimo la transazione. Questa opportunità
deve però essere colta tenendo presente che, prima o poi, la fregatura arriva (come, ad esempio, un apparecchio guasto). Se non si è dispoosti ad accettare
serenamente questo rischio allora è meglio lasciar perdere.
La seconda considerazione riguarda gli aspetti fiscali. Quasi  tutti sanno che acquistando un ausilio si ha diritto all'IVA agevolata al 4% e alla detrazione
della spesa nella dichiarazione dei redditi dell'anno successivo. Questo vale anche sui prodotti acquistati all'estero. Per la detrazione in dichiarazione,
in luogo della fattura del prodotto acquistato in Italia, dovremo esibire al CAF la documentazione doganale che attesta la regolare importazione. Per quel
che riguarda l'IVA, il discorso è più complesso perchè l'imposta viene applicata in dogana. A tal proposito ho presentato un quesito all'Agenzia delle
Dogane che mi ha di recente risposto. In coda a questo post trovate il testo integrale del quesito e della risposta. Come è consuetudine per gli uffici 
fiscali (che ben conosco avendovi lavorato per sette pessimi anni) la risposta è alquanto evasiva e breve. Ben più lunga è la descrizione delle sanzioni
che mi vedrò comminate se per caso sto cercando di fregarli (cosa che l'Agenzia dà per scontata fino a prova contraria).
Qui finisce questa breve guida. Se siete arrivarti fin qui probabilmente l'argomento vi interessa. Per quanto la mia esperienza sia linmitata, resto a
disposizione in lista per questiti e chiarimenti.
Di seguito trovate il parere dell'Agenzia delle Dogane.
Inizio messaggio.
Testo richiesta:
Salve,..per mio figlio, cieco civile, ho intenzione di acquistare, tramite internet dagli USA, un"apparecchiatura elettronica per l"ingrandimento delle
immagini. Tale apparecchiatura e" specifica per ipovedenti e possideo tutte le certificazioni che mi permettono di usufruire dell"aliquota IVA agevolata
al 4% per "ausili tecnici ed informatici". Tale aliquota agevolata e" riconosciuta espressamente anche in caso di importazione extra-UE. Quando il prodotto
arrivera" alla dogana, su di esso verra" certamente applicata l"aliquota ordinaria (credo il 20%?). Come faccio per recuperare" l"IVA pagata in eccedenza?..Spero
di essere stato chiaro...Saluti...Aldo Corsa

Testo risposta:
In ordine al Suo quesito, si segnala l'opportunità che il vettore incaricato della spedizione, al momento della presentazione del bene in dogana, sia in
possesso della documentazione idonea per la richiesta dell'applicazione dell'aliquota IVA al 4%.
Pertanto, al fine di una corretta applicazione della spettante aliquota IVA, si consiglia di prendere accordi con detto vettore prima che lo stesso espleti
le relative formalità doganali all'importazione.
Ad ogni buon fine, si comunica che la normativa comunitaria (art. 78 del Reg. CEE n. 2913/92) e la normativa nazionale (art. 11 del D.L.vo n. 374/90) prevedono
l'istituto della revisione dell'accertamento, con il quale l'autorità doganale (autonomamente) o l'operatore interessato (su istanza di parte), entro tre
anni dalla data in cui è divenuto definitivo l'accertamento, possono rispettivamente procedere o richiedere la revisione dello stesso. In caso di riscontro
della difformità, l'ufficio doganale procederà alla rettifica della dichiarazione, con riliquidazione dei diritti in precedenza accertati e conseguente
recupero dei maggiori diritti eventualmente accertati ovvero il rimborso di quelli indebitamente riscossi.
Nel caso di spedizione postale, al fine di ottenere una revisione di accertamento, dovrà presentare istanza alle Poste Italiane Spa che, operando in procedura
domiciliata, effettua gli adempimenti doganali direttamente presso i propri magazzini rimanendo, pertanto, responsabile del corretto svolgimento dell'operazione
doganale.
Ad ogni buon fine si segnalano qui di seguito gli Uffici doganali territorialmente competenti per le spedizioni postali: Ufficio delle dogane di Roma I
(tel. 06-448871) per il Gateway postale di Roma, Via Corcolle nn. 12/14; Ufficio delle Dogane di Varese (tel. 0332-331336) per il Gateway postale di Lonate
Pozzolo (VA); Ufficio delle dogane di Milano I (02-69501) per il Gateway postale di Milano Roserio, via Cristina Belgioioso n. 165/11.
Per ulteriori informazioni di carattere operativo si consiglia di contattare il locale ufficio doganale. 

Cordiali saluti

Ufficio Relazioni con il Pubblico
Agenzia delle Dogane
Fine messaggio.

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